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Volgi lo sguardo a Gesù - Contents
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    Giugno 17—Siamo rami fruttiferi?

    “Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla”. Giovanni 15:5VG 176.1

    “Io sono la vera vite”, dichiarò Gesù. Egli usò l’illustrazione della vite affinché, nel guardarla potessimo ricordare le sue preziose lezioni. Correttamente interpretata, la natura è lo specchio della divinità.VG 176.2

    Cristo indicò la vite e i suoi tralci: “Vi dò questa lezione affinché possiate comprendere la mia relazione con voi e la vostra con me”. I suoi ascoltatori non avevano la minima scusa per tergiversare le sue parole. L',illustrazione che usò fu come uno specchio sostenuto davanti a loro, affinché potessero comprendere la Sua stretta relazione con loro.VG 176.3

    Questa lezione si ripeterà fino ai confini della terra. Tutti quelli che ricevono Cristo per fede, diventano uno con Lui. I tralci non sono legati alla vite per mezzo di un processo meccanico o artificiale. Sono uniti dalle radici della vite. Allo stesso modo chi riceve Cristo per fede diventa uno con Lui nei principi e nelle azioni. Sono uniti a Lui, e la vita che vivono è la vita del Figlio di Dio. Devono la loro vita a Colui che è vita.VG 176.4

    Il Battesimo si può ripetere tante volte, ma non ha la potenza di cambiare il cuore umano. Il cuore deve essere unito al cuore di Cristo, la volontà deve essere sommersa nella Sua volontà. La mente deve diventare una con la Sua mente, i pensieri devono assoggettarsi a Lui. Un uomo può battezzarsi e il suo nome può essere scritto nei registri della chiesa, nonostante ciò, può essere che il cuore non sia cambiato. Le tendenze ereditate o coltivate possono ancora lavorare male nel carattere. VG 176.5

    L',uomo rigenerato ha un',unione vitale con Cristo. Come il tralcio ottiene il suo sostentamento dal tronco paterno e per questo può portare molto frutto, allo stesso modo il vero credente è unito con Cristo e rivela nella sua vita i frutti dello Spirito. Il tralcio diventa uno con la vite. La tormenta non può strapparlo. Le gelate non possono distruggere le sue proprietà vitali. Nessuna cosa è capace di separarlo dalla vite. È un tralcio vivente, e porta i frutti della vite. Così succede col credente. Mediante la sua conversazione e le buone opere rivela il carattere di Cristo. Come il tralcio estrae il suo nutrimento dalla vite, così pure tutti quelli che sono veramente convertiti estraggono vitalità spirituale da Cristo. Perciò Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Poiché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io in lui” (Giovanni 6:53-56).VG 176.6

    (Manoscritto 78, del 17 Giugno 1898, “Io sono la vera Vite”)VG 176.7

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