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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Capitolo 26:2

    Cristo fu coronato di spine, le sue mani e i piedi erano trafitti dai chiodi. Ogni passo che segue questa vergognosa scena era seminato da una inimmaginabile sofferenza. Ma tutta quella umiliazione era nel proposito del Signore allo scopo di raggiungere l’uomo. Era stato stabilito da Dio che quegli eventi avrebbero dovuto accadere in occasione della Pasqua. (MS 111, 1897)7ACB 54.1

    3 - Un sacerdozio corrotto - (Marco 14:53, Luca 22:54, Giovanni 18:13)7ACB 54.2

    Al tempo di Gesù, il sacerdozio era diventato così corrotto che i sacerdoti non avevano scrupoli a impegnarsi in atti disonesti e criminali per realizzare i loro progetti. Coloro che avevano assunto la carica di Sommo Sacerdote prima della venuta di Cristo, non erano uomini nominati da Dio per il lavoro sacro. Essi aspiravano ardentemente alla carica per amore del potere e per lo sfoggio. Essi avevano voluto una posizione in cui avrebbero avuto l’autorità, facilità alla frode pratica, sotto un abito di pietà per non essere scoperti. La posizione del Sommo Sacerdote era di grande importanza. Egli non era solo un consigliere e mediatore, ma anche un giudice e non vi era appello contro la sua decisione. I sacerdoti erano sottomessi all’autorità dei Romani e per legge non potevano condannare a morte nessuno. Questo potere apparteneva a coloro che governavano gli ebrei. In mezzo ai Sacerdoti vi erano molti con i cuori corrotti e la loro corruzione li conduceva all’assassinio. Il Sommo Sacerdote, con abiti consacrati e costosi, con la corazza sopra il petto, con pietre preziose incastonate nel pettorale, aveva un aspetto imponente che colpiva le coscienze delle persone dal cuore buono, rispettose, piene di soggezione. Il sommo sacerdote era stato scelto specialmente per rappresentare Cristo, Colui che divenne il Sommo Sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedec. (RH, Dec. 17, 1872)7ACB 54.3

    Nessun Sommo Sacerdote7ACB 54.4

    Il ruolo di sommo sacerdote ebbe fine con Cajafa. Il suo servizio si basava sulla corruzione e quindi non aveva nulla a che fare con Dio. La verità e la giustizia erano odiate dai sacerdoti. Essi erano diventati tiranni, ingannevoli, egoisti e ambiziosi. Tale ministero non portava nulla di buono, perché in sé era completamente corrotto. La grazia di Dio non aveva nulla a che fare con tutto questo. Caiafa in effetti non era sommo sacerdote. Egli portava soltanto le vesti sacerdotali, ma non aveva alcun legame vitale con Dio, perché il suo cuore non era stato circonciso. Orgoglioso e prepotente come era, dimostrò la sua indegnità nell’indossare le vesti di sommo sacerdote. Egli non aveva ricevuto alcuna autorità da parte di Dio per occupare tale posizione. Non aveva un minimo raggio di luce che provenisse dal Signore per mostrare qual era veramente il compito del sacerdote o per quello che rappresentava l’ufficio sacerdotale. (RH June 12, 1900).7ACB 54.5

    6-13 - L’illustrazione dei metodi di Dio - (Marco 14:3-9; Giovanni 12:1-8)7ACB 55.1

    I doni che abbiamo ricevuto ci sono stati dati in proporzione al carattere e alle nostre necessità. Non molti poveri avrebbero gradito l’offerta di Maria, o il sacrificio del nostro Signore, il dono più prezioso che si potesse dare. L’unguento di Maria era simbolo del cuore traboccante di generosità del donatore. La manifestazione d’amore di Maria, era alimentata dai ruscelli celesti. L’unguento di Maria, che i discepoli chiamarono la perdita, si ripete migliaia di volte nei cuori sensibili di molti. Il Signore si prodiga attraverso i suoi doni in tutto il mondo. Poniamoci una domanda: Perché il Signore mostra queste perdite, stravaganze in mezzo ai suoi doni che sono impossibili da elencare? La generosità di Dio per la famiglia umana è talmente grande che non si può immaginare di più. Quando Egli mandò il proprio Figlio in questo mondo, diede tutto il cielo. Il Suo amore è senza uguali e non si fermerà mai.7ACB 55.2

    Secondo il ragionamento umano, il piano di salvezza è stato uno spreco della misericordia e delle risorse. In verità, questo piano è stato realizzato, affinché l’uomo potesse restaurare l’immagine di Dio in sé. L’espiazione di Gesù è in grado di garantire a tutti la salvezza eterna. La presunta prodigalità di Maria è un esempio dei metodi di Dio nel piano di salvezza, perché la natura e la grazia in relazione tra loro, esprimono la pienezza nobilitante della Sacra Sorgente. (MS 28, 1897)7ACB 55.3

    14-16 - Nessun peccato è inaspettato - (Marco 14:10,11; Luca 22:3-5; 1 Timoteo 6:10)7ACB 56.1

    L’amore per il denaro nel cuore di Giuda stava crescendo esercitando le sue scaltre capacità. La sua abilità nella pratica finanziaria, se fosse stata plasmata dallo Spirito Santo, sarebbe stata di grande aiuto per la piccola chiesa nascente e se il suo spirito fosse stato santificato, avrebbe avuto una visione chiara, un discernimento corretto per apprezzare le cose celesti. Purtroppo però, Giuda ha amato la politica del mondo. Il suo peccato non era un’azione inaspettata, anzi era intrigante, perché egli era un egoista e lo spirito parsimonioso si era impossessato di lui, al fine di convincerlo a vendere il suo Signore per una miserabile somma di denaro. (MS 28, 1897)7ACB 56.2

    Due tipi di esperienza da Giuda7ACB 56.3

    Ci sono due tipi di esperienza nella vicenda di Giuda; dare spettacolo e l’elaborazione interna. Nella mente di Giuda, il divino e l’umano erano al lavoro. Satana stava elaborando il lato umano, e Cristo il lato divino.7ACB 56.4

    Il Signore Gesù desiderava vedere sorgere in Giuda i Suoi privilegi, ma il lato umano del suo personaggio fu confuso con i sentimenti religiosi che alla fine prevalsero come attributi essenziali. Con questa visione delle cose, egli aveva invitato Satana ad entrare nel suo cuore e prendere possesso di tutto il suo essere. Se Giuda avesse praticato gli insegnamenti di Cristo, egli si sarebbe arreso al Maestro, avrebbe consacrato il suo cuore pienamente a Dio. (MS 28, 1897)7ACB 56.5

    Una frode religiosa7ACB 56.6

    Il caso di Giuda mi è stato presentato come una lezione per tutti. Giuda accompagnò Cristo attraverso l’intero periodo del ministero pubblico del Salvatore. Egli aveva ricevuto tutto quello che Cristo avrebbe potuto dargli. Se avesse usato le sue capacità con diligenza sul serio, avrebbe potuto accumulare i propri talenti. Se avesse accumulato le benedizioni invece che le critiche, il Signore si sarebbe servito di lui per far avanzare il Suo regno. Invece Giuda divenne uno speculatore. Pensò che avrebbe potuto gestire le finanze della chiesa e, grazie alla sua astuzia nel mondo degli affari, ottenere profitti.7ACB 56.7

    Il suo cuore era diviso. Egli amava le lodi del mondo, e quindi si rifiutò di rinunciare al mondo per Cristo. I suoi interessi personali presero sopravvento sugli interessi eterni. La sua religione era superficiale, per questa ragione speculò sul suo Maestro e lo consegnò ai sacerdoti, pienamente convinto che Gesù non si sarebbe lasciato prendere. Giuda era una frode religiosa. Aveva tenuto un elevato standard per gli altri, ma non riuscì a raggiungere lo standard della Bibbia. Nella sua vita egli non aveva accettato la religione di Cristo. Quanti oggi sono come Giuda che tradiscono il loro Signore? Coloro che seguono pratiche disoneste nel mondo degli affari, non hanno capito il sacrificio di Cristo e quindi ascoltano l’ordine di Satana. La speculazione per la sete di guadagno non fa parte di un uomo che ha fede, che opera per amore, che desidera purificare l’anima. (Letter 40, 1901)7ACB 57.1

    Gesù affronta con saggezza Giuda — (Marco 3:19)7ACB 57.2

    Gesù, sapeva che Giuda, uno dei dodici, era posseduto dal demone dell’egoismo. Sapeva che questo Suo discepolo lo avrebbe tradito, eppure non lo rigettò, non lo scacciò via. Egli preparava i suoi discepoli per la Sua morte e l’ascensione. Se Gesù lo avesse allontanato, Satana lo avrebbe utilizzato per diffondere zizzania, che in ogni caso sarebbe stato molto difficile da spiegare. I leader della nazione ebraica erano alla ricerca di qualcosa che si potesse usare contro la Verità proclamata da Gesù. Il Salvatore sapeva che Giuda, se fosse stato respinto dal collegio degli apostoli, avrebbe potuto interpretare male e mistificare le Sue dichiarazioni; che gli ebrei avrebbero accettato una falsa versione delle Sue parole e che questa versione avrebbe portato un terribile danno per i discepoli; lasciare nella mente dei nemici di Cristo l’impressione che gli ebrei fossero giustificati ad avere tale atteggiamento verso Gesù ed i Suoi seguaci. Quindi Cristo non scacciò Giuda dalla Sua presenza, anzi lo tenne al Suo fianco per impedire che la sua influenza negativa danneggiasse l’opera. (RH, May 12, 1903).7ACB 57.3

    26 — 29 - Vedi commento di EGW al cap. l Corinzi 11: 18-34, 23-267ACB 57.4

    28 — Il calice della pace - (1 Corinzi 11:25)7ACB 57.5

    Vedi commento di EGW al cap. Levitico 17:11)7ACB 57.6

    Il sacrificio espiatorio era colmo. La nuova alleanza, sigillata con il sangue, fu versata per molti in remissione dei peccati. Cristo aveva dichiarato questo durante l’ultima cena. Quel calice era per quelli che avrebbero bevuto con fede, nella pace, per purificare la propria anima. In esso era il balsamo di Galaad, che Dio aveva fornito per rispristinare la salute e la solidità per le anime colpite dal peccato. (Letter 108, 1899)7ACB 58.1

    31-35 (Marco 14:27-31, Luca 22:31-34, Giovanni 13:36-38; l Colossesi 10:12).7ACB 58.2

    L’auto-sufficienza7ACB 58.3

    Oggi, molti hanno preso il posto di Pietro per quanto riguarda la fiducia in sé stessi, dichiarando che non avrebbero mai rinnegato il proprio Signore. È a causa della loro auto-sufficienza che essi cadono facile preda ai comandi di Satana. Coloro che ammettono di essere deboli, dovrebbero confidare in un potere superiore. Invece, chi confida in sé stesso, sarà facilmente sconfitto. Ricordiamoci, se non teniamo conto delle precauzioni che Dio ci dà, il nostro fallimento è certo. Cristo non salva dalle ferite colui, che spontaneamente si sottomette al nemico. Comportandosi con autosufficienza pretende di sapere più del Signore e continua ad andare avanti con le proprie forze. A questo punto arrivano le sofferenze e si conduce una vita da monco, oppure si è sconfitti fino alla morte. (MS 115, 1902)7ACB 58.4

    36-46 (Marco 14:32-42, Luca 22:39-46;7ACB 58.5

    Vedi commento di EGW al cap. Ecclesiaste 8:117ACB 58.6

    Satana cercò di piegare Cristo7ACB 58.7

    Al pensiero della grave colpa del mondo, Cristo sentiva il bisogno di ritirarsi in solitudine. Gli ospiti delle tenebre erano lì per far apparire a Cristo il peccato nella sua grandezza e nel modo più orribile possibile. Nel suo odio verso Dio e verso Suo governo, il nemico mostra il suo vero carattere, la sua irriverenza e il suo disprezzo. Satana portò l’iniquità fino al cielo e la fece apparire in proporzioni così gravi, che l’espiazione di Cristo potesse sembrare impossibile e che il Figlio di Dio, che voleva salvare il mondo, fosse schiacciato sotto la maledizione del peccato. Il lavoro del nemico sempre vigile, consisté nel presentare a Cristo la gravità della trasgressione in modo sproporzionato tale da provocare un così immenso dolore, che Egli non potesse rimanere in presenza degli esseri umani. Cristo non poteva sopportare che i Suoi discepoli fossero testimoni della Sua agonia, mentre contemplava il peccato del mondo. Nemmeno i Suoi più cari amici potevano essere in Sua compagnia. La spada della giustizia era stata sguainata e l’ira di Dio si posò sopra il sostituto dell’uomo, Cristo Gesù, l’Unigenito Figlio del Padre.7ACB 58.8

    Nel giardino di Getsemani Cristo sofferse al posto dell’uomo e la natura umana di Figlio di Dio vacillò sotto il peso della terribile colpa del peccato, fino a quando dalle sue labbra tremanti uscì un grido straziante: Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice, ma se non c’è altro modo per salvare l’uomo caduto, allora sia fatta la Tua volontà. La natura umana di Gesù sarebbe morta sotto l’orrore del peccato, perché non vi era nessun angelo del cielo che potesse sostenerlo durante questa agonia. Il potere che influì sulla giustizia retributiva del sostituto dell’uomo e suo garante, fu il potere che sostenne il sofferente Figlio di Dio sotto un enorme peso d’ira, che avrebbe dovuto cadere sul mondo peccaminoso. Cristo stava soffrendo la morte che era stata pronunciata sui trasgressori della legge di Dio.7ACB 59.1

    È una cosa spaventosa per un peccatore non pentito cadere nelle mani dell’Iddio vivente. Ciò è stato dimostrato con la distruzione del vecchio mondo tramite il diluvio e con il fuoco che distrusse gli abitanti di Sodoma. Ma ciò che fu ancor più spaventoso, fu l’agonia di Cristo, il Figlio di Dio infinito, mentre Egli portava l’ira di Dio a causa del mondo immerso nel peccato. Fu la conseguenza del peccato, la trasgressione della legge di Dio, e il giardino del Getsemani divenne preminente luogo di sofferenza per un mondo peccaminoso. Nessun dolore, nessuna sofferenza può essere misurato con ciò che ha sopportato il Figlio di Dio.7ACB 59.2

    L’uomo non è stato creato come portatore del peccato e quindi non saprà mai che cosa sia la maledizione che il Salvatore ha dovuto subire.7ACB 59.3

    Nessun dolore può essere paragonato con il dolore di Colui sul quale scese l’ira di Dio con tale forza. La natura umana può sopportare un numero limitato di prove. L’uomo finito può sopportare un test del finito, altrimenti soccomberebbe, ma la natura di Cristo ebbe una maggiore capacità di sofferenza, perché Egli come uomo era unito alla natura divina, per poter portare i peccati del mondo perduto. L’agonia di Cristo si estese, aumentò e diede una concezione più estesa del carattere del peccato. Il Signore userà la punizione per coloro che continuano a vivere nel peccato, perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna. (MS 35, 1895)7ACB 60.1

    Eden e Getsemani — (Genesi 3:1-24)7ACB 60.2

    La Parola del Signore presenta il giardino d’Eden con la sua disubbidienza e il giardino del Getsemani con la sua ubbidienza. Quale magnifica opera era il giardino dell’Eden! Quanto è stato coinvolto nel fatale atto di assaggiare il frutto proibito! Molti, trasgredendo la legge di Dio continuano a seguire le stesse orme di disubbidienza. Quando gli uomini egoisticamente entrano in un corso di disubbidienza a Dio, lo fanno con impercettibilità. Entrando in tentazione, essi non calcolano le conseguenze; se alcuni fanno deboli sforzi, gli altri non fanno niente. E quando i libri saranno aperti, Dio troverà di essere stato rinnegato in una cosa e disonorato in un’altra. E quando i libri saranno aperti sempre di più, tutte le azioni dei non credenti saranno rivelate. La Parola di Dio non è stata studiata da loro, pertanto, le loro azioni non sono il risultato di mangiare la carne e bere il sangue del Figlio di Dio. (Letter 69, 1897)7ACB 60.3

    Il giardino d’Eden con la sua macchia di disubbidienza, deve essere studiato con cura e confrontato con il giardino del Getsemani, dove il Redentore del mondo ha sofferto l’agonia sovrumana quando i peccati di tutto il mondo furono messi su di Lui…Adamo non si era fermato a calcolare le conseguenze della sua disubbidienza. (MS 1, 1892).7ACB 60.4

    39 - Vedi commento di EGW al cap. Romani 8:117ACB 60.5

    42 - Più forte del desiderio umano — (Marco 14:36, Luca 12:50, 22:42, 53; Filippesi 2:7)7ACB 60.6

    La natura umana di Cristo era simile alla nostra e la sofferenza fu sentita da Lui molto di più a causa della Sua natura spirituale, perché Egli era libero da ogni macchia di peccato. Quindi il Suo desiderio di rimozione della sofferenza fu più forte di quanto gli esseri umani possano sperimentare. La Parola ci rivela quanto intenso fu il desiderio per l’umanità di Cristo di sfuggire al dispiacere di un Dio offeso; quanto la Sua anima desiderava il sollievo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre a me, senza che io lo beva, sia fatta la Tua volontà…Ecco, l’ora è giunta e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani del nemico.7ACB 61.1

    Cristo non era costretto a fare quel passo. Egli aveva contemplato quella lotta. Ai Suoi discepoli Egli aveva detto: Ora io ho un battesimo di cui devo essere battezzato, e come sono angustiato finché non sia compiuto... Luca 12:50 “... ma questa è la vostra ora e la potestà delle tenebre”. Luca 22:537ACB 61.2

    Cristo offerse la Sua vita per salvare il mondo. (ST, Dec. 9, 1897)7ACB 61.3

    43 - Immagine di una chiesa addormentata7ACB 61.4

    In questa ora terribile della natura umana di Cristo, Egli desiderava la simpatia dei Suoi discepoli. Si alzò per la seconda volta e li trovò addormentati. Ma quel sonno non era profondo, ma dormiveglia. Essi avevano un limitato senso riguardo alla sofferenza e all’angoscia del loro Signore. Gesù li stava osservando con tenerezza, amore e pietà. In quei discepoli addormentati, Cristo vide la Sua chiesa in uno stato di dormiveglia, che invece di vegliare, dorme.7ACB 61.5

    (Sufferings of Christ, pp.19,20)7ACB 61.6

    57 - Non è necessario chef siano strumenti di ingiustizia7ACB 61.7

    Caiafa era colui che ricopriva il ruolo di Sommo Sacerdote quando il simbolo si incontrò con la realtà, quando il vero Sommo Sacerdote iniziò a officiare. Ogni attore della storia ha il suo destino e ha un suo posto; perché la grande opera di Dio in accordo al suo piano, sarà fatta da uomini che si sono preparati per occupare delle posizioni per il bene o per il male. Quando gli uomini si oppongono alla giustizia, diventano strumenti di ingiustizia; pur non essendo costretti ad agire così. Non c’è motivo per cui debbano trasformarsi in strumenti di ingiustizia, tantomeno come Caino fu obbligato ad esserlo. (RH June 12, 1900)7ACB 61.8

    63, 64 - Un momento meraviglioso - (Marco 14:61,62; Luca 22:70)7ACB 62.1

    Questo fu uno dei momenti in cui Cristo pubblicamente confessò di essere il Messia, Colui per il quale i giudei avevano atteso a lungo. Per Cristo, questo fu uno dei momenti più belli della Sua vita. Si rese conto che era ora di gettare via la maschera. La dichiarazione che Egli era Uno con il Padre doveva essere fatta apertamente. I Suoi giudici lo consideravano solo un uomo, e lo resero colpevole di presunzione blasfema. Ma Egli stesso proclamò di essere il Figlio di Dio e confermò di avere il carattere divino davanti ai dignitari che lo avevano chiamato in giudizio. Le parole pronunciate con calma, ma con potere, dimostrarono che Egli aveva veramente le prerogative del Figlio di Dio. (MS 111, 1897)7ACB 62.2

    65 — Gli abiti sacerdotali non sono in affitto7ACB 62.3

    Il modello delle vesti sacerdotali fu mostrato a Mosè sul monte. Ogni abbigliamento usato dal Sommo Sacerdote, doveva essere fatto secondo una precisa istruzione. Quegl’indumenti erano stati consacrati per i momenti più solenni. Con essi era stato rappresentato il carattere dell’anti-tipo, ossia di Gesù Cristo. Con essi il sacerdote fu coperto di gloria e di bellezza, oltre a conferire dignità alla sua comparizione. Quando il sacerdote rivestiva quegli abiti, fungeva da rappresentate del popolo d’Israele e con le sue vesti mostrava la gloria che Israele doveva mostrare al mondo come popolo eletto di Dio. Niente altro che la perfezione degli abiti e l’atteggiamento in spirito e nella parola sarebbero graditi da Dio. Egli è Santo e la Sua gloria e la perfezione devono essere rappresentate attraverso il servizio terreno in maniera impeccabile. La perfezione degli indumenti sacerdotali rappresentava la sacralità del culto celeste. L’uomo finito poteva umiliare il proprio cuore, mostrando uno spirito contrito e indossando solo gli indumenti sacrali originali, non presi in affitto. (YI June 7, 1900)7ACB 62.4

    Un aspetto esteriore7ACB 62.5

    Da quando Cristo dichiarò di essere il Figlio di Dio, il sacerdozio di Caiafa divenne perverso, perché indossando l’abito sacerdotale preso in affitto, accusò il Santo d’Israele di bestemmia con finto orrore.7ACB 62.6

    Oggi, coloro che affermano di essere cristiani sono in pericolo mettendo in mostra un pentimento esteriore, mentre il loro cuore non è stato sottomesso né intenerito davanti a Dio. Questo è il motivo per cui molti continuano a fare errori nella vita cristiana. L’aspetto esteriore del dolore è falso e il loro pentimento non è sincero. (RH June 12, 1900)7ACB 63.1

    Cuore di Cristo a disposizione di tutti7ACB 63.2

    Quanto è stato diverso il vero Sommo Sacerdote da quelli falsi e corrotti come Caiafa! Cristo puro e senza macchia di peccato si presentò davanti al falso sacerdote. Egli pianse a causa della trasgressione di ogni essere umano. Egli prese su di sé anche la colpa di Caiafa. Gesù conosceva l’ipocrisia che abitava nell’anima del sacerdote mentre si stracciava la tunica. La veste di Cristo non era presa in affitto, mentre la Sua anima era in affitto per chiunque. Il Suo vestito carnale si squarciò sulla croce perché diventò portatore del peccato della razza umana. Con la Sua sofferenza e la morte si aprì una nuova via per gli esseri umani. (RH, June 12, 1900)7ACB 63.3

    Un divieto positivo — Levitico 10:67ACB 63.4

    Era consuetudine generale affittare gli indumenti in occasione della morte di amici. L’unica eccezione, era il caso del sommo sacerdote. Anche ad Aaronne, dopo aver perso i suoi due figli, perché non glorificavano Iddio, era vietato mostrare il dolore lacerando le sue vesti. Quel divieto fu positivo. (MS 102, 1897)7ACB 63.5

    E Mosè disse ad Aaronne, ad Eleazar e ad Ithamar, suoi figli: Non andate a capo scoperto e non vi stracciate le vesti, affinché non muoiate. (Levitico 10:6)7ACB 63.6

    La sentenza di condanna pronunciata contro innocenti7ACB 63.7

    Stracciandosi le vesti con un finto zelo, il sommo sacerdote avrebbe potuto essere chiamato in giudizio davanti al Sinedrio. Egli aveva pronunciato la sentenza per Cristo, come bestemmiatore, agendo contro il comandamento del Signore. Egli si era esibito davanti a Cristo come giudice sacerdotale, come un officiante dell’alta carica, nonostante non fosse stato incaricato da Dio. La sua veste sacerdotale era stata presa in prestito, al fine di impressionare la gente con il suo orrore per il peccato di bestemmia ed il cuore pieno di malvagità. Egli agiva sotto ispirazione di Satana. Sotto uno splendido vestito sacerdotale, egli stava compiendo l’opera del nemico di Dio. Quell’atto venne ripetuto più volte da sacerdoti ed altri capi.7ACB 63.8

    L’indumento preso in affitto da Caiafa fece concludere il suo sacerdozio. Con la propria azione egli stesso aveva cancellato il servizio sacerdotale. Dopo la condanna di Cristo, non fu in grado di agire senza mostrare le passioni più irragionevoli. La sua coscienza tormentata lo perseguitava, ma nonostante questo non sentiva alcun pentimento. La religione di quelli che crocifissero Cristo era fasulla. I presunti paramenti sacri dei sacerdoti, nascondevano cuori pieni di corruzione, malignità e criminalità. Dimostravano una finta pietà. Questo tipo di sacerdoti non erano nominati da Dio, ma da un governo di increduli. La posizione del sacerdote si poteva comprare o vendere, e Caiafa ottenne l’incarico in quel modo. Lui non era un sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec, su richiesta di Dio. Egli era stato comprato e venduto per un servizio malvagio. Egli non sapeva che cosa volesse dire essere ubbidiente a Dio. La sua forma di pietà gli diede il potere per opprimere gli altri. (MS 102, 1897)7ACB 64.1

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