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I tesori delle testimionianze 3

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    Capitolo 46: Uniti con Cristo in Dio

    Il Signore chiede uomini di fede genuina, uomini che sanno distinguere fra il vero e il falso. Ognuno dovrebbe stare in guardia, studiando e attuando le lezioni date da Gesù nel capitolo diciassettesimo del’evangelo di Giovanni, serbando una fede viva nella verità presente. A noi occorre un autocontrollo che ci consenta di armonizzare le nostre abitudini con la preghiera proposta da Cristo.TT3 155.1

    Le istruzioni impartitemi da Uno rivestito di autorità indicano che dobbiamo imparare a rispondere alla preghiera del capitolo diciassettesimo del’evangelo di Giovanni. Questa preghiera deve essere fatta oggetto di studio. Ogni ministro del Vangelo, ogni missionario medico deve imparare la scienza di questa preghiera. Fratelli e sorelle, io vi chiedo di prestare ascolto a queste parole e di accompagnare il vostro studio con uno spirito disposto a ricevere quelle energie salutari che competono a una mente sottoposta al controllo di Dio. Coloro che omettono di imparare le lezioni contenute in questa preghiera corrono il rischio di trovarsi impreparati di fronte ai problemi che dovranno affrontare.TT3 155.2

    Cristo disse: “Io non prego soltanto per questi, ma anche pe quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch ’essi siano in noi; affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.TT3 155.3

    “E io ho dato loro la gloria che Tu hai dato a me, affinché essi siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nel’unità, e così il mondo conoscerà che tu mi hai mandato e che li ami come hai amato me”.TT3 155.4

    “Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu mi hai data; poiché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; ed io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro e io in loro”. Giovanni 17:20-26.TT3 155.5

    Il proponimento di Dio è che i suoi figli siano uniti. Essi non sperano di vivere insieme nello stesso cielo? Cristo è forse diviso da se stesso? Darà Egli il successo al suo popolo prima che questo abbia eliminato ogni maldicenza e ogni disaccordo; prima che gli operai con umiltà di propositi abbiano consacrato il cuore, la mente, le energie a una opera così santa agli occhi di Dio? L’unione fa la forza; la disunione è un segno di debolezza. Uniti l’uno con l’altro, lavorando di comune accordo per la salvezza degli uomini noi diventeremo “collaboratori di Dio”. Coloro che rifiutano di lavorare di comune accordo disonorano profondamente l’Eterno. Il nemico delle anime è compiaciuto quando vede i credenti ostacolarsi a vicenda. Perciò occorre coltivare l’amore fraterno e ispirarsi a un sentimento di tenerezza. Molti sarebbero spinti al ravvedimento, se il velo che nasconde il futuro potesse essere sollevato e si potessero vedere i risultati di questa disunione.TT3 155.6

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