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I tesori delle testimionianze 3

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    Non al primo posto

    In nessun caso le nostre case editrici debbono occuparsi principalmente del’aspetto commerciale della loro attivià. Quando esso occupa il primo posto, il personale finisce col perdere di visita lo scopo per il quale tali istituzioni sono sorte e il loro rendimento tende a diminuire.TT3 100.5

    C’è il pericolo che degli amministratori di scarsa spiritualità firmino dei contratti per la pubblicazione di libri discutibili, unicamente per realizzare un utile maggiore. In questo caso andrebbe perduto di vista lo scopo per il quale è stata costituita l’opera delle pubblicazioni, le nostre istituzioni finirebbero per essere considerate alla stregua di tutte le altre comuni imprese commerciali. Dio ne verrebbe disonorato.TT3 101.1

    In alcune delle nostre case editrici, l’orientamento a una produzione commerciale ha richiesto un costante rinnovamento delle macchine e delle attrezzature. Le spese che ne sono derivate hanno rappresentato un grave onere per l’istituzione, non solo, ma l’incremento della produzione ha richiesto un aumento di personale da addestrare.TT3 101.2

    Si pretende che tale tipo di produzione costituisca un vantaggio economico per l’istituzione. Ebbene, una persona rivestita di autorità mi ha presentato una giusta stima di quanto questo lavoro venga a costare alle nostre maggiori case editrici. Egli ha presentato un bilancio esatto, mostrando che la perdita supera il guadagno. Questo lavoro porta gli operai a una corsa frenetica. In quel’atmosfera fatta di agitazione, di trambusto e di mondanità, la fede si inaridisce.TT3 101.3

    Non è necessario che l’attivià commerciale sia totalmente eliminata dalle nostre case editrici, perché ciò chiuderebbe la porta a quei raggi di luce che, invece, devono raggiungere il mondo. Un rapporto con elementi esterni non potrà essere più nocivo agli operai di quanto l’attività di statista poteva risultare dannosa alla fede e ai principi di Daniele. Però, ogni volta che ci si rende conto che tale rapporto interferisce con la spiritualità del’istituzione, si deve escludere l’attività che l’ha reso possibile. Occorre edificare l’opera che rappresenta la Verità. Tale proposito deve occupare sempre il primo posto, mentre l’attività commerciale va relegata a una posizione secondaria. La nostra missione consiste nel dare al mondo un messaggio di avvertimento e di misericordia.TT3 101.4

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