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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Capitolo 22:1,2

    Vedi commento di EGW al cap. Matteo 26:37ACB 101.6

    3-5 - (Matt. 26:14 - 16, Marco 14:10, 11; Giovanni 13:2, 27)7ACB 101.7

    A pasqua il caso di Giuda fu deciso. Satana aveva preso il controllo del suo cuore e della sua mente. Egli (Giuda) sapeva che Cristo sarebbe stato consegnato nelle mani dei Suoi nemici e quindi crocifisso. In ogni caso, voleva fare un accordo e tradire il suo Signore. Andò dai sacerdoti e si offrì di consegnare loro Gesù. Fu così che il Signore venne venduto come schiavo, acquistato con il denaro del tempio che veniva utilizzato per l’acquisto dei sacrifici. (ST, Dec. 1, 1912)7ACB 101.8

    31, 32. - Vedi commento di EGW al cap. Matteo 16:22, 237ACB 102.1

    31-34 - (Matt. 26:31 - 35; Marco 14:29-31)7ACB 102.2

    Pietro tentato da Satana - (Luca 22:31)7ACB 102.3

    Quanto reale era l’amicizia tra Gesù e Pietro! Quanto compassionevole e intenso era il Suo avvertimento! Pietro aveva dichiarato con orgoglio e sicurezza che non avrebbe mai tradito Gesù. Egli disse: Signore, io sono pronto ad andare con te in prigione e alla morte. La fiducia in sé stesso dimostrò la sua rovina. Egli aveva permesso a Satana di tentarlo e cadde nel laccio dell’astuto nemico. Nel momento in cui Cristo aveva più bisogno di lui, egli passò dalla parte del nemico e apertamente rinnegò il suo Signore. (MS 115, 1902)7ACB 102.4

    39 — 46 - Vedi commento di EGW al cap. Matteo 26:36-467ACB 102.5

    42 - (Matteo 26:42, Marco 14:36, vedi commento di EGW al cap. romani 8:11)7ACB 102.6

    Il Padre è accanto ad ogni anima che lotta7ACB 102.7

    Se Cristo ha potuto vincere grazie alla forza divina, allo stesso modo ogni anima può superare le tentazioni. Dio era accanto a Cristo nel giardino del Getsemani e da quell’esperienza possiamo imparare ad avere fiducia nel nostro Padre celeste in ogni luogo e in ogni tempo. Dobbiamo credere che Egli è affettuoso, vero e fedele, in grado di mantenere le Sue promesse nel prendersi cura di noi. Durante l’agonia struggente di Cristo, nostro Sostituto e nostra Garanzia, il Padre era accanto a Suo Figlio, ed Egli è accanto ad ogni anima che lotta contro lo scoraggiamento e contro le difficoltà. (Letter 106, 1896)7ACB 102.8

    42, 43 - Gabriele incoraggia Cristo7ACB 102.9

    Nella crisi estrema, quando il cuore e l’anima si lasciarono annientare dal peso del peccato, fu inviato Gabriele per sostenere il divino sofferente a percorrere la Sua agonia segnata dal sangue, e mentre l’angelo sosteneva il Suo corpo straziato, permise a Cristo di bere l’amaro calice.7ACB 102.10

    Durante la Sua sofferenza, Cristo pianse a causa del mondo perduto e poi con le labbra insanguinate disse: Padre, se Tu vuoi allontana da me questo calice; però non la mia volontà, ma la Tua sia fatta! (ST, Dec. 9, 1897)7ACB 103.1

    43 — La vita nascosta in Cristo non può essere toccata7ACB 103.2

    La forza che Gesù ricevette nell’ora di angoscia fisica e mentale nel giardino del Getsemani, fu e sarà data a tutti coloro che soffrono per amore del Suo nome. La stessa grazia e lo stesso conforto che è stato dato a Gesù, può essere dato ad ogni figlio credente di Dio che si trova minacciato, o in carcere o perfino subisce la morte per mano degli agenti di Satana. Nessuna anima che confida in Cristo sarà lasciata a soccombere. La tortura, la crudeltà possono uccidere il corpo, ma non possono toccare la vita che è nascosta con Cristo in Dio. (ST, June 3, 1897)7ACB 103.3

    44 — Cristo non finge la Sua umanità - (Filippesi 2:5-8; Ebrei 2:14-17)7ACB 103.4

    Riguardo a Cristo è stato scritto: ed essendo in agonia, Egli pregava vie più intensamente, e il Suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadevano a terra. Abbiamo bisogno di realizzare la verità della virilità di Cristo, al fine di apprezzare la Verità delle parole di cui sopra. L’umanità di Cristo non era finzione. Egli prese la natura umana e visse con la natura umana. I miracoli da Lui non erano fatti a nome Suo. Egli era circondato da infermità, ma la Sua natura divina conosceva chi era l’uomo. Egli non aveva bisogno di avere alcuna testimonianza riguardo a questo, perché sulla terra per la Sua missione gli era stato dato lo Spirito senza misura.7ACB 103.5

    La vita di Cristo rappresenta una umanità perfetta. Egli prese la stessa natura umana che abbiamo tutti noi. Caricò su di sé le nostre infermità. Egli non ebbe solo la carne come noi, ma fu fatto a somiglianza della carne di peccato. I Suoi attributi divini furono trattenuti durante l’angoscia dell’anima e le sofferenze corporali. (Letter 106, 1896)7ACB 103.6

    44, 53 (vedi commento di EGW al cap. Matteo 26:42)7ACB 103.7

    Passando nelle mani delle potenze delle tenebre7ACB 104.1

    Se gli esseri umani avessero potuto vedere lo stupore e il dolore degli angeli mentre osservavano in silenzio il dolore del Padre che allontanava i raggi della luce d’amore e di gloria da Suo Figlio, essi avrebbero potuto meglio comprendere l’oltraggiosità del peccato ai Suoi occhi. Mentre il Figlio di Dio nel giardino del Getsemani era chino in preghiera, l’agonia del Suo spirito sprigionava il sudore come gocce di sangue. E proprio in quel momento scese su Cristo la grande oscurità, perché i peccati del mondo erano su di Lui. Gesù soffriva al posto dell’uomo come fosse trasgressore della legge di Suo Padre. E qui si ripeté la scena della tentazione. La luce divina di Dio si era allontanata dalla Sua visione, ed Egli fu sottoposto alle potenze delle tenebre. Mentre Egli giaceva in agonia sulla terra fredda, stava realizzando lo stupore del Padre. La coppa della sofferenza di Cristo era stata presa dalle labbra del colpevole, ed era stata sottoposta a Lui, nostro Sostituto, perché l’uomo potesse ricevere il calice della benedizione. L’ira che sarebbe dovuta cadere sull’uomo, stava scendendo su Cristo. (Sufferings of Christ, pp.17,18)7ACB 104.2

    45 - Vedi commento di EGW al cap. Matteo 26:437ACB 104.3

    54 - Vedi commento di EGW al cap. Matteo 26:37ACB 104.4

    70 — È ora di parlare - (Matteo 10:32, 26:63, 64: Marco 14:61, 62).7ACB 104.5

    Quando fu chiesto a Gesù: Sei Tu il Figlio di Dio? Gesù sapeva che se avesse confermato, la Sua condanna a morte sarebbe stata sicura; in caso di negazione, avrebbe lasciato una macchia sulla Sua umanità. C’era un tempo per tacere e un tempo per parlare. Fino a quando non fu interrogato in modo preciso, le risposte di Gesù furono sfuggenti. Nelle sue lezioni ai Suoi discepoli, Cristo aveva dichiarato: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Quando Gesù fu sfidato durante l’interrogatorio, non negò mai di essere in comunione con il Padre. In quel momento solenne, il Suo carattere fu messo in gioco e doveva essere vendicato. In quell’occasione Egli diede un esempio all’uomo, perché lo potesse emulare in circostante analoghe.7ACB 104.6

    Con il Suo atteggiamento, Cristo insegnò a non spostare la propria fede per sfuggire alla sofferenza o addirittura alla morte. (3SP 127)7ACB 105.1

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