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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Capitolo 6:35

    Il cielo ha inviato un Maestro7ACB 126.6

    Io sono il pane della vita, l’Autore, il Nutritore e il Sostenitore della vita eterna e spirituale. Nel trentacinquesimo versetto del sesto capitolo di Giovanni, Egli rappresenta sé stesso come pane celeste. Mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue significa ricevere Lui come Maestro mandato dal cielo. Per avere una vita spirituale è fondamentale avere fede in Lui. Coloro che si nutrono con la Parola non hanno mai fame o sete, non desiderano alcun altro bene materiale. (MS 81, 1906)7ACB 126.7

    53-57 - Mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue rappresenta la vicinanza a Cristo7ACB 126.8

    Cristo ha spiegato il significato delle Sue parole in modo così chiaro che nessuno deve essere confuso.7ACB 126.9

    La Sua dichiarazione in merito a mangiare la carne e bere il sangue del Figlio di Dio, è da considerare in senso spirituale. Noi mangiamo la Sua carne e beviamo il Suo sangue, perché per fede lo abbiamo accettato come nostro Salvatore. Usando la metafora riguardo al mangiare e al bere, Cristo dimostra la nostra vicinanza a Lui, che tutti dovrebbero avere per diventare partecipi della Sua gloria. Il cibo temporale che mangiamo, viene assimilato, dando forza e solidità al corpo. In modo simile, quando riceviamo la parola del Signor Gesù, essa diventa parte della nostra vita spirituale, portando luce, pace, speranza, gioia e, rafforzando la nostra anima, come cibo fisico rafforza il corpo. (MS 33, l911)7ACB 127.1

    Un’applicazione pratica — (Apocalisse 22:2)7ACB 127.2

    Non è sufficiente per noi conoscere e rispettare la Scrittura. Dobbiamo comprenderla, dobbiamo studiarla seriamente, dobbiamo mangiare la carne e bere il sangue del Figlio di Dio. Ogni cristiano testimonia la propria fede attraverso la salubrità del proprio carattere spirituale. Dobbiamo imparare ad applicare la Parola per correggere il proprio carattere. Dobbiamo diventare i sacri tempi in cui Dio possa dimorare, camminare e operare. Non dobbiamo cercare di superare i nostri sforzi al di sopra dei servi, che Dio ha scelto per compiere la Sua opera, o per onorare il Suo santo nome. Tutti voi siete fratelli. Proviamo ad applicare questa Parola singolarmente, confrontandoci con la Scrittura.7ACB 127.3

    Nella nostra vita quotidiana, sia davanti ai nostri fratelli sia davanti al mondo, dobbiamo vivere interpretando le Scritture, facendo onore a Cristo, rivelando la Sua mitezza e la Sua umiltà di cuore. Gli insegnamenti di Cristo devono essere per noi come le foglie dell’albero della vita. Mangiando il pane della vita, riveliamo il nostro carattere armonioso. Attraverso l’unità fraterna, dobbiamo imparare a stimare gli altri più di noi stessi, dobbiamo portare al mondo una testimonianza vivente della forza della Verità. Quando gli uomini si sottomettono interamente a Dio, allora crescono in Cristo nutrendosi con il pane della vita e bevendo l’acqua della salvezza. I loro caratteri sono composti di ciò che mangia e beve la mente. Attraverso la Parola di Vita che ricevono, imparano ad ubbidire e partecipano alla natura divina. Così il loro operare è a somiglianza divina e Cristo, non l’uomo, è glorificato. (Letter 64, 1900)7ACB 127.4

    53-57,63 - Mangiare dell’Albero della Vita7ACB 128.1

    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue — dice Cristo — ha la vita eterna…e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io dimoro in lui. Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo per il Padre, così chi mangia la mia carne, anche lui vivrà per me… È lo Spirito quel che vivifica. La carne non giova a nulla; le parole che vi ho detto sono spirito e vita. Questo significa mangiare il frutto dell’albero della vita. (SM 112, 1898)7ACB 128.2

    63 - Vedi commento di EGW al cap. Genesi 3:247ACB 128.3

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