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I tesori delle testimionianze 2

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    Come trattare chi sbaglia

    Qualora si supponga che un fratello abbia commesso uno sbaglio, i suoi fratelli e le sue sorelle non dovrebbero fare commenti fra loro, ingigantendo i presunti errori e mancanze. Cose di questo genere non mancano e ne deriva che la disapprovazione di Dio riposa su quanti agiscono così. A sua volta Satana esulta perché può più facilmente indebolire e turbare quelli che, invece, potrebbero essere forti nel Signore. Il mondo nota la loro debolezza e giudica queste persone, come anche la verità che esse dicono di amare, in base ai frutti che portano.TT2 175.1

    “O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda? Chi abiterà sul monte della tua santità? Colui che cammina in integrità e opera giustizia e dice il vero come l’ha nel cuore; che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo compagno, né getta vituperio contro il suo prossimo. Agli occhi suoi è sprezzato chi è spregevole, ma onora quelli che temono l’Eterno. Se ha giurato foss’anche a suo danno, non muta; non dà il suo denaro a usura, né accetta presenti a danno dell’innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso”. Salmi 15. Qui il calunniatore è escluso dalla dimora nel tabernacolo di Dio e dal soggiorno sul santo colle di Sion. Colui che critica e biasima il suo vicino non può ricevere l’approvazione divina.TT2 175.2

    Quanti ministri, impegnati in un’opera buona nella quale le anime si volgono a Dio e alla verità, vengono distratti da questo compito per regolare nella chiesa qualche disputa suscitata da fratelli che sono in pieno torto e che manifestano uno spirito polemico e intollerante!TT2 175.3

    Quest’opera che ha per risultato di allontanare gli uomini dai loro campi di attività si è ripetuta varie volte nella storia della causa. Ostacolare l’opera di Dio è quanto si propone il grande avversario dell’uomo. Quando delle anime che stanno per decidersi in favore della verità sono esposte a influssi sfavorevoli, perdono il loro interesse ed è molto raro che si riesca a provocare nuovamente in loro un’impressione determinante. Satana va sempre alla ricerca di qualche stratagemma per distogliere il ministro dal suo campo di azione proprio nel momento critico, affinché i risultati delle sue fatiche vadano perduti.TT2 175.4

    Nella chiesa ci sono uomini e donne non consacrati, non convertiti, i quali pensano più a conservare la propria dignità e le proprie opinioni che ad agire per la salvezza dei loro simili. Satana si dà da fare con costoro per creare delle difficoltà che assorbiranno il tempo e le energie del ministro per modo che, così, molte anime si perdano.TT2 175.5

    Quando i membri di chiesa sono combattuti da sentimenti contrastanti, i loro cuori diventano duri e insensibili. I tentativi che vengono fatti dal predicatore sono come dei colpi dati al ferro freddo. Ogni fazione si irrigidisce più che mai nel suo modo di pensare e il ministro si viene a trovare in una posizione poco invidiabile, perché quantunque decida con avvedutezza, la sua decisione finirà col non piacere a qualcuno e così lo spirito di partito si rafforzerà.TT2 175.6

    Se il ministro va ad abitare con una famiglia, gli altri saranno gelosi per tema che egli possa ricevere delle impressioni sfavorevoli nei loro riguardi. Se egli dà un consiglio, c’è chi commenterà: “Qualcuno gli ha parlato”, e le sue parole non avranno molto peso. Così le anime loro si armano di diffidenza e di sospetto e il ministro viene a trovarsi in balìa dei loro pregiudizi e delle loro gelosie. Troppo spesso egli lascia le cose in uno stato peggiore di quello in cui le ha trovate. Se egli, però, avesse decisamente rifiutato di ascoltare le affermazioni colorite, unilaterali di chicchessia, e avesse rivolto parole di avvertimento secondo la regola biblica, dicendo come Nehemia: “Io sto compiendo una grande opera, pertanto non posso scendere” (Neemia 6:3), quella chiesa si sarebbe trovata in una condizione migliore.TT2 175.7

    Ministri e membri di chiesa dispiacciono a Dio quando permettono alle persone di parlar loro degli sbagli e dei difetti dei loro fratelli. Essi non dovrebbero prestare ascolto a questi rapporti e dovrebbero domandare: “Avete seguito strettamente le direttive date dal vostro Salvatore? Siete andati da chi vi ha offeso e avete discusso dei suoi sbagli fra voi e lui solo? Egli ha rifiutato di ascoltarvi? In questo caso, dopo matura riflessione e preghiera, avete preso con voi due o tre altri e vi siete con essi adoperati con tenerezza, umiltà e mansuetudine, col cuore colmo di amore per la sua anima? Se sono stati fedelmente seguiti gli ordini del Maestro per quanto riguarda coloro che sbagliano, occorrerà fare un altro passo: informare la chiesa perché sia presa una decisione in armonia con le Scritture. Il cielo, allora, ratificherà la delibera della chiesa di radiare il membro colpevole se questo non si pente. Se invece tutti questi passi non sono stati fatti, è bene chiudere le orecchie alle lagnanze e rifiutare di pronunciare una sentenza contro il nostro prossimo. Se non ci fossero fratelli e sorelle disposti ad ascoltare, le male lingue presto tacerebbero, perché non avrebbero un terreno tanto propizio per mordersi e divorarsi a vicenda.TT2 176.1

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