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La Verità Sugli Angeli

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    Pietro liberato dal carcere

    Il giorno dell’esecuzione di Pietro era stato finalmente stabilito. Le fervide preghiere dei credenti salivano in cielo. E mentre tutti erano riuniti in chiesa a pregare per lui, gli angeli di Dio vigilavano sull’apostolo imprigionato…. Pietro era stato collocato tra due soldati, imprigionato con due catene, ognuna dei quali era attaccata alla cintura di una delle sue guardie. Egli non poteva muoversi senza che le guardie non si accorgessero. Le porte della prigione erano pesantemente sprangate, e altre guardie le sorvegliavano. Umanamente parlando, ogni possibilità di fuga era impossibile.VA 198.1

    Redemption: or the Ministry of Peter and the Conversion of Saul 70VA 198.2

    Pietro, imprigionato nel carcere, aspettava di essere messo a morte il giorno dopo; e mentre l’apostolo dormiva tranquillo, di notte “tra i due soldati, incatenati a lui, e le guardie che custodivano le porte del carcere. Ecco che un angelo del Signore si presentò, e una luce risplendette nella cella, e toccando il fianco di Pietro lo svegliò dicendo: “Presto, levati”. E in quell’istante le catene caddero dalle sue mani. (Atti 12: 7)VA 198.3

    Pietro si svegliò di soprassalto e si stupì della luce che inondava la prigione, e della bellezza celeste del messaggero divino. Egli non comprendeva ciò che stava accadendo, ma sapeva che era libero, e nel suo stordimento e gioia, stava uscendo dal carcere senza proteggersi dal freddo notturno. L’angelo di Dio, notando le circostanze e preoccupandosi con sollecitudine delle necessità dell’apostolo, aggiunse: “Cingiti e legati i sandali”. Pietro obbedì meccanicamente, ma essendo così affascinato dalla gloria del cielo si dimenticò di prendere il suo mantello. Allora l’angelo, gli ordinò:VA 198.4

    “Mettiti il mantello e seguimi. E uscito lo seguiva, non sapendo che tutto ciò che accadeva fosse vero, credeva, infatti, che era in visione.VA 198.5

    Ora, essendo passato vicino alle guardie, vennero alla porta di ferro, la quale si aperse da sé”.
    Atti 12:8-10
    5T 748
    VA 199.1

    Non c’è rumore di parole né di passi. L’angelo fa da guida, illuminando la via col suo straordinario splendore, e Pietro, perplesso e credendo ancora di trovarsi in un sogno, segue il suo liberatore. Percorrono una strada, e poi l’angelo, giunto al termine della sua missione, scompare alla sua vista.VA 199.2

    La luce celeste si affievolisce e si spegne, lasciando Pietro nella più completa oscurità. Poi i suoi occhi cominciano ad abituarsi al buio e a intravedere gradualmente i contorni di ciò che lo circonda. Si trova solo nella strada silenziosa, e la fresca brezza notturna gli soffia sul volto. Egli comprende di essere libero e di trovarsi in una zona conosciuta della città. A un tratto riconosce un luogo che era solito frequentare e che si aspettava di rivedere l’indomani per l’ultima volta….VA 199.3

    L’apostolo si avviò subito verso la casa dove i fratelli erano riuniti, e dove, in quell’istante stavano pregando per lui. “E avendo Pietro picchiato all’uscio del vestibolo, una serva, chiamata Rode, corse ad aprire, ma avendo riconosciuto la voce di Pietro, non aprì subito la porta, ma s’affrettò ad annunciare che l’apostolo si trovava davanti all’entrata. Allora i fratelli dissero: Tu sei pazza! Ed essa insisteva ripetendo che ciò che diceva, era la verità. Invece, loro supponevano che l’ospite non poteva essere altro che un angelo”. AA 147, 148VA 199.4

    Lo stesso angelo che lasciò le coorti celesti per venire in soccorso a Pietro, era stato il messaggero di giudizio e ira per Erode. L’angelo toccò Pietro nel fianco per svegliarlo dalla sua sonnolenza, ma fu un tocco differente da quello usato contro il malvagio re, che in quel caso produsse una malattia mortale. 3SP-344.VA 199.5

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