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I tesori delle testimionianze 3

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    Il risultato del’inerzia

    Quando gli uomini usano le loro facoltà secondo le direttive di Dio, i loro talenti aumentano, la loro capacità cresce ed essi godono della sapienza divina nel portare alla salvezza i perduti. Ma se i membri di chiesa se ne stanno inoperosi, trascurando la responsabilità affidata loro da Dio, come possono aspettarsi di ricevere il tesoro del cielo? Se quelli che si dicono cristiani non provano nessun desiderio di illuminare chi è nelle tenebre; se si astengono dal’offrire la grazia e la conoscenza, essi diventano meno perspicaci, perdono il giusto apprezzamento delle ricchezze celesti e non sentono più la necessità di presentarle agli altri.TT3 34.5

    In varie località abbiamo delle grandi chiese. I membri hanno la conoscenza della verità e molti sono lieti di udire la parola della vita; ma non cercano d i diffondere la luce. Sentono ben poca responsabilità per il progresso del’opera e hanno scarso interesse per la salvezza delle anime. Pieni di zelo per le cose di questo mondo, non immettono la religione nei loro affari. Dicono: “La religione è la religione e gli affari sono gli affari”. Ritengono che ognuna delle due abbia la sua sfera di azione e concludono: “Lasciamole separate!”.TT3 34.6

    I membri di queste chiese che trascurano le opportunità e abusano dei privilegi non crescono “nella grazia e nella conoscenza del Signor nostro Gesù Cristo”. 2 Pietro 3:18. Perciò sono deboli nella fede, difettosi nella conoscenza e bambini quanto al’esperienza. Essi non sono né fondati, né radicati nella verità. Se rimangono in questo stato, saranno sedotti dai vari inganni degli ultimi giorni perché non posseggono il discernimento spirituale per distinguere la verità dal’errore.TT3 35.1

    Dio ha affidato ai suoi ministri la proclamazione del messaggio della verità. Le chiese debbono accettarlo e trasmetterlo in ogni possibile maniera, accogliendo i raggi di luce e diffondendoli. Proprio in questo consiste il nostro maggior peccato: noi siamo indietro di anni. I ministri si sono adoperati nella ricerca del tesoro nascosto, ne hanno dischiuso lo scrigno e hanno fatto sì che le gemme della verità risplendessero; ma i membri di chiesa non hanno fatto neppure la centesima parte di quello che Dio richiedeva da loro. Quando le persone ascoltano sermoni su sermoni e non ne mettono in pratica gli insegnamenti, che cosa ci si può aspettare se non la decadenza della vita religiosa? Le capacità date da Dio se non vengono esercitate deperiscono. E se le chiese rimangono inattive, ci pensa Satana a metterle in azione. Egli occupa il terreno e impegna i membri in attività che assorbono le loro energie, distruggono le loro capacità e così li fa divenire dei pesi morti.TT3 35.2

    Non pochi fra noi se riflettessero attentamente considererebbero la loro inattività come una colpevole negligenza. Fratelli e sorelle, il nostro Redentore e tutti i santi angeli sono addolorati a motivo della vostra durezza di cuore. Cristo ha dato la sua vita per la salvezza delle anime e voi, voi che avete conosciuto il suo amore, fate ben pochi sforzi per comunicare le benedizioni della sua grazia a coloro per i quali Egli è morto. Questa vostra indifferenza e questa vostra negligenza del dovere stupiscono gli angeli. Nel giorno del giudizio voi incontrerete le anime che avete trascurate e in quel giorno vi auto-convincerete e vi condannerete. Possa il Signore indurvi al pentimento; possa Egli perdonare il suo popolo di avere trascurato l’opera da lui affidatagli.TT3 35.3

    “Ricordati dunque donde sei caduto e ravvediti e fai le opere di prima; se no, verrò a te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi”. Apocalisse 2:5.TT3 35.4

    Quanto sono pochi quelli che conoscono il tempo della loro visitazione! Quanto sono pochi — anche fra coloro che affermano di credere nella verità presente — coloro che capiscono i segni dei tempi e ciò che dovremo sperimentare prima della fine! Noi, oggi, godiamo ancora della sopportazione divina, ma ancora per quanto tempo gli angeli di Dio tratterranno i venti perché non soffino?TT3 35.5

    Nonostante l’inesprimibile misericordia di Dio verso di noi, sono pochi nella chiesa i servitori di Dio timorati, umili e devoti. Sono pochi i cuori colmi di gratitudine e di ringraziamento per essere stati chiamati al’onore di collaborare al’opera di Dio e di essere partecipi delle sofferenze di Cristo.TT3 35.6

    Oggi, una buona parte dei membri delle nostre chiese sono morti nei loro peccati e nelle loro trasgressioni. Essi vanno e vengono come una porta sui suoi cardini. Per anni hanno ascoltato compiaciuti le verità più solenni, che scuotono l’anima, senza però metterle in pratica. Perciò essi sono più o meno insensibili alla verità. Le stimolanti testimonianze di avvertimento e di rimprovero non li spingono a l pentimento; le più dolci melodie provenienti da Dio attraverso le labbra umane giustificazione per fede, giustizia di Cristo — non riescono a strappar loro un ’amorevole e grata risposta. Sebbene il Mercante celeste li inviti a comperare da lui “del’oro affinato col fuoco”, delle “vesti bianche” per rivestirsi e del “collirio” per poter vedere, essi indurano i loro cuori e non rinunciano alla loro tiepidezza. Pur avendo la forma della pietà, ne rinnegano la potenza. Se persistono in questo atteggiamento, Dio li rigetterà perché non sono idonei a far parte della sua famiglia.TT3 35.7

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