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Messaggio ai giovani - Contents
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    Capitolo 13: La tentazione non giustifica il peccato

    Non c’è impulso della natura umana, facoltà della mente o inclinazione del cuore che non abbiano bisogno, in ogni momento della vita, di essere guidato dallo Spirito di Dio. Se concediamo a Satana il minimo vantaggio, egli si servirà delle benedizioni che Dio ci accorda e delle prove che egli permette per tentare, attaccare e distruggere gli uomini. Per quanto grandi siano la conoscenza spirituale, le benedizioni e la benevolenza di Dio, dobbiamo camminare sempre con umiltà davanti al Signore, pregando Dio perché possa guidare ogni pensiero e controllare ogni impulso.MG 42.1

    Tutti coloro che si professano cristiani hanno il dovere di salvaguardare lo spirito e di praticare l’autocontrollo nonostante le provocazioni più sfacciate. Mosè fu costretto ad affrontare grandi difficoltà, ma ben pochi uomini saranno messi alla prova così duramente come lui. Eppure tutto ciò non giustificò i suoi errori. Dio ha disposto tutto in modo tale che se i suoi figli si affidano alla sua potenza, non saranno in balìa delle circostanze. La tentazione più terribile non giustifica il peccato: per quanto possa essere forte, noi siamo gli unici responsabili delle nostre trasgressioni. Nessuno, sulla terra o all’inferno, ha il potere di costringerci a sbagliare. Satana attacca i nostri punti deboli, ma non dobbiamo lasciarci sopraffare. Anche se gli assalti possono essere crudeli e inaspettati, Dio è pronto ad aiutarci e possiamo vincere grazie alla sua forza. — Patriarchs and Prophets, 421.MG 42.2

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