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I tesori delle testimionianze 3

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    Necessità di portare frutto

    Considerate la parabola del fico:TT3 114.6

    “Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi del frutto e non ne trovò. Disse dunque al vignaiuolo: ’Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico e non ne trovo; Taglialo; perché sta li a rendere improduttivo anche il terreno?’ Ma l’altro, rispondendo, disse: ’Signore, lascialo ancora quest ’anno, finché io lo abbia scalzato e concimato; forse darà frutto in avvenire; se no lo taglierai’”. Luca 13:6-9.TT3 114.7

    “Se no lo taglierai”. Queste parole contengono una lezione per tutti coloro che collaborano al’opera di Dio. Al’albero fu accordato un periodo di prova perché non portava frutto. Allo stesso modo, Dio è paziente col suo popolo. Ma di coloro che hanno goduto dei maggiori vantaggi, che occupano delle posizioni di grande e sacra responsabilità, e che nondimeno non portano frutto, Egli dice: “Perché sta lì a rendere improduttivo il terreno?”.TT3 115.1

    Quanti sono uniti con coloro che sono stati chiamati a essere strumenti di Dio, ricordino che Egli vuole trarre del frutto dalla sua vigna, e che il frutto richiesto dovrà essere proporzionato alle benedizioni accordate. Gli angeli del cielo visitano tutti i luoghi in cui sono state stabilite delle istituzioni del Signore e vi esercitano il loro ministero. L’infedeltà di queste istituzioni è un peccato maggiore a ogni altro commesso altrove perché la sua influenza è maggiore di quella esercitata altrove. L’infedeltà, l’ingiustizia, la disonestà, la convivenza con l’ingiustizia trattengono la luce di Dio, Egli vuole che la luce si sprigioni dai suoi strumenti.TT3 115.2

    Il mondo osserva, pronto a criticare con rigore e severità, le vostre parole, il vostro comportamento e anche il modo come voi trattate gli affari. Chiunque ha una parte importante nel’opera di Dio è osservato e quindi pesato sulla bilancia del giudizio umano, in relazione a quelle impressioni favorevoli o sfavorevoli alla religione della Bibbia che si producono costantemente nelle menti di tutti coloro con i quali voi avete a che fare.TT3 115.3

    Il mondo guarda per vedere che frutto danno i cosiddetti cristiani e ha pure il diritto di aspettarsi uno spirito di rinuncia e di sacrificio da parte di quanti affermano di credere nella verità.TT3 115.4

    Ci sono e continueranno a esservi, fra i nostri operai, quelli che non sentono il bisogno di seguire il consiglio di Gesù a ogni passo. Essi pensano di non avere il tempo di pregare e di assistere alle adunanze. Essi hanno così tanto da fare che non sanno trovare il tempo di custodire le loro anime nel timore di Dio. Allora Satana si mette in azione per creare in loro delle vane fantasie.TT3 115.5

    Gli operai che non sono né diligenti, né fedeli provocano un danno incalcolabile con l’esempio che offrono agli altri. In ogni istituzione ve ne sono che forniscono un servizio lieto, di vero cuore; ma siamo sicuri del fatto che essi siano immuni dal lievito della negligenza? L’istituzione dovrà essere lasciata priva di alcuni esempi di fedeltà cristiana? Quando gli uomini che si dicono rappresentanti di Cristo dimostrano di non essere convertiti e di avere un carattere volgare, egocentrico e impuro, dovrebbero essere allontanati dal’opera.TT3 115.6

    Gli operai debbono rendersi conto del carattere sacro della fiducia della quale il Singore li ha onorati. L’impulsività, l’incostanza debbono essere bandite. Quanti non sanno distinguere fra il sacro e il profano non sono amministratori prudenti cui si possano affidare delle grandi responsabilità. Tentati, tradirebbero la fiducia in loro risposta. Coloro che non apprezzano i privilegi e le opportunità di un rapporto con l’opera di Dio non resisteranno quando il nemico sferrerà le sue speciose tentazioni. Essi si lasciano facilmente conquistare da progetti egoistici e ambiziosi. Se dopo che la luce è stata loro presentata persistono a non saper distinguere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, si farà meglio ad allontanarli dal’istituzione, perché allora la natura del’opera risulterà più pura e più elevata.TT3 115.7

    In nessuna delle istituzioni del Signore dovrebbero essere tenuti coloro che nel’ora della crisi non si rendono conto che sono degli strumenti sacri. Se gli operai non amano la verità; se la loro dipendenza dalle nostre istituzioni non li rende migliori e non accende in loro nessun amore per la verità, dopo un adeguato periodo di prova è preferibile allontanarli dal’opera perché la loro irreligiosità e la loro incredulità influenzerebbero gli altri. Per mezzo di essi gli angeli malefici si adoperano per sviare coloro che sono stati assunti in prova. Assumete come apprendisti dei giovani promettenti, che amano Dio. Però fate attenzione perché se li mettete in contatto con altri che non amano il Signore correranno costantemente il pericolo di subire la loro influenza irreligiosa. Coloro che hanno il cuore diviso e mondano, che sono portati al pettegolezzo, che si soffermano sui difetti altrui, trascurando i propri, dovrebbero essere dispensati dal’opera.TT3 115.8

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