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I tesori delle testimionianze 2

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    Condurre i pazienti a Cristo

    I medici dovrebbero cercare di orientare il pensiero dei loro pazienti verso Cristo, Medico dell’anima e del corpo. Quello che i dottori possono solo tentare, Cristo lo traduce in realtà. Mentre l’agente umano si adopera per prolungare la vita, Cristo è la vita stessa. Chi passò attraverso la morte per distruggere colui che ha il potere della morte, è la sorgente di ogni vitalità. In Galaad c’è un balsamo e c’è un Medico: Cristo, che soffrì una morte angosciosa, nelle circostanze più umilianti, affinché noi ricevessimo la vita. Egli diede la sua preziosa vita per sconfiggere la morte; ma risorse dalla tomba e le miriadi di angeli scesi per vederlo riprendere la vita che aveva deposto udirono la sua voce, trionfante di gioia, quando levandosi sopra il sepolcro di Giuseppe di Arimatea, proclamò: “Io sono la risurrezione e la vita!”TT2 321.1

    La domanda “Se un uomo muore, tornerà a vivere?” ha ottenuto la risposta. Subendo la pena del peccato, scendendo nel sepolcro, Cristo ha illuminato la tomba per tutti coloro che muoiono nella fede. Dio in forma umana ha messo in luce, per mezzo dell’Evangelo, la vita e l’immortalità. Morendo, Cristo ha assicurato la vita eterna a tutti quelli che credono in lui. Spirando, ha condannato l’autore del peccato e della slealtà a subire la pena del peccato, cioè la morte eterna.TT2 321.2

    Il possessore e datore della vita eterna, Cristo, era l’unico che potesse vincere la morte. Egli è il nostro Redentore, e beato è ogni medico che, nel vero senso del termine, è un missionario, un salvatore di anime per le quali Cristo diede la propria vita. Un tale dottore imparerà giorno per giorno dal grande Medico a vigilare e ad agire per la salvezza dell’anima e del corpo di uomini e donne. Il Salvatore è presente nella camera del malato, nella sala operatoria; e la sua potenza, per la gloria del suo nome, compie grandi cose.TT2 321.3

    Il medico può svolgere una nobile attività se è in comunione col grande Medico. Ai parenti dell’infermo, i cuori dei quali sono colmi di compassione per il sofferente, egli potrà dire parole di vita, calmare e sollevare l’animo di chi soffre, aiutandolo a levare lo sguardo verso chi può salvare appieno tutti coloro che si accostano a Gesù per ottenere la salvezza.TT2 321.4

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