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La Verità Sugli Angeli

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    Pietro e Giovanni liberati dalla prigione

    Poco tempo dopo la discesa dello Spirito Santo, Pietro e Giovanni che avevano pregato ferventemente, si recarono al tempio per adorare. Lì incontrarono un povero e scoraggiato paralitico… I discepoli ebbero compassione di lui. VA 191.2

    “E Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su lui, disse: Guarda noi! Dell’argento e dell’oro io non ne ho, ma quelloVA 191.3

    che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina”.3 SP 275, 276
    Atti 3:6
    VA 192.1

    I Sadducei non credevano nella risurrezione, e udito dagli apostoli che Cristo era risorto dai morti, si arrabbiarono, poiché comprendevano che se gli apostoli predicavano un Salvatore risorto, e operavano miracoli nel Suo nome, tutti avrebbero rifiutato la dottrina da loro proclamata; che non vi era nessuna resurrezione, e la setta dei sadducei presto si sarebbe estinta. AA-78.VA 192.2

    Alcuni dei funzionari del tempio, e il capo della guardia erano Sadducei. Il capo, con l’aiuto di altri sadducei, arrestò i due apostoli e li mise in prigione, essendo molto tardi, i loro casi non poterono essere esaminati quella notte. 3SP 278.VA 192.3

    Satana sembrava trionfare e gli angeli maligni lo esaltavano; ma un angelo di Dio fu inviato per aprire le porte della prigione, e contrariamente all’ordine del sacerdote e degli anziani, l’angelo ordinò loro di tornare al tempio e predicare le Parole di Vita. 1SG 83, 84.VA 192.4

    Nel frattempo il sommo sacerdote e quelli che erano con lui con tutti gli anziani dei figli d’Israele, “si riunirono in consiglio” (Atti 5:21). I sacerdoti e i magistrati decisero di accusare i discepoli d’insurrezione, di aver assassinato Anania e Saffira, e di cospirare contro i sacerdoti per privarli della loro autorità…. Dopo aver inviato le guardie dai prigionieri, per portarli davanti all’assemblea per essere interrogati, grande fu il loro stupore nel ricevere la notizia che la prigione era vuota, nonostante che le porte del carcere fossero sprangate con ogni sicurezza, e i carcerieri di guardia erano davanti ad essa, ma i prigionieri non erano da nessuna parte. Ben presto arrivò qualcuno con una sorprendente informazione: VA 192.5

    “Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio, e stanno quivi ammaestrando i popolo. Allora il capitano del tempio, con le guardie, andò e li menò via, non però con violenza, perché temevano d’essere lapidati dal popolo”…
    Atti 5: 25,26
    VA 193.1

    Quando Pietro e Giovanni si presentarono per la seconda volta davanti agli uomini che sembravano risoluti a distruggerli, non dimostrarono alcun timore o esitazione nelle loro parole e nel loro atteggiamento. E quando il sommo sacerdote disse: “Non vi abbiamo forse vietato di insegnare in cotesto nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete gettarci addosso il sangue di codesto uomo!” Allora Pietro rispose: “Bisogna ubbidire a Dio prima che agli uomini”. (Atti 5:25-29) Un angelo del cielo li aveva liberati dalla prigione, ordinando loro d’insegnare nel tempio. AA 78-82.VA 193.2

    Quegli assassini s’infuriarono. Desideravano macchiare le loro mani di sangue un’altra volta, uccidendo gli apostoli. E mentre loro pianificavano come realizzare questo piano, un angelo di Dio fu mandato a Gamaliele, perché consigliasse i principi e i sacerdoti di ravvedersi. Allora Gamaliele disse loro: VA 193.3

    “Uomini Israeliti, badate bene circa questi uomini, a quel che state per fare…perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta, ma se è da Dio, voi non la potete distruggere, altrimenti vi troverete a combattere contro Dio stesso”.
    Atti 5 : 38,39
    VA 193.4

    Gli angeli malvagi suggerirono ai sacerdoti e agli anziani di annientare gli apostoli, ma Dio inviò il Suo angelo per ostacolarli, facendo sorgere tra i capi dei giudei, una voce in favore dei suoi servitori. 1SG 85VA 193.5

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