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I tesori delle testimionianze 2

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    I mali della legislazione religiosa

    Il movimento di riforma nazionale che esercita il potere della legislazione religiosa, quando si svilupperà nella sua pienezza, manifesterà la stessa intolleranza e la stessa oppressione dei secoli passati. Allora i concili romani assumevano le prerogative della divinità, schiacciando sotto il loro potere dispotico la libertà di coscienza. Imprigionamento, esilio e morte erano il retaggio di chi si opponeva ai loro ordini. Se il papismo o i suoi princìpi saranno rimessi in vigore, i fuochi della persecuzione si riaccenderanno contro coloro che non intendono sacrificare la propria coscienza e la verità a vantaggio degli errori popolari. Questo male è sul punto di realizzarsi.TT2 212.3

    Dal momento che Dio ci ha illuminati, indicandoci i pericoli che ci stanno dinanzi, come possiamo ritenerci integri nel suo cospetto se trascuriamo di fare ogni sforzo possibile per trasmettere tale luce all’umanità? Possiamo permettere che gli uomini vadano incontro alla grave crisi conclusiva senza essere stati avvertiti?TT2 213.1

    Si apre dinanzi a noi un avvenire di lotta senza tregua; imprigionamenti, confische di beni, finanche la morte per difendere la legge di Dio calpestata dalle leggi umane. In siffatta situazione, la politica di questo mondo solleciterà un’acquiescenza esteriore alle leggi del paese, per amore di pace e di concordia. Non mancherà neppure chi raccomanderà tale modo di procedere richiamandosi al passo della Scrittura: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori... Le autorità che esistono sono ordinate da Dio”. Romani 13:1.TT2 213.2

    Ma qual è stato il comportamento dei servitori di Dio durante i secoli andati? Quando i discepoli predicavano Cristo e Cristo crocifisso, dopo la sua risurrezione, uomini investiti di pubblica autorità ingiunsero loro di non parlare, di non insegnare più nel nome di Gesù: “Ma Pietro e Giovanni rispondendo dissero loro: “Giudicate voi se è giusto, nel cospetto di Dio, di ubbidire a voi anziché a Dio. Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo vedute e udite”. Atti 4:19, 20. Essi seguitarono a predicare la buona novella della salvezza in Cristo, e la potenza di Dio rendeva testimonianza in favore del messaggio. I malati erano guariti e migliaia di persone venivano aggiunte alla chiesa: “Ora il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei Sadducei, si levarono pieni di invidia, e misero le mani sopra gli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica”. Atti 5:17, 18.TT2 213.3

    Ma l’Iddio del cielo, l’onnipotente sovrano dell’universo, prese in mano la situazione perché gli uomini stavano lottando contro la sua opera. Egli dimostrò loro con chiarezza che al di sopra dell’uomo c’è un qualcuno la cui autorità deve essere rispettata. Il Signore mandò il suo angelo che di notte aprì le porte della prigione e condusse fuori gli uomini ai quali Dio aveva affidato l’esecuzione della sua opera. I rettori dicevano: “Non parlate, non insegnate nel nome di Gesù”; ma il messaggero celeste, inviato da Dio, disse loro: “Andate, presentatevi nel tempio e quivi annunciate al popolo tutte le parole di questa vita”. Atti 4:18; 5:20.TT2 213.4

    Quanti cercano di obbligare gli uomini a osservare un’istituzione del papato e a calpestare l’autorità divina, svolgono un’opera analoga a quella dei capi israeliti ai giorni degli apostoli. Quando i decreti dei governanti terreni sono in contrasto con le leggi del sommo Sovrano dell’universo, i fedeli sudditi di Dio rimarranno fedeli a lui.TT2 213.5

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