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I tesori delle testimionianze 3

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    Collaborazione con Dio

    Il potere degli agenti satanici è grande e il Signore invita i membri del suo popolo a fortificarsi gli uni gli altri, “edificando voi stessi sulla vostra santissima fede”.TT3 107.3

    Invece di collaborare con Satana, ognuno impari che cosa vuol dire collaborare con Dio. In questi tempi così difficili, Egli ha un programma che deve essere svolto e che richiede un coraggio e una fede atti a metterci in condizione di sostenerci l’un l’altro. Per diventare veri collaboratori di Dio occorrerebbe una maggiore unità. Nessun obiettivo sarebbe troppo ambizioso se la grazia di Dio fosse sui credenti e li rendesse compatti nel sostenere i suoi operai, nel’aiutarli con le preghiere e con il conforto della loro presenza, quando lo scoraggiamento preme da ogni parte. E’ proprio quello il tempo di lavorare come dei fedeli amministratori della sua grazia.TT3 107.4

    I nostri fratelli e le nostre sorelle dovrebbero pronunciare parole di incoraggiamento e di fiducia nei confronti di questi strumenti di Dio, invece di censurarli e di criticarli. Il Signore ci invita a rincuorare coloro che portano delle responsabilità nella sua opera. Egli esorta il suo popolo a riconoscere la potenza sostenitrice della sua mano manifestata negli strumenti che lui ha scelto. Onorate il Signore, sforzandovi di operare sfruttando al massimo le vostre capacità e dando loro quel conforto di cui hanno bisogno.TT3 107.5

    Ogniqualvolta vi si presenti l’opportunità, cercate di infondere in loro vigore e ispirazione. Noi siamo troppo indifferenti ai problemi del nostro prossimo. Troppo spesso dimentichiamo che i nostri confratelli hanno bisogno di essere sostenuti. Nei momenti di maggiore perplessità e smarrimento, date loro l’assicurazione del vostro interessamento e della vostra simpatia. Se avete deciso di pregare per loro, fate loro sapere cosa state facendo. Diffondete ovunque il messaggio di Dio ai suoi servitori: “Sii forte e fatti animo!” Giosuè 1:6.TT3 107.6

    I responsabili delle nostre istituzioni hanno il non facile compito di mantenere l’ordine e la disciplina fra i giovani loro affidati, esercitando la dovuta saggezza. I membri di chiesa possono fare molto per sostenere i loro sforzi. Se i giovani non fossero disposti a sottostare alla disciplina del’istituzione, a condividere il punto di vista dei loro superiori, e per conseguenza intendessero agire a modo loro, i genitori non dovrebbero né sostenerli, né simpatizzare con loro.TT3 108.1

    Meglio, molto meglio sarebbe che i vostri figli soffrissero o addirittura morissero. Non si dovrebbe educarli a trattare con noncuranza i princìpi che stanno alla base della fedeltà nei confronti della verità, del prossimo e di Dio.TT3 108.2

    In caso di difficoltà con coloro che ne hanno la cura, è bene rivolgersi direttamente ai dirigenti per sapere esattamente come stanno le cose. Tenete presente, inoltre, che i dirigenti dei singoli settori conoscono meglio degli altri i regolamenti interni. Mostrate di avere fiducia in loro, nel loro giudizio e di voler rispettare la loro autorità. Insegnate ai vostri figli il riguardo e il rispetto verso coloro ai quali Dio ha manifestato rispetto e onore assegnandoli a quei posti di responsabilità.TT3 108.3

    I membri di chiesa possono assecondare molto bene gli sforzi dei dirigenti delle nostre istituzioni, dando nelle proprie famiglie un esempio di ordine e di disciplina. I genitori, con le loro parole e con il loro comportamento devono far capire ai figli ciò che si aspettano da loro, si mantenga sempre un linguaggio adeguato e una sincera cortesia cristiana. Nelle nostre parole non dovrebbe esserci il minimo incoraggiamento al peccato, alla maldicenza, nessuna malevola insinuazione. Si dovrebbe insegnare ai bambini e ai giovani il rispetto di se stessi, la fedeltà ai princìpi, la fedeltà a Dio. Si dovrebbe inculcare nelle loro menti il rispetto per la legge di Dio e l’ubbidienza ai suoi comandamenti non senza averli invitati a fare altrettanto con le regole della famiglia. Solo se metteranno in pratica questi princìpi nella loro vita essi potranno attuarli anche nei loro rapporti col prossimo. Ameranno i loro simili come se stessi; diffonderanno intorno a sé un ’atmosfera di purezza ed eserciteranno un benefico influsso incoraggiando le anime deboli a calcare il sentiero che mena alla santità e al cielo.TT3 108.4

    I figli che ricevono tali istruzioni, non saranno né un peso, né una fonte di continue preoccupazioni per le nostre istituzioni; essi diventeranno invece un sostegno per coloro che hanno la responsabilità della direzione. Sotto una buona guida, essi saranno preparati a occupare dei posti di responsabilità e potranno, con le loro parole e con il loro esempio, aiutare costantemente gli altri ad agire bene. Avranno un ’esatta percezione delle proprie possibilità e faranno il migliore uso delle proprie facoltà fisiche, mentali e spirituali. Queste anime saranno fortificate contro la tentazione e non si lasceranno facilmente sopraffare. Grazie alla benedizione di Dio, tali persone diverranno portatori di luce; la loro influenza cristiana contribuirà ad avviare gli altri a una vita operosa, che si ispiri ai princìpi cristiani.TT3 108.5

    I membri di chiesa, pieni del’amore di Cristo per le anime, consci dei loro privilegi e delle loro responsabilità, possono esercitare sui giovani delle nostre istituzioni un inestimabile influsso benefico. Il loro esempio di fedeltà in famiglia, negli affari, nella chiesa; la loro manifestazione di ospitalità e di cortesia cristiana, unita con un sincero interesse per il benessere spirituale dei giovani, contribuirà efficacemente alla formazione del carattere di questi giovani in vista del servizio di Dio e del prossimo, sia in questa vita che in quella avvenire.TT3 108.6

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