Larger font
Smaller font
Copy
Print
Contents

I tesori delle testimionianze 2

 - Contents
  • Results
  • Related
  • Featured
No results found for: "".
    Larger font
    Smaller font
    Copy
    Print
    Contents

    I meriti di Cristo sono la nostra unica speranza

    Dobbiamo imparare alla scuola di Cristo. Niente altro che la sua giustizia può darci il diritto a una delle benedizioni del patto di grazia. Noi abbiamo a lungo desiderato e cercato di ottenere queste benedizioni, ma non le abbiamo ricevute perché accarezzavamo l’idea di poter fare qualcosa che ce ne rendesse degni. Non abbiamo guardato lontano da noi stessi, credendo che Gesù è un Salvatore vivente. Non dobbiamo pensare che la nostra grazia e i nostri meriti ci salveranno: la grazia di Cristo è la nostra unica speranza di salvezza. Attraverso il suo profeta il Signore promette: “Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri; e si converta all’Eterno che avrà pietà di lui, e al nostro Dio che è largo nel perdonare”. Isaia 55:7. è necessario che crediamo in questa pura e semplice promessa, senza mettere il sentimento al posto della fede. Fidando pienamente in Dio, contando sui meriti di Gesù quale nostro Salvatore che perdona il peccato, riceveremo tutto l’aiuto che possiamo desiderare.TT2 61.5

    Noi guardiamo a noi stessi, come se avessimo la facoltà di salvarci; ma Gesù morì per noi perché siamo impotenti a farlo. In lui risiedono la nostra speranza, la nostra giustificazione, la nostra giustizia. Non dovremmo lasciarci abbattere come se non avessimo alcun Salvatore o temere che Egli non abbia per noi dei pensieri misericordiosi. In questo stesso momento, Egli svolge la sua opera in nostro favore, invitandoci ad andare a lui nella nostra debolezza, ed essere salvati. Noi lo disonoriamo con la nostra incredulità. E’ sorprendente il modo come noi trattiamo il nostro migliore Amico, la poca fiducia che riponiamo in Colui che può salvarci in pieno e che ci ha dato ogni evidenza del suo grande amore.TT2 62.1

    Fratelli miei, vi aspettate che il vostro merito vi raccomanderà al favore di Dio, pensando di essere esenti dal peccato prima di confidare nel suo potere di salvezza? Se questa è la lotta che si svolge nel vostro spirito, temo che non ne ricaverete nessuna forza e che finirete con lo scoraggiarvi.TT2 62.2

    Nel deserto, quando il Signore permise che dei serpenti velenosi mordessero gli israeliti ribelli, Mosè ricevette l’ordine di rizzare un serpente di rame e di inviare tutti i feriti a guardarlo per vivere. Molti, però, non ravvisarono nessun soccorso in questo rimedio stabilito dal cielo. I morti e i moribondi giacevano tutt’intorno. Sapevano che senza l’aiuto divino la loro sorte era segnata, eppure continuavano a lamentarsi delle loro piaghe, delle loro sofferenze, della loro morte sicura, fino a che ogni loro vigore svaniva e i loro occhi si facevano vitrei, mentre avrebbero potuto ottenere una pronta guarigione.TT2 62.3

    “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto così bisogna che il Figliuolo dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Giovanni 3:14, 15. Se siete consapevoli dei vostri peccati, non dedicate tutte le vostre energie a deplorarli, ma guardate e vivete. Gesù è il nostro unico Salvatore, e sebbene milioni di persone che hanno bisogno di essere guarite rigettino la grazia da lui offerta, nessuno di quelli che si affidano ai suoi meriti sarà perduto. Mentre ci rendiamo conto della nostra condizione di impotenza senza Cristo, non dobbiamo abbatterci, ma dobbiamo fare affidamento su un Salvatore crocifisso e risorto. O povera anima ammalata di peccato, scoraggiata, guarda e vivi! Gesù ha dato la sua parola: Egli salverà tutti coloro che vanno a lui.TT2 62.4

    Vieni a Gesù e ricevi riposo e pace. Puoi avere la benedizione anche adesso. Satana insinua che sei impotente e che da solo non puoi procurarti la benedizione. E’ vero, sei senza forza, ma mostragli Gesù e digli: “Io ho un Salvatore risorto; confido in lui ed Egli non permetterà che io resti confuso. Io trionfo nel suo nome. Egli è la mia giustizia e la mia corona di gioia”. A questo punto nessuno creda che il suo caso sia senza speranza: non è così. Potete rendervi conto di essere colpevoli e vinti; ma è proprio per questo che avete bisogno di un Salvatore. Se avete dei peccati da confessare, non perdete tempo. Questo è il momento. “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto per rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità”. 1 Giovanni 1:9. Chi ha fame e sete di giustizia sarà saziato: lo ha promesso Gesù. Quale prezioso Salvatore! Le sue braccia sono aperte per accoglierci e il suo cuore pieno di amore ci aspetta per benedirci.TT2 62.5

    Taluni sembrano pensare che debbono essere messi alla prova per dimostrare al Signore di essersi rinnovati, prima di poter chiedere la sua benedizione. Queste care anime possono chiederla ora, in questo momento. Esse debbono ricevere la sua grazia, lo Spirito di Cristo per essere assistite nelle loro infermità. Senza di questo, non possono giungere ad avere un carattere cristiano. A Gesù piace che noi ci accostiamo a lui, così come siamo, colpevoli, bisognosi, impotenti.TT2 63.1

    Il pentimento, come pure il perdono, è il dono di Dio per mezzo di Cristo. E’ mediante l’influsso dello Spirito Santo che noi siamo convinti di peccato e sentiamo il bisogno di perdono. Solo le anime contrite sono perdonate; tuttavia è la grazia divina che rende il cuore pentito. Dio conosce tutte le nostre debolezze e infermità e ci aiuterà.TT2 63.2

    Alcuni che si presentano a Dio col pentimento e la confessione, e che perfino credono che i loro peccati sono perdonati, non reclamano come invece dovrebbero le promesse di Dio. Essi non si rendono conto che Gesù è un Salvatore sempre presente, né sono pronti ad affidargli la cura della loro anima, contando su lui perché sia perfezionata l’opera della grazia che ha avuto inizio nei loro cuori. Mentre credono di affidarsi a Dio c’è molta dipendenza da se stessi. Ci sono anime coscienziose che confidano parzialmente in Dio e parzialmente in se stesse. Esse non guardano a Dio per essere protette dalla sua potenza, ma dipendono dalla vigilanza contro la tentazione e dall’adempimento di certi doveri per essere accettate da lui. In questo tipo di fede non ci sono vittorie. Queste persone si affaticano senza scopo. Le loro anime si trovano in una costante schiavitù e non hanno riposo alcuno finché il loro fardello non venga deposto ai piedi di Gesù.TT2 63.3

    Urge una costante vigilanza, una devozione seria, amorevole; ma tutto ciò avviene in modo naturale quando l’anima è custodita dalla potenza divina, mediante la fede. Nulla possiamo fare, assolutamente nulla per raccomandarci al favore divino. Non dobbiamo affatto confidare in noi stessi, né nelle nostre buone opere; ma quando andiamo a Cristo, quali esseri erranti e colpevoli, possiamo trovare riposo nel suo amore. Dio accoglierà chiunque si rivolga a lui, fidando interamente nei meriti di un Salvatore crocifisso. L’amore sgorga dal cuore. Forse non è un sentimento estatico, ma una fiducia serena e duratura. Ogni peso appare leggero, perché agevole è il giogo che Cristo impone. Il dovere diventa una delizia e il sacrificio un piacere. Il sentiero che prima pareva avvolto dalle tenebre diventa luminoso grazie ai raggi che procedono dal Sole di giustizia. Questo significa camminare nella luce, come Cristo è nella luce.TT2 63.4

    Larger font
    Smaller font
    Copy
    Print
    Contents