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I tesori delle testimionianze 3 - Contents
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    Capitolo 34: La disciplina della chiesa

    Nel trattare con i membri di chiesa che si sviano, il popolo di Dio deve attenersi scrupolosamente alle direttive impartite dal Salvatore nel capitolo diciottesimo del’evangelo di Matteo.TT3 126.1

    Gli esseri umani sono proprietà di Cristo, perché da lui acquistati a un prezzo infinito e a lui legati dal’amore che Egli e il Padre suo hanno loro manifestato. Perciò, quanto dovremmo essere cauti nel nostro rapporto con gli altri! Gli uomini non hanno alcun diritto di sospettare il male nel prossimo. I membri di chiesa non hanno alcun diritto di seguire le proprie inclinazioni o i propri impulsi nei riguardi dei confratelli che possono avere sbagliato. Non si dovrebbero neppure formulare dei pregiudizi verso chi si è sviato dal momento che facendolo si getta il lievito del male nella mente del prossimo. Si trasmettono fra i membri di chiesa considerazioni sfavorevoli a un fratello o a una sorella. Questo comportamento è ingiusto e sbagliato perché è ispirato dalla scarsa disponibilità di alcuni a seguire le istruzioni date da Gesù.TT3 126.2

    Cristo ha detto: “Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo”. Matteo 18:15. Non parlatene con altri. Perché? Lo si dice a uno, poi a un secondo, a un terzo e il male cresce e cresce fino al punto da coinvolgere tutta la chiesa. Il programma di Dio, invece, è semplice: “fra te e lui solo”. “Non ti affrettare ad intentare processi, che alla fine tu non sappia che fare, quando il tuo prossimo ti avrà svergognato. Difendi la tua causa contro il tuo prossimo, ma non rivelare il segreto di un altro”. Proverbi 25:8, 9. Non tollerare il peccato nel tuo fratello, ma non lo rendere di pubblico dominio perché in tal caso crescerebbero le difficoltà e il rimprovero verrebbe interpretato come un ’occasione di rivalsa. Perciò correggilo nel modo indicato dalla Parola di Dio.TT3 126.3

    Non permettere che il risentimento produca un odio tale da infettare con parole riprovevoli la ferita che il peccato ha prodotto. Non consentire che la tua mente e la sua siano oppresse dal’amarezza. Vai dal fratello e parlagli con sincerità e umiltà.TT3 126.4

    Qualunque sia la natura del’offeso, essa non può giustificare il cambiamento del piano di Dio per quanto riguarda il chiarimento dei malintesi e il regolamento delle offese personali. Parlare da solo, nello spirito di Cristo, con la persona che ha sbagliato consentirà quasi sempre di appianare ogni difficoltà. Andate da chi è in difetto, col cuore pieno di amore e di simpatia, come faceva Cristo, cercando di risolvere il problema. Parlate con calma, e non vi lasciate sfuggire alcuna parola di collera. Parlate in modo da fare appello ai migliori sentimenti del vostro interlocutore e ricordate che “chi converte un peccatore dal’errore della sua via salverà l’anima di lui dalla morte e coprirà moltitudine di peccati”. Giacomo 5:20.TT3 126.5

    Offrite al fratello il rimedio per guarirlo della sua insoddisfazione. Fate quanto siete capaci di fare per aiutarlo. Per amore della pace e del’unità della chiesa, considerate tale azione come un privilegio e come un dovere. Se egli vi ascolta, voi avrete acquistato un amico.TT3 126.6

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