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I tesori delle testimionianze 3

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    L’unità nella diversità

    D’altra parte, i dirigenti del popolo di Dio debbono guardarsi dal pericolo di condannare i metodi di ogni singolo operaio. Essi sono diretti dal Signore nello svolgimento di un compito che solo pochi sono in grado di assolvere. I fratelli che occupano posti di responsabilità siano restii a criticare dei procedimenti che non sono in perfetta armonia con i loro metodi di lavoro. Non debbono mai pensare che ogni piano debba avere l’impronta della loro personalità. Noi abbiamo timore di fidarci dei metodi altrui. Essi ritarderanno il progresso del’opera del Signore, se toglieranno la fiducia a un fratello che con umiltà e consacrato zelo svolge il suo compito, nel modo indicatogli da Dio.TT3 263.2

    Dio si può servire — e lo farà — di coloro che non hanno ricevuto una preparazione completa nelle scuole degli uomini. Un dubbio nella sua facoltà di farlo è manifesta incredulità; è una limitazione posta alla onnipotenza di colui per il quale nulla è impossibile. Oh, se ci fosse meno di questa inopportuna e poco fiduciosa cautela! Essa lascia inoperose molte forze della chiesa; sbarra la via perché lo Spirito Santo possa servirsi degli uomini. Mantiene inattivi coloro che sarebbero disposti e desiderosi di lavorare secondo le direttive di Cristo. Tale atteggiamento scoraggia l’entrata nel’opera di molti fratelli che potrebbero diventare degli efficienti collaboratori di Dio qualora venisse loro offerta un ’opportunità.TT3 263.3

    Per il profeta “le ruote dentro le ruote” e l’apparizione di creature viventi in rapporto con le ruote stesse, sembravano qualcosa di intricato e di inspiegabile. Ma la mano della Sapienza Infinita si nota fra le ruote e ne deriva, così, un ordine perfetto. Ogni ruota diretta dalla mano di Dio agisce in perfetta armonia con le altre ruote. Mi è stato mostrato che gli strumenti umani hanno la tendenza a ricercare il potere e a voler dirigere essi stessi l’opera. Essi lasciano il Signore Dio, l’Operaio onnipotente, al di fuori dei loro metodi e piani e non gli affidano ciò che riguarda il progresso del’opera stessa. Nessuno, neppure per un momento, dovrebbe immaginare di essere in grado di maneggiare le cose che appartengono al grande Io Sono. Dio, nella sua provvidenza, prepara la via perché l’opera possa essere fatta da agenti umani. Perciò ogni uomo occupi il suo posto di dovere, faccia la sua parte in questo tempo e sappia che Dio è il suo Istruttore.TT3 263.4

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