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I tesori delle testimionianze 3

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    Gli operai hanno bisogno di una esperienza personale

    I redattori dei nostri periodici, gli insegnanti delle nostre scuole, i presidenti delle nostre federazioni hanno tutti bisogno di dissetarsi alle pure correnti del fiume che porta l’acqua della vita. Tutti hanno bisogno di capire maggiormente le parole che il nostro Signore disse alla Samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: ’Dammi da bere ’, tu stessa gliene avresti chiesto ed Egli ti avrebbe dato del’acqua viva... Chi beve del’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte di acqua che scaturisce in vita eterna”. Giovanni 4:10-14.TT3 94.3

    L’opera del Signore deve nettamente distinguersi dai comuni affari della vita: “Ti rimetterò la mano addosso, ti purgherò delle tue scorie come colla potassa e toglierò da te ogni particella di piombo. Ristabilirò i tuoi giudici come erano anticamente e i tuoi consiglieri come erano al principio. Dopo questo, sarai chiamata ’la città della giustizia ’, ’la città fedele ’. Sion sarà redenta mediante la rettitudine e quelli che in lei si convertiranno saranno redenti mediante la giustizia”. Isaia 1:25-27. Queste parole sono particolarmente importanti e racchiudono una lezione per tutti coloro che lavorano alla redazione delle nostre pubblicazioni.TT3 94.4

    Anche le parole di Mosè rivestono un significato particolare: “Or Nadab e Abihu, figliuoli di Aaronne, presero ciascuno il suo turibolo, vi misero dentro del fuoco, vi deposero del profumo ed offrirono davanti al’Eterno del fuoco estraneo; il che Egli non aveva loro comandato. E un fuoco uscì dalla presenza del’Eterno e li divorò, e morirono davanti al’Eterno. Allora Mosè disse ad Aaronne: “Questo è quello di cui l’Eterno ha parlato quando ha detto: ’Io sarò santificato per mezzo di quelli che mi stanno vicino, e sarò glorificato in presenza di tutto il mio popolo””. Levitico 10:1-3. In questo racconto c’è una lezione per tutti coloro che hanno a che fare col materiale che esce dalle nostre case editrici. Ciò che è sacro non deve mescolarsi a ciò che è profano. I giornali che hanno una grande tiratura e dovrebbero contenere delle istruzioni molto più preziose di quelle che appaiono sui comuni quotidiani. “Che ha da fare la paglia col frumento?” Geremia 23:28. A noi occorre del grano mondato, ben setacciato.TT3 94.5

    “Così mi ha parlato l’Eterno, quando la sua mano mi ha afferrato, ed Egli mi ha avvertito di non camminare per la via di questo popolo, dicendo: ’Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura; e non temete ciò che esso teme e non vi spaventate. L’Eterno degli eserciti, quello santificate. Sia Lui quello che temete e paventate... Chiudi questa testimonianza, suggella questa legge fra i miei discepoli... Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora”. Isaia 8:11-20.TT3 95.1

    Io richiamo l’attenzione di tutti i nostri operai sul sesto capitolo del libro di Isaia. Leggete l’esperienza del profeta di Dio quando vide “il Signore sopra un trono alto, molto elevato e i lembi del suo manto riempivano il tempio... Allora io dissi: ’Ahi, lasso me, ché io sono perduto! Poiché io sono un uomo dalle labbra impure e gli occhi miei hanno veduto il Re, l’Eterno degli eserciti ’. Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, che aveva tolto con le molle di sul’altare. Mi toccò con esso la bocca e disse: ’Ecco, questo ti ha toccato le labbra; la tua iniquità è tolta ed il tuo peccato è espiato! ’. Poi udii la voce del Signore che diceva: ’Chi manderò? E chi andrà per noi? ’. Allora io risposi: ’Eccomi, manda me’”. Isaia 6:1-8.TT3 95.2

    Questa è l’esperienza necessaria a tutti coloro che lavorano nelle nostre istituzioni. C’è il pericolo che essi trascurino di mantenere una unione vitale con Dio, unione che è indispensabile per essere santificati dalla verità. Se così fosse, essi non avvertirebbero più la potenza della verità e perderebbero la capacità di distinguere ciò che è sacro da ciò che è profano.TT3 95.3

    Fratelli miei, che occupate delle posizioni di responsabilità, possa il Signore non solo ungere i vostri occhi affinché veggano, ma anche mettere nei vostri cuori l’olio sacro affinché esso possa scorrere dai due rami di olivo attraverso i canali d’oro nei recipienti, anch ’essi d’oro, che alimentano le lampade del santuario. Possa Egli darvi “uno spirito di sapienza e di rivelazione, per la piena conoscenza di Lui, ed illuminare gli occhi del vostro cuore affinché sappiate a quale speranza Egli vi abbia chiamati... e quale sia verso noi che crediamo l’immensità della sua potenza”. Efesini 1:17-19.TT3 95.4

    In qualità di fedeli servitori diamo il giusto nutrimento a coloro che desiderano sottomettersi a Dio. Presentiamo la verità alla gente e lavoriamo come se ci trovassimo al cospetto del’intero universo. Non abbiamo tempo da perdere, neppure un minuto. Presto vi saranno da affrontare dei grandiosi eventi, ma noi non abbiamo bisogno di nasconderci nei crepacci delle rocce, perché desideriamo vedere Gesù e in questa attesa essere vivificati dal suo Spirito.TT3 95.5

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