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I tesori delle testimionianze 2

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    Necessità di una fede vivente

    In questa vita dobbiamo affrontare ardue prove e compiere non lievi sacrifici, però il premio è la pace in Cristo. C’è stata così poca abnegazione, così scarsa sofferenza per amore di Cristo, che la croce sembra quasi del tutto dimenticata. Dobbiamo essere partecipi con Cristo delle sue sofferenze se vogliamo sedere con lui sul suo trono.TT2 46.1

    Fintantoché saremo indulgenti con noi stessi e ci sgomenteremo per la rinuncia a noi stessi, la nostra fede non potrà mai diventare salda e non potremo conoscere né la pace di Gesù, né la gioia che deriva da una consapevole vittoria. I più eccelsi della moltitudine dei redenti che stanno in piedi davanti al trono di Dio e dell’Agnello, vestiti di bianco, sanno che cosa vuol dire lottare per vincere poiché sono passati attraverso la grande tribolazione. Quelli che hanno ceduto dinanzi alle circostanze piuttosto che impegnarsi in tale conflitto, non sapranno in che modo resistere nel giorno in cui ogni anima sarà nell’angoscia, quando anche se Noè, Giobbe e Daniele fossero nel paese, essi non potrebbero liberare né figlia perché ognuno dovrà liberare la propria anima con la sua personale giustizia.TT2 46.2

    Nessuno dica che il suo è un caso senza speranza e che non è possibile vivere una vita cristiana. Per ogni anima è stato ampiamente provveduto mediante la morte di Cristo. Egli è il nostro soccorso sempre pronto al momento opportuno. Invocatelo con fede, perché Egli ha promesso di ascoltare le vostre suppliche e di esaudirle.TT2 46.3

    Oh, sì, una fede viva, attiva! Ne abbiamo bisogno e dobbiamo possederla, altrimenti verremo meno e cadremo nel giorno della prova. L’oscurità che allora calerà sul nostro sentiero non ci deve abbattere o spingerci alla disperazione. Essa è il velo dietro il quale si cela la gloria di Dio, quando Egli viene a elargire copiose benedizioni. Dovremmo sapere questo dalla nostra esperienza del passato. In quel giorno, quando Dio avrà una contesa col suo popolo, questa esperienza sarà una fonte di grande conforto e di speranza.TT2 46.4

    È ora che dobbiamo conservarci puri dal mondo con i nostri figli; è ora che dobbiamo lavare le vesti del nostro carattere e imbiancarle col sangue dell’Agnello; è ora che dobbiamo vincere in noi l’orgoglio, la collera, la pigrizia spirituale; è ora che dobbiamo svegliarci e compiere decisi sforzi per avere un carattere equilibrato. “Oggi, se udite la mia voce, non indurite i vostri cuori”. Ebrei 3:7, 8, 15. Noi ci troviamo in una posizione difficile mentre aspettiamo l’apparizione del nostro Signore. Il mondo giace nelle tenebre. “Ma voi, fratelli — dice Paolo — non siete nelle tenebre, sicché quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro”. 1 Tessalonicesi 5:4. Lo scopo divino è sempre quello di trarre la luce dalle tenebre, la gioia dal dolore e il riposo dalla fatica, per l’anima che aspetta con intenso desiderio.TT2 46.5

    Fratelli, che cosa fate per la grande opera della preparazione? Coloro che si uniscono col mondo ricevono l’impronta mondana e si preparano a ricevere il marchio della bestia. Quelli che, invece, diffidando di se stessi, si umiliano dinanzi a Dio e purificano le loro anime con l’ubbidienza alla verità, sono trasformati all’immagine del cielo e si preparano ad avere sulle loro fronti il sigillo divino. Quando il decreto sarà emanato e il segno verrà impresso, il loro carattere rimarrà puro e immacolato per l’eternità.TT2 47.1

    È ora il tempo di prepararsi. Il suggello di Dio non sarà mai posto sulla fronte di un uomo o di una donna impuri. Non verrà mai impresso sulla fronte di uomini o donne ambiziosi, amanti del mondo. Mai sarà messo sulla fronte di uomini o donne dalla lingua falsa o dal cuore ingannevole. Tutti quelli che riceveranno il sigillo debbono essere senza macchia nel cospetto di Dio, candidati per il cielo. Fratelli e sorelle, andate avanti! Io posso scrivere solo brevemente su questo soggetto, in questo momento, limitandomi a richiamare la vostra attenzione sulla necessità della preparazione. Esaminate voi stessi le Scritture per capire la grande solennità dell’ora presente.TT2 47.2

    Neppure la stessa vita dovrebbe essere acquistata a prezzo della falsità. Con una parola o con un semplice cenno del capo, i martiri avrebbero potuto rinnegare la verità e salvare la loro vita. Accettando di gettare un pizzico di incenso sull’altare dell’idolo si sarebbero salvati dalla tortura, dal patibolo o dalla croce. Ma rifiutarono di essere falsi nelle parole e nelle azioni, pur sapendo che così facendo avrebbero ottenuto la grazia della vita. La prigionia, il supplizio e la morte con una coscienza netta erano da loro preferiti alla liberazione ottenuta mediante l’inganno, la falsità e l’apostasia. Con la fedeltà a Cristo e con la fede in lui, essi ottennero vesti senza macchia e corone tempestate di pietre preziose. La loro vita era nobile ed elevata agli occhi di Dio perché erano rimasti fedeli alla verità in mezzo alle più gravi circostanze. — Testimonies for the Church 4:336 (1879).TT2 47.3

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