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La Verità Sugli Angeli

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    Sansone

    In mezzo all’apostasia regnante, i fedeli adoratori di Dio continuavano a invocare la liberazione d’Israele… Ai confini della regione montagnosa che dominava le pianure dei Filistei, c’era una piccola città chiamata Zorah. Lì abitava la famiglia di Manoah della tribù di Dan, una delle poche famiglie che in mezzo alla slealtà che prevaleva, era rimasta fedele a Yehovah. E l’angelo dell’Eterno apparve alla moglie di Manoah dicendo: “Ecco, tu sei sterile e non hai figlioli, ma concepirai e partorirai un figlio attraverso il quale il Signore libererà Israele dalle mani dei Filistei”. (Giudici 13: 3,5) Oltre a tale notizia, l’angelo diede istruzioni speciali riguardo alle abitudini e al trattamento per la cura del suo bambino. La donna cercò suo marito per condividere con lui la promessa data da Dio. Poi, nel timore di commettere qualche errore riguardo all’opera che le era stata raccomandata, il marito pregò: VA 97.1

    «Signore, l', uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c', insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro”.
    Giudici 13:8
    VA 97.2

    Quando l’angelo apparve di nuovo, l’uomo chiese: “Che cosa dobbiamo fare per il bambino”. Allora l’angelo ripeté le istruzioni:VA 97.3

    “La donna si astenga dal mangiare quello che le ho detto. Non mangerà alcun prodotto della vigna, né berrà vino o bevande alcoliche, e non mangerà alcunché d’impuro; osservi tutto quello che le ho comandato”. PP 560, 561
    Giudici 13:14
    VA 97.4

    Manoah e sua moglie non sapevano di aver parlato con Gesù Cristo. Loro lo vedevano come un messaggero del Signore, e non potevano discernere se era un profeta o un angelo. Desiderando mostrare l’ospitalità nei confronti dell’ospite, lo invitarono a restare mentre preparavano un capretto per lui. Tuttavia non conoscendo la natura del visitatore, non sapevano se dovevano offrirlo come offerta di sacrificio o come alimento. E l’angelo rispose: VA 98.1

    “Anche se tu mi trattenessi, non mangerei del tuo cibo; ma, se vuoi fare un olocausto, offrilo all’Eterno”.
    Giudici 13:16
    VA 98.2

    Convinto che il visitatore fosse un profeta, Manoah gli domandò: VA 98.3

    “Qual è il tuo nome, affinché, adempiute che siano le tue parole, noi ti rendiamo onore”?
    Giudici 13:17
    VA 98.4

    E la risposta fu: “Perché mi chiedi il mio nome, esso è meraviglioso? Intuendo il carattere divino dell’ospite, Manoah “prese il capretto e l’offrì all’Eterno sopra una pietra”. E in quel momento successe una cosa meravigliosa, l’angelo fece un miracolo davanti agli occhi di Manoah e sua moglie. Il fuoco salì dalla roccia e consumò il sacrificio, e mentre Manoah e sua moglie stavano osservando la fiamma salire dall’altare verso il cielo, l’angelo dell’Eterno salì con la fiamma dell’altare”. Allora Manoah e sua moglie caddero con la faccia a terra, perché riconobbero nell’ospite l’angelo dell’Eterno. Ora sapevano di aver visto il Santo d’Israele, Colui, che aveva coperto la sua gloria nella colonna di nuvola, e che aveva guidato e aiutato il popolo d’Israele nel deserto. Stupore, timore e terrore riempirono il cuore di Manoah, che non poté fare altro che esclamare: “Ora noi di certo moriremo perché abbiamo veduto Dio”. E la sua compagna in quel momento solenne avendo più fede di lui, gli ricordò che il Signore aveva accettato l’olocausto, e gli aveva promesso la nascita di un figlio, che avrebbe liberato Israele. Questa era una prova della sua grazia e non della sua ira. ST 15 settembre 1881VA 98.5

    La promessa divina a Manoach si compì a tempo debito con la nascita di un figlio, che chiamarono Sansone. Per ordine dell’Angelo: “…sulla testa del bambino non passerà rasoio, giacché il fanciullo sarà un Nazireo consacrato a Dio sin dalla sua nascita”. ST 6 ottobre 1881VA 99.1

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