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La Verità Sugli Angeli

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    I tre magi

    Gli angeli non trovarono degli uomini in attesa del Messia soltanto sulle colline della Giudea e fra gli umili pastori: anche nelle regioni pagane ve ne erano altri che aspettavano. Si trattava dei magi: filosofi orientali, ricchi, nobili, studiosi della natura, che avevano visto Dio nelle opere del creato. Negli scritti ebraici, poi, avevano trovato l’annuncio di un astro che sarebbe sorto da Giacobbe (Numeri 24:17) e aspettavano con impazienza chi sarebbe stato non solo “la consolazione d’Israele”, ma anche “luce da illuminare le genti”, “strumento di salvezza fino alle estremità della terra”. (Luca 2:25,32, Atti 13:47) GC 315VA 138.1

    I saggi avevano studiato le profezie, e sapevano che il tempo per l’avvenimento del Messia era arrivato. Aspettavano ansiosamente qualche segno di questo grande evento, col fine di essere tra i primi ad accogliere il neonato Re, e adorarlo. Questi saggi avevano visto la luminosità proveniente dai messaggeri celesti che annunciavano l’avvento di Cristo ai pastori d’Israele, e poi scoprirono la brillante stella che apparve e si mantenne nel firmamento. L’apparenza e la dimensione di questa brillante stella che i saggi non avevano mai visto prima attrasse la loro attenzione e la considerarono il segno che aspettavano. Allora, lo Spirito di Dio li condusse alla ricerca del luogo dove il Redentore del mondo sarebbe nato. Redemption or the First Advent of Christ with His Life and Ministry 16.VA 138.2

    La notte in cui la gloria di Dio aveva inondato le colline di Betlemme, i magi avevano scorto nel cielo una luce misteriosa. Essa aveva poi lasciato posto a una stella luminosa che si spostava lentamente nel cielo. Non era una stella fissa né un pianeta e questo fenomeno provocò in loro la più viva curiosità. Quei savi non sapevano che quella stella era formata da una schiera di angeli risplendenti, però avvertirono che essa aveva per loro una grande importanza. Consultarono sacerdoti e filosofi, ed esaminando gli antichi rotoli trovarono la profezia di Balaam che diceva:VA 138.3

    “Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele”.
    Numeri 24:17
    VA 139.1

    Forse quella strana stella era stata mandata per annunciare loro la venuta di Chi era stato promesso? Questi savi avevano salutato con gioia la luce della verità celeste che ora risplendeva su di loro, e si sentirono spinti dai sogni che gli hanno spinto a ricercare il Principe appena nato. DA 60.VA 139.2

    Gli angeli di Dio formavano la stella che guidò i saggi alla ricerca di Gesù. Essi seguirono i brillanti messaggeri con gioia e sicurezza, arrivarono con doni costosi e regali; con mirra e incenso per dare tributo al Bambino Re predetto nelle profezie. RH 9 dicembre 1884VA 139.3

    I saggi orientarono la loro marcia verso la direzione che la stella sembrava dirigerli. E mentre si avvicinavano alla città di Gerusalemme, la stella fu avvolta dalle tenebre, e quindi smise di guidarli. Essi pensavano tra loro, che i giudei di Gerusalemme non potevano essere all’oscuro del grande evento, e iniziarono a fare domande nel circondario, dove si trovavano. Dichiararono chiaramente la loro missione: cercavano Gesù, il Re dei Giudei, perché avevano visto la sua stella in Oriente, e venivano ad adorarlo. Redemption or the First Advent of Christ With His Life and Ministry 16VA 139.4

    La notizia dell’arrivo inaspettato dei Magi si sparse rapidamente per tutta Gerusalemme, provocando tra il popolo una grande agitazione, la cui eco giunse fino al palazzo di Erode. L’idea che stesse sorgendo un rivale risvegliò allora i timori dell’astuto sovrano edomita, la cui ascesa al trono era avvenuta a prezzo di tanti delitti. Essendo straniero, era odiato dal popolo. La sua sola salvaguardia era il favore di Roma. Ma il nuovo Principe aveva aspirazioni più alte: era nato per regnare. Erode sospettava che i sacerdoti complottassero con gli stranieri per fomentare dei disordini popolari e cacciarlo dal trono. Deciso a sventare i loro piani con astuzia, dissimulò i suoi sospetti, convocò i sacerdoti e gli scribi e chiese loro dove, secondo le Scritture, sarebbe nato il Messia. L’orgoglio dei dottori ebrei fu lusingato dalla richiesta dell’usurpatore. Ma la negligenza con cui consultarono i rotoli suscitò l’indignazione del tiranno. Temendo che cercassero di tenergli nascosta la cosa, con autorità imperiosa comandò loro di fare delle ricerche accurate, per informarlo poi del luogo dove il Re tanto atteso sarebbe nato. Ed essi gli dissero: “A Betlemme di Giuda, perché così è scritto per mezzo del profeta”.VA 139.5

    I sacerdoti e gli anziani di Gerusalemme, non erano poi così all’oscuro sulla nascita del Messia come volevano far credere. A Gerusalemme era corsa voce della visita degli angeli ai pastori, ma i rabbini non avevano ritenuto questa notizia degna di fede. Avrebbero potuto trovare Gesù e condurre al suo luogo di nascita i magi; invece furono questi ad attirare l’attenzione dei rabbini sulla nascita del Messia. “Dov’è il Re dei Giudei che è nato? perché abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”. Di nuovo l’orgoglio e l’invidia impedirono alla luce di brillare. I sacerdoti e i rabbini pensavano che, prestando fede alle notizie portate dai pastori e dai magi, si sarebbero messi in una posizione difficile e il popolo non li avrebbe più considerati i soli interpreti della verità divina. Per loro sarebbe stata un’umiliazione troppo grande lasciarsi istruire da coloro che definivano pagani. Non poteva accadere, dicevano, che Dio li trascurasse per rivelare i suoi piani a dei pastori ignoranti e a dei gentili incirconcisi. Assunsero un atteggiamento sprezzante verso le notizie che avevano messo in subbuglio la corte, il re e tutta Gerusalemme. Non vollero neppure recarsi a Betlemme per verificare l’esattezza del racconto e tacciarono di fanatismo l’interesse suscitato dalla nascita di Gesù… I Magi partirono soli da Gerusalemme. Le ombre della notte scendevano mentre essi uscivano dalle porte della città; e con grande gioia rividero la stella e si diressero verso Betlemme. Al contrario dei pastori, non era stato loro parlato dell’umile condizione di Gesù. Dopo il lungo viaggio erano rimasti delusi per l’indifferenza dei capi d’Israele e avevano lasciato Gerusalemme meno fiduciosi di quando vi erano giunti. Si stupirono di non vedere a Betlemme né una guardia reale, né personaggi ragguardevoli per proteggere il Re. Gesù giaceva in una mangiatoia e i suoi unici custodi erano i suoi genitori, e dei semplici pastori.VA 140.1

    “Ed entrati nella stalla, videro il fanciullino con Maria sua madre, e prostatisi, lo adorarono”.
    Matteo 2:11
    VA 141.1

    Al di là del suo umile aspetto, riconobbero in Gesù la presenza della divinità. DA 61-63.VA 141.2

    Dopo aver compiuto la loro missione i tre Magi pensarono di ritornare a Gerusalemme e condividere con Erode le buone novelle riguardo l’esito delle loro ricerche. Ma, il Signore inviò i Suoi angeli per cambiare i loro piani. Nelle visioni notturne, fu loro detto chiaramente di non tornare da Erode. I saggi obbedirono ai messaggeri celesti e ritornarono alle loro dimore per un altro cammino. VA 141.3

    Redemption or the First Advent of Christ with Life and Ministry 19VA 141.4

    Anche Giuseppe fu avvertito in sogno da un angelo di fuggire in Egitto con Maria e il bambino. L’angelo gli disse:VA 141.5

    “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.
    Matteo 2:13
    VA 141.6

    Nel frattempo a Gerusalemme, Erode attendeva impaziente il ritorno dei magi. A mano a mano che il tempo passava, i suoi sospetti si riconfermavano... Immediatamente mandò a Betlemme dei soldati, con l’ordine di uccidere tutti i fanciulli di età inferiore ai due anni. DA 64-66.VA 142.1

    Ma un potere maggiore stava operando contro i piani del principe delle tenebre. Gli angeli di Dio confusero i suoi disegni e protessero la vita del neonato Redentore. ST 4 agosto 1887VA 142.2

    Giuseppe che si trovava ancora in Egitto, fu invitato da un angelo di Dio a tornare in Israele. Egli avrebbe voluto stabilirsi a Betlemme, perché sapeva che Gesù era l’erede del trono di Davide; ma avendo appreso che in Giudea al posto di Erode regnava Archelao, temette che le macchinazioni del padre contro Gesù venissero attuate dal nuovo re, che era il più malvagio dei suoi figli. Giuseppe allora tornò a Nazareth, sua città di residenza, dove Gesù visse per circa trent’anni. “Affinché si adempiesse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe chiamato Nazareno”. Dio… affidò agli angeli l’incarico di assistere Gesù e proteggerlo fino al compimento della Sua missione sulla terra, quando sarebbe stato ucciso da quegli stessi uomini che era venuto a salvare. DA 66, 67.VA 142.3

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