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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 (Vecchio Testamento)

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    Capitolo 2: 4

    La preghiera costanteCBVT7A 273.4

    Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. (Romani 12:12)CBVT7A 273.5

    Il Signore nella Sua provvidenza non ci permette di conoscere la fine sin dal principio, ma ci dà la luce attraverso la Sua Parola, la quale ci guida nella crescita, e ci raccomanda di mantenere la nostra attenzione su Gesù. Ovunque ci troviamo, qualunque sia la nostra occupazione, dobbiamo elevare in preghiera i nostri cuori a Dio. Non dobbiamo aspettare fino a quando siamo in grado di inginocchiarci a pregare. In un’occasione, quando Nehemia si presentò davanti al re; il re gli chiese perché era così triste, e che tipo di richiesta desiderava presentargli. Ma Nehemia non osò rispondere immediatamente. In gioco vi erano importanti interessi. Il destino di una nazione dipendeva dall’impressione che sarebbe stata prodotta nella mente del monarca, e in quell’istante prima di rispondere al re, Nehemia pregò il Dio del cielo. Il risultato, fu che ottenne tutto quello che chiese e desiderava. (HS 144).CBVT7A 273.6

    8,18 — Nehemia riconosce la mano protettrice di Dio CBVT7A 274.1

    Il Signore ci chiede di nascondere il nostro io in Gesù Cristo e di glorificare il Suo nome. La nostra vita appartiene al Signore, ed è investita di una responsabilità che noi non comprendiamo pienamente. Il nostro EGO spesso disonora Dio. Nehemia, dopo aver ottenuto una così grande influenza sul sovrano e sul popolo di Gerusalemme, invece di attribuire la lode a sé stesso per le proprie virtù, per le sue notevoli attitudini e energie, dichiarò che il suo successo era dovuto alla benevolenza di Dio che era sopra di lui. CBVT7A 274.2

    Egli custodiva la verità che Dio era la sua salvaguardia e che lo sosteneva in ogni circostanza. Col suo comportamento mediante il quale otteneva i favori, egli lodava il potere di Dio che agiva per mezzo dei suoi strumenti invisibili. Dio gli diede la saggezza, perché non si inorgoglì. Il Signore gli insegnò come usare nel miglior modo possibile i doni a lui affidati e sotto il controllo di Dio questi talenti acquisirono altri talenti. Gli strumenti divini poterono lavorare mediante questo strumento umano. (Letter 83, 1898)CBVT7A 274.3

    12-15 - Gli angeli vedono la chiesa come Nehemia vedeva Gerusalemme CBVT7A 274.4

    Con il cuore affranto, il visitatore che veniva da lontano, contemplò le difese in rovina della sua amata Gerusalemme. Non è forse così che gli angeli del cielo vedono la condizione della chiesa di Cristo? Come gli abitanti di Gerusalemme, anche noi ci abituiamo ai mali esistenti, e spesso ci accontentiamo senza fare alcun sforzo per porvi rimedio. Tuttavia, come sono considerati questi mali dagli esseri illuminati divinamente? CBVT7A 274.5

    Come Nehemia essi guardano con tristezza le mura in rovina e le porte consumate dal fuoco. Dovunque sono visibili le vergognose dimostrazioni di apostasia e di conformità con un mondo che ama il peccato e odia la verità. In questi ultimi giorni di oscurità e pericolo, non c’è nessuno che è in grado di difendere Sion per fargli del bene? Il suo stato spirituale e le sue prospettive, non sono conformi alla luce e ai privilegi concessi da Dio. (SW, March 22, 1904)CBVT7A 275.1

    17,18 — Necessità di altri Nehemia CBVT7A 275.2

    Nelle nostre chiese di oggi abbiamo bisogno di uomini come Nehemia — non solo di uomini che predicano e pregano, ma uomini le cui preghiere e sermoni siano sostenuti da intenzioni ferme e decise. La condotta seguita da questo patriota ebreo per la realizzazione dei suoi piani dovrebbe essere adottata dai nostri ministri. Quando essi hanno tracciato i loro progetti dovrebbero presentarli alla chiesa in modo tale da guadagnare il suo interesse e collaborazione. Che i membri comprendano i progetti e partecipino nell’opera, solo allora si avrà un interesse personale per la sua prosperità. Il successo raggiunto dagli sforzi di Nehemia dimostra che cosa può fare la preghiera, la fede e l’azione saggia e risoluta. Una fede viva conduce all’azione determinata. Lo spirito manifestato dai leader si estenderà e si rifletterà su tutto il popolo. Se i leader che professano di credere nelle solenni e importanti verità, tanto necessarie in questo momento, non manifesteranno uno zelo ardente nel preparare il popolo a sussistere in piedi nel giorno di Dio, dovremmo aspettarci una chiesa trascurata, indolente e amante dei piaceri. (SW, March 29, 1904)CBVT7A 275.3

    In quest’epoca del mondo abbiamo bisogno di altri Nehemia, affinché risveglino la gente e mostrino al popolo quanto è lontano da Dio a causa delle trasgressioni della Sua legge. Nehemia era un riformatore, un grande uomo suscitato per un tempo importante. Nel momento in cui affrontò il male e ogni tipo di opposizione, dentro di lui si risvegliò un nuovo zelo e coraggio. La sua energia e determinazione ispirarono gli abitanti di Gerusalemme. La forza e il coraggio presero il posto della debolezza e dell’indecisione. CBVT7A 275.4

    Il suo sacro proposito, la sua speranza, la sua consacrazione all’opera furono contagiosi. Il popolo percepì l’entusiasmo del suo leader, e nella sua sfera ogni uomo si convertì in un Nehemia e contribuì a fortificare la mano e il cuore del suo prossimo. Ecco la grande lezione per i ministri di oggi. Se essi sono indifferenti, inattivi, sprovvisti di quello zelo pietoso che cosa ci si può aspettare dal popolo che si trova sotto la sua guida? (SW, June 28, 1904)CBVT7A 276.1

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