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I tesori delle testimionianze 2

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    Effetti della critica della Bibbia

    Anziché aprire l’anima perché riceva i raggi della luce celeste, alcuni hanno agito in senso opposto. Con la stampa e dall’alto del pulpito sono state presentate, circa l’ispirazione della Bibbia, opinioni che non riscuotono l’approvazione né dello Spirito, né della Parola di Dio. Nessun uomo, nessun gruppo di uomini possono prendersi la libertà di esporre teorie su un tema di così grande importanza, senza l’appoggio di un chiaro: “Così dice l’Eterno”. Quando gli uomini limitati da umane infermità ereditarie o coltivate, che sono ben lungi dal renderli savi o dal dotarli di una mentalità celeste, attaccano la Parola di Dio e giudicano il divino e l’umano, agiscono senza il consiglio di Dio. Il Signore non farà prosperare la loro opera, di effetto disastroso per chi vi si impegna e per chi l’accetta come se fosse di origine divina. In molte menti è nato lo scetticismo provocato da teorie intorno alla natura dell’ispirazione. Gli esseri limitati, con le loro vedute ristrette e miopi, si sentono competenti per criticare le Scritture e asseriscono: “Questo passo è indispensabile, quello no: non è ispirato”.TT2 210.1

    Cristo non impartì tale insegnamento sugli scritti dell’Antico Testamento, che era poi l’unica porzione della Bibbia posseduta dalla gente del suo tempo. I suoi ammaestramenti erano intesi a dirigere la mente verso l’Antico Testamento e a mettere in piena luce i grandi temi in esso rivelati. Per secoli il popolo d’Israele si era dipartito da Dio e aveva perduto di vista le preziose verità affidategli dall’Eterno. Queste verità erano state coperte da formule e cerimonie superstiziose che ne avevano offuscato il vero significato. Cristo venne per togliere la patina che aveva oscurato il loro splendore. Gesù le dispose come gemme preziose in una nuova incastonatura e dimostrò che lungi dal disdegnare la ripetizione di antiche verità familiari, Egli era venuto per farle apparire nella loro autentica forza, nella loro vera bellezza. La loro gloria non era mai stata vista dagli uomini del suo tempo. Essendo Egli stesso l’autore di queste verità rivelate, poteva esporre a tutti il loro reale significato, liberandolo da errate interpretazioni e da false teorie adottate dai capi per soddisfare il loro stato di dissacrazione, la loro mancanza di spiritualità e di amore per Dio. Egli mise da parte tutto ciò che aveva tolto vita e vigore a queste verità e le restituì alla gente nella loro originale freschezza e in tutta la loro primitiva potenza.TT2 210.2

    Se abbiamo lo Spirito di Cristo e collaboriamo con lui, porteremo avanti l’opera che Egli venne a compiere. Le verità bibliche sono state di nuovo ottenebrate dalla consuetudine, dalla tradizione e dalla falsa dottrina. Gli erronei insegnamenti della teologia popolare hanno prodotto migliaia e migliaia di scettici e di infedeli. Vi sono errori e incoerenze che molti spacciano per insegnamento biblico e che in realtà non sono altro che false interpretazioni della Scrittura, adottate nei secoli delle tenebre papali. Le moltitudini sono state spinte a nutrire un concetto errato su Dio nello stesso modo in cui gli ebrei, sviati dagli errori e dalle tradizioni del loro tempo, avevano una falsa concezione di Cristo. “Se l’avessero conosciuta (la sapienza di Dio) non avrebbero crocifisso il Signore della gloria”. 1 Corinzi 2:8. Sta a noi rivelare al mondo il vero carattere di Dio. Invece di criticare la Bibbia sforziamoci, col precetto e con l’esempio, di proclamare al mondo le sacre verità vitali, per poter “manifestare le lodi di Colui che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce”.TT2 210.3

    I mali che gradualmente si sono insinuati in mezzo a noi, hanno impercettibilmente allontanato singoli individui e chiese intere dal dovuto rispetto a Dio e hanno respinto la potenza che Egli intende conferir loro.TT2 211.1

    Fratelli miei, che la Parola di Dio rimanga com’è. Che la sapienza umana non presuma di sminuire il valore fosse pure di una singola affermazione scritturale. La solenne minaccia contenuta nell’Apocalisse dovrebbe ammonirci di non assumere simile atteggiamento. Nel nome del mio Maestro io vi scongiuro: “Togliti i tuoi calzari dai piedi, perché il luogo su cui tu stai è santo”.TT2 211.2

    La Bibbia con le sue preziose gemme di verità non fu scritta solo per gli studiosi. Al contrario, fu destinata a gente comune; e l’interpretazione data dalla gente comune, quando è assistita dallo Spirito Santo, collima meglio con la verità come la si trova in Cristo. Le grandi verità indispensabili alla salvezza sono rese chiare come la luce di mezzogiorno e nessuno può sbagliare o smarrire la strada, eccetto coloro che seguono il proprio criterio, anziché la volontà di Dio chiaramente rivelata. — Testimonies for the Church 5:331 (1885).TT2 211.3

    Io vidi che quanti lo desiderano, possono avere ampia possibilità di mettere in dubbio l’ispirazione e la verità della Parola divina. Dio non costringe nessuno a credere. Uno può scegliere di basarsi sulle prove evidenti che Egli si è compiaciuto di fornire, oppure di dubitare e perciò perire. — Testimonies for the Church 1:427 (1864).TT2 211.4

    Gli ebrei attendevano il Messia, ma Egli non venne nel modo da loro predetto. Perciò se fosse stato accolto come l’Essere promesso, i loro dotti maestri sarebbero stati costretti ad ammettere di essersi sbagliati. Quei capi si erano separati da Dio e Satana agiva sul loro spirito per indurli a rigettare il Salvatore. Piuttosto che rinunciare all’orgoglio del proprio giudizio, essi chiusero gli occhi a ogni evidenza della sua messianicità, e non solo respinsero essi stessi il messaggio di salvezza, ma indurirono l’animo della gente contro Gesù. La loro storia dovrebbe essere per noi di solenne monito.TT2 211.5

    Non ci dobbiamo mai aspettare che quando il Signore ha della luce per il suo popolo, Satana se ne rimanga tranquillo, senza fare nessuno sforzo per impedirgli di riceverla. Egli opererà sulle menti per provocare diffidenza, gelosia e incredulità. Stiamo in guardia e non rigettiamo la luce che Dio ci manda, per la ragione che essa non ci perviene nel modo che ci piace. La benedizione divina non sia rimossa da noi perché ignoriamo il tempo in cui siamo stati visitati. Se ve ne sono che non scorgono, né accettano essi stessi la luce, non ostacolino l’altrui cammino. Non si dica di questo popolo altamente favorito, quello che fu detto degli ebrei quando fu loro predicata la buona novella del Regno: “Voi stessi non siete entrati e avete impedito quelli che entravano”. Luca 11:52. — Testimonies for the Church 5:728 (1882).TT2 211.6

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