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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Appendice C

    Seconda Parte

    L’applicazione Sommo Sacerdotale Dell’espiazione

    1. Applica i benefici di un sacrificio espiatorio completo.7ACB 565.1

    Questi sono i nostri temi: Cristo crocifisso per i nostri peccati, Cristo resuscitato dai morti, Cristo nostro intercessore davanti a Dio; e strettamente relazionata a questi argomenti c’è l’opera dello Spirito Santo. (Evangelism, p 187) 7ACB 565.2

    Il sacrificio supremo era stato consumato e accettato, e lo Spirito Santo, che era sceso nel giorno della Pentecoste, aveva orientato le menti dei discepoli dal santuario terreno verso quello del cielo, dove Gesù era entrato grazie al suo stesso sangue, per assicurare ai suoi discepoli i benefici della sua propiziazione. (Early Writings pag. 260)7ACB 565.3

    Il nostro Salvatore sta intercedendo in nostro favore nel santuario. E’ il nostro Sommo Sacerdote intercessore, che fa un sacrificio espiatorio per noi, e presenta in nostro favore l’efficacia del suo sangue. (Fundamentals of Christian Education, p. 370) 7ACB 565.4

    Tutti quelli che rompono con la schiavitù e il servizio a Satana e sono disposti a rimanere sotto la bandiera insanguinata del principe Emanuele, saranno protetti dall’intercessione di Cristo. Lui, il nostro Mediatore, seduto alla destra del Padre, ci ha sempre davanti, perché ci protegga attraverso la sua intercessione mentre ci riscatta attraverso il suo sangue. Se ci lasciasse per un solo istante, Satana sarebbe lì pronto a distruggerci. Quelli che ha acquisito col suo sangue, li protegge attraverso la sua intercessione. (Manuscript 73, 1893) 7ACB 565.5

    Grazie a Dio che Colui che sparse il suo sangue per noi, vive per pregare in nostro favore, per intercedere per ogni anima che lo riceve. . . Dobbiamo sempre ricordare l’efficacia del sangue di Gesù. Il sangue purificatore e sostenitore della vita, accettato mediante la fede vivente, è la nostra speranza. Il nostro apprezzamento per il suo valore inestimabile dovrebbe crescere, perché parla in nostro favore solo quando gridiamo per fede la sua virtù, se abbiamo la coscienza pulita e siamo in pace con Dio. È rappresentato come il sangue che perdona, inseparabilmente relazionato alla resurrezione e alla vita del nostro Redentore, illustrato dalla corrente ininterrotta che procede dal trono di Dio, l’acqua del fiume della vita. (Letter 87, 1894)7ACB 565.6

    Cristo morì per adempiere al sacrificio espiatorio per i nostri peccati. Come nostro Sommo Sacerdote intercede per noi alla destra del Padre. Mediante il sacrificio della sua vita ottenne la nostra redenzione. La sua espiazione è effettiva per tutti quelli che sono disposti a umiliarsi, e a ricevere Cristo come loro esempio in tutto. Se il Salvatore non avesse dato la sua vita in propiziazione per i nostri peccati, tutta la famiglia umana sarebbe perita; non avrebbe avuto diritto al cielo. Per mezzo della sua intercessione, noi per fede, il pentimento, e la conversione, possiamo diventare partecipi della natura divina, essendo fuggiti dalla corruzione che c’è nel mondo a causa della concupiscenza. (Manuscript 29, 1906)7ACB 566.1

    Questa preghiera [quella di Giovanni 17] è una lezione sull’intercessione che il Salvatore avrebbe compiuto dentro al velo, quando il suo grande sacrificio in favore degli uomini sarebbe stato compiuto: l’offerta di sé stesso. Il nostro Mediatore ha dato ai suoi discepoli questa illustrazione del suo ministero nel santuario celeste in favore di tutti coloro che vengono a lui con mansuetudine e umiltà, spogliati da ogni egoismo e credendo nel potere di Cristo per salvare. (SDA Bible Commentary, vol. 5, p. 11457ACB 566.2

    2. L’intercessione applica e completa la transazione effettuata alla croce7ACB 566.3

    L’intercessione del Cristo in favore dell’uomo nel santuario celeste è indispensabile per il piano della salvezza, come lo è stata la sua morte sulla croce. Dopo la resurrezione, Gesù andò a completare in cielo l’opera iniziata sulla croce. Noi, per fede, dobbiamo penetrare al di là del velo «... dove Gesù è entrato per noi qual precursore...” (Ebrei 6:20). E là che si riflette la luce della croce del Calvario; è là che possiamo avere una visione più chiara del mistero della redenzione. (GC, p. 382)7ACB 566.4

    Le parole di Cristo sul pendio della montagna furono l’annuncio che il suo sacrificio a favore degli uomini era totale e completo.7ACB 566.5

    Le condizioni dell’espiazione si erano compiute; l’opera per la quale era venuto in questo mondo era stata portata a termine. Aveva conseguito il regno. Lo aveva strappato a Satana e ora era l’erede di tutto, era in cammino verso il trono di Dio, per essere onorato dagli angeli, dai principati e dalle potestà. Aveva iniziato la sua opera di mediazione. Rivestito di autorità illimitata, diede il suo incarico ai discepoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Manuscript 138, 1897) 7ACB 567.1

    Grazie a Dio che Chi ha versato il proprio sangue per noi vive per pregare in nostro favore, per intercedere per ogni anima che lo riceve. “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità”. Il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato. Dice cose migliori del sangue di Abele, perché Cristo vive sempre per intercedere per noi. Dobbiamo tenere presente sempre l’efficacia del sangue di Gesù. (Letter 87, 1894)7ACB 567.2

    Gesù è davanti al Padre, che offre continuamente un sacrificio per i peccati del mondo. Egli è il ministro del vero tabernacolo, che Dio ha elevato e non l’uomo. Le offerte tipiche del tabernacolo ebraico non possiedono nessuna virtù. Non c’è più bisogno di una espiazione quotidiana o annuale. Ma in considerazione del fatto che i peccati vengono commessi in modo permanente, il sacrificio espiatorio del Mediatore celeste è essenziale. Gesù, il nostro grande Sommo Sacerdote, officia per noi alla presenza di Dio, e offre a nostro favore il suo sangue versato. (The Youth’s Instructor — April 16, 1903)7ACB 567.3

    Grazie alla sua vita immacolata, la sua ubbidienza e la sua morte sulla croce del Calvario, Cristo intercede per la razza perduta. E ora, il Capitano della nostra salvezza non intercede per noi come un mero supplicante, ma come un vincitore che reclama la sua vittoria. La Sua offerta è un’offerta completa, e mentre il nostro Intercessore termina il compito che si è imposto, davanti a Dio sostiene l’incensiere che contiene i propri meriti immacolati, le preghiere, le confessioni e le azioni buone del suo popolo. Profumate con la fragranza della sua giustizia, ascendono a Dio in odore soave. L’offerta è completamente accettata, e il perdono copre ogni trasgressione.7ACB 567.4

    Per il vero credente Cristo è sicuramente il ministro del santuario, che officia per lui, e che parla attraverso gli strumenti indicati da Dio. (The Signs of the Times, Feb. 14, 1900) 7ACB 568.1

    Nelle corti celesti, Cristo sta supplicando per la sua chiesa: intercedendo in favore delle anime per le quali Egli ha pagato con il proprio sangue il prezzo di riscatto. I secoli e i millenni non possono diminuire l’efficacia del suo sacrificio espiatorio. Né vita né morte, né altezza né profondità, possono separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù; e questo non perché noi ci teniamo stretti a lui ma perché Egli ci tiene stretti a sé. (AA, pp. 552,553)7ACB 568.2

    Gesù è il nostro grande Sommo Sacerdote nei cieli. Cosa sta facendo? Egli sta effettuando un’opera d’intercessione e espiazione in favore dei suoi figli che credono in Lui. (Testimonies to Ministers, p. 37)7ACB 568.3

    Ci avviciniamo a Dio attraverso Gesù Cristo, il Mediatore, l’unica via attraverso la quale si ottiene il perdono dei peccati. Dio non può perdonare i peccati a costo della sua giustizia, della sua santità e della sua verità. Ma perdona i peccati e lo fa completamente. Non ci sono peccati che non vuole perdonare nel Signore Gesù Cristo e per mezzo di lui. Questa è l’unica speranza del peccatore, e se lui riposa in questo con fede sincera, può essere certo che sarà completamente e ampiamente perdonato. C’è solo un canale che è accessibile a tutti, e attraverso di lui si trova alla portata dell’anima penitente e contrita un perdono ricco e abbondante, persino per i peccati più oscuri. 7ACB 568.4

    Queste lezioni furono insegnate al popolo eletto di Dio migliaia di anni fa; sono state ripetute attraverso simboli e figure in modo che l’opera di questa verità potesse essere rimarcata in ogni cuore. Senza spargimento di sangue non c’è remissione dei peccati. (Letter 12, 1892) 7ACB 568.5

    Cristo morì per noi, e nel ricevere la sua perfezione, abbiamo diritto al cielo. Dà loro la possibilità di diventare figli di Dio a tutti quelli che credono in lui. Come Lui vive, anche noi vivremo. È il nostro avvocato davanti al tribunale celeste. Questa è la nostra unica speranza. (Manuscript 29, 1906) 7ACB 568.6

    Offrendo la propria vita, Cristo si è reso responsabile per ogni uomo e donna sulla terra. Egli sta alla presenza di Dio e dice: “Padre, io mi prendo la colpa di quest’anima, morirà se gli lascerò portare il peso del peccato, ma se si pente, sarà perdonata, il mio sangue la purificherà da ogni peccato”. Ho dato la mia vita per i peccati del mondo”. Se il trasgressore della legge di Dio è disposto a vedere in Cristo il suo sacrificio espiatorio, se crede in Colui che è capace di purificare ogni ingiustizia, Cristo non sarà morto invano per lui. (The Review and Herald, Feb. 27, 1900) 7ACB 568.7

    “In ogni cosa doveva essere simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo”. Il peccatore pentito crede in Gesù e lo accetta come suo personale Salvatore. In Lui vi è l’unica speranza. Egli onora i meriti del sangue di Cristo crocifisso e li presenta a Dio. Così, attraverso il sacrificio di Cristo innocente, ogni ostacolo viene rimosso e l’amore di Dio scaturisce in ricchi flussi di misericordia verso il peccatore. (Lettera 91, 1895) 7ACB 569.1

    Quando riconosciamo davanti a Dio che apprezziamo i meriti di Cristo, alle nostre intercessioni Cristo aggiunge il suo profumo. Oh, chi può valutare questa grande misericordia e questo grande amore! Quando ci avviciniamo a Dio attraverso la virtù dei meriti di Cristo, siamo coperti dalle sue vesti sacerdotali. Ci mette al suo fianco; ci circonda con il suo braccio umano, e allo stesso tempo si afferra al trono dell’Infinito con il suo braccio divino. Pone i suoi meriti, come soave incenso, in un incensiere che ha tra le mani, per elevare e incoraggiare le sue richieste. Promette di ascoltare e rispondere alle loro suppliche. (Letter 22, 1898) 7ACB 569.2

    Ora Lui [Cristo] sta facendo espiazione per noi davanti al Padre. “Se qualcuno ha peccato, davanti al Padre ha un avvocato, Gesù Cristo il Giusto”. Indicando le palme delle sue mani forate dalla pazzia e dal pregiudizio degli uomini empi, Egli dice: “Ti ho scolpito sulle palme delle mie mani” (Isaia 49: 16). Il Padre si inchina e accetta il prezzo pagato per l’umanità, e gli angeli si avvicinano con riverenza alla croce del Calvario. Che sacrificio è questo! Chi lo potrà capire! Ci vorrà tutta l’eternità affinché l’uomo possa capire il piano di redenzione. Gli sarà rivelato poco per volta. (Manuscript 21, 1895)7ACB 569.3

    3. Il ministero di Cristo nel santuario celeste7ACB 569.4

    Siamo nel gran giorno dell’espiazione, e l’opera sacra di Cristo in favore del popolo di Dio sta terminando ora [1882] nel santuario celeste, dovrebbe essere motivo del nostro costante studio. (5T, p. 520) 7ACB 570.1

    Oh, se tutti potessero considerare il nostro prezioso Salvatore come Egli è: un Salvatore! Permettiamo che la sua mano rimuova il velo che nasconde ai nostri occhi la sua gloria. Egli appare in un luogo elevato e santo. Cosa vediamo? Il nostro Salvatore, non in un ambiente silenzioso e inattivo. È circondato da intelligenze celesti: cherubini, serafini, e angeli per decine di migliaia. Tutti questi esseri celesti hanno un proposito, che è al di sopra di tutti gli altri, e nel quale hanno un profondo interesse: la chiesa in mezzo a un mondo corrotto. (Letter 89 c, 1897) 7ACB 570.2

    Lui è nel luogo santo, non in un ambiente solitario e grandioso, ma circondato da decine di migliaia di esseri celesti, pronti agli ordini del Maestro. Ed Egli li invia per operare in favore del santo più debole che pone la sua fiducia in Dio. Provvede per loro lo stesso aiuto sia per il potente che per l’umile, sia per il ricco che per il povero. (Letter 134, 1899) 7ACB 570.3

    Non ponete la vostra influenza contro i comandamenti di Dio. Questa Legge è come Jehovah l’ha scritta nel tempio del cielo. L’uomo può calpestare la sua copia terrena, ma l’originale si conserva nell’Arca di Dio nel cielo; e sul coperchio di questa Arca, precisamente sopra questa legge, vi è il propiziatorio. Gesù è lì, davanti a questa Arca, per mediare per l’uomo. (Manuscript 6a, 1886 — SDA Bible Commentary, vol. 1, 1109) 7ACB 570.4

    Tutti dobbiamo avere presente il tema del santuario. Che Dio non permetta che la grande quantità di parole che procedono da labbra umane non sminuisca la fede del nostro popolo nella verità che c’è un santuario in cielo, e che una copia di questo santuario è stata edificata qui sulla terra. Dio desidera che il suo popolo familiarizzi con questa copia, tenendo sempre presente il santuario celeste, dove Dio è tutto in tutto. (Letter 233, 1904) 7ACB 570.5

    Gesù è il nostro Avvocato, il nostro Sommo Sacerdote, il nostro Intercessore. La nostra situazione è simile a quella degli israeliti nel giorno dell’espiazione.7ACB 570.6

    Quando il Sommo Sacerdote entrava nel Luogo santissimo, che è la rappresentazione del Luogo dove il nostro Sommo Sacerdote sta intercedendo ora, e spargeva il sangue espiatorio sul propiziatorio, fuori non si offrivano sacrifici espiatori mentre il sacerdote intercedeva davanti a Dio, ogni cuore pentito doveva inginocchiarsi e supplicare il perdono per la trasgressione. (The Signs of the Times — June 28, 1899) 7ACB 571.1

    4. La seconda fase del sacerdozio implica il giudizio7ACB 571.2

    Quando Cristo morì sulla croce per la razza umana, compì una fase del suo sacerdozio. Ora sta compiendo un’altra fase nel difendere davanti al Padre il caso del peccatore pentito e credente, e nel presentare davanti a Dio le offerte del suo popolo. Per aver preso su di sé la natura umana e per aver vinto in questa natura le tentazioni del nemico, considerando che ha una perfezione divina, gli è stato dato l’incarico di giudicare il mondo. Il caso di ognuno gli sarà presentato affinché sia rivisto. Lui pronuncerà la sentenza, e renderà a ogni uomo secondo le sue opere. (Manuscript, 42, 1901)7ACB 571.3

    5. Intercessione perpetua7ACB 571.4

    L’incenso, che saliva insieme alle preghiere di Israele, rappresentava i meriti e l’intercessione di Cristo, la sua perfetta giustizia, la quale per mezzo della fede è accreditata al suo popolo, ed è l’unica cosa che rende accettabile a Dio il culto degli esseri umani. Davanti al velo del luogo santissimo, c’è un altare d’intercessione perpetua; e davanti al luogo santo, un altare di espiazione continua. Dovevano avvicinarsi a Dio mediante il sangue e l’incenso, poiché queste cose simbolizzavano il grande Mediatore, per mezzo del quale i peccatori possono avvicinarsi a Jehovah, e tramite questo intervento, l’anima pentita e credente può ottenere misericordia e salvezza. (PP, p. 353)7ACB 571.5

    Mediante il servizio sacerdotale giudaico, si ricorda continuamente il sacrificio e l’intercessione di Cristo. Tutti quelli che vanno a Cristo oggi, devono ricordare che i suoi meriti sono l’incenso che si mescola con le preghiere di coloro che si pentono dai loro peccati, e ricevono perdono, misericordia e grazia. Noi abbiamo bisogno costantemente dell’intercessione di Cristo. (Manuscript 14, 1901) 7ACB 571.6

    6. Cristo a volte è Mediatore e Giudice7ACB 572.1

    Cristo è consapevole, per esperienza personale, del conflitto che dalla caduta di Adamo è rimasto attivo permanentemente. Quanto è appropriato, quindi, che Lui sia il Giudice. A Gesù, il Figlio dell’uomo, è stato affidato tutto ciò che riguarda il giudizio. C’è solo un Mediatore tra Dio e l’uomo. Solo per mezzo di Lui possiamo entrare nel regno dei cieli. Lui è la Via, la Verità e la Vita. Le sue frasi sono inappellabili. Lui è la Roccia dell’eternità, una fessura di roccia nascosta affinché ogni anima provata e tentata possa trovare un posto sicuro dove nascondersi. (The Review and Herald, March 12, 1901)7ACB 572.2

    “Il Padre non giudica nessuno, ma ha dato il giudizio al Figlio”. “Gli ha dato l’autorità di eseguire il giudizio, perché è il Figlio dell’uomo. Nella sua umanità, troviamo la ragione della nomina di Cristo. Dio ha affidato al Figlio tutto ciò che appartiene al giudizio, perché senza dubbio è Dio manifestato in carne. Dio ha deciso che il Principe della Sofferenza nell’umanità fosse il Giudice di tutto il mondo. Colui che discese dai cortili celesti per salvare l’uomo dalla morte eterna; denigrato e rifiutato dagli uomini, su cui hanno accumulato tutto il disprezzo di cui gli esseri umani ispirati da Satana sono capaci. Colui che si è presentato dinanzi a un tribunale terreno e che ha subito la morte ignominiosa della croce, egli solo pronuncerà la sentenza di ricompensa o castigo. Colui che si è sottomesso alla sofferenza e all’umiliazione della croce, avrà piena compensazione nel consiglio di Dio, e ascenderà al trono riconosciuto dall’universo celeste come Re dei santi. Lui ha intrapreso l’opera di salvezza, ed è in grado di terminare il compito che ha iniziato, l’ha manifestato dinanzi ai mondi non caduti e alla famiglia celeste. È Cristo che dà agli uomini la grazia del pentimento; il Padre accetta i suoi meriti a beneficio di ogni anima che decide di far parte della famiglia di Dio. In quel giorno di castigo e ricompensa finale, sia i santi che i peccatori riconosceranno in Colui che è stato crocifisso, il Giudice di tutti i viventi. (The Review and Herald, Nov. 22, 1898) 7ACB 572.3

    7. I meravigliosi risultati della mediazione sacerdotale di Cristo7ACB 572.4

    L’intercessione di Cristo è una catena d’oro saldamente unita al trono di Dio. Ha cambiato in preghiera il merito del suo sacrificio.7ACB 572.5

    Gesù prega e raggiunge il successo attraverso la preghiera. (Manuscript 8, 1892)7ACB 573.1

    Come nostro mediatore, Cristo opera incessantemente. Sia che gli uomini lo accettino o lo rifiutino, opera ferventemente a loro favore. Egli concede loro vita e luce, e lotta affinché il suo Spirito possa allontanarli dal servizio a Satana. E mentre il Salvatore opera, anche Satana opera con ogni inganno e ingiustizia, e con energia incrollabile. (The Review and Herald, March 12, 1901) 7ACB 573.2

    Il Salvatore doveva essere un Mediatore e rimanere tra l’Altissimo e il suo popolo. Attraverso questa disposizione è stato aperto un modo affinché il peccatore colpevole, trovasse accesso a Dio attraverso la mediazione di Qualcuno. Il peccatore non poteva presentarsi solo, sopportando la sua colpa e senza più meriti se non i propri. Solo Cristo poteva aprire la via presentando un’offerta uguale alle esigenze della legge divina. Era perfetto e incontaminato dal peccato. Era senza macchia né ruga. (ibid. Dec. 17, 1872)7ACB 573.3

    Cristo è il Ministro del vero tabernacolo, il Sommo Sacerdote di tutti quelli che credono che Lui è il loro personale Salvatore; e nessun altro può prendere il suo posto. È il Sommo Sacerdote della chiesa e ha un’opera da svolgere che nessun altro può svolgere. Con la sua grazia è in grado di proteggere ogni uomo dalla trasgressione. (The Signs of the Times, Feb. 14, 1900) 7ACB 573.4

    La fede nell’espiazione e nell’intercessione di Cristo ci manterranno fermi e irremovibili in mezzo alle tentazioni che abbondano nella chiesa militante. (The Review and Herald, June 9, 1896) 7ACB 573.5

    Il grande piano di redenzione rivelato nell’opera conclusiva di questi ultimi giorni, dovrebbe essere oggetto di un attento esame. Le scene relative al santuario celeste dovrebbero suscitare nelle menti e nei cuori di tutti un’impressione tale da metterli in condizione di produrre negli altri il dovuto effetto. Tutti hanno bisogno di una maggiore conoscenza dell’opera di espiazione che si svolge nel santuario celeste. Quando questa grande verità è vista e capita, quelli che la posseggono agiranno in piena armonia con Cristo nell’intento di preparare un popolo che possa sopravvivere nel gran giorno di Dio e la loro opera sarà coronata dal successo. (5T, p. 575)7ACB 573.6

    Ora nel Santuario Celeste si sta portando a termine l’opera di intercessione sacerdotale di Cristo in nostro favore. Ma quanto pochi si rendono realmente conto che il nostro grande Sommo Sacerdote presenta il proprio sangue davanti al Padre, reclamando come ricompensa del suo sacrificio tutte le grazie implicate nel suo patto per il peccatore che lo accetta come suo Salvatore personale. Questo sacrificio lo rende eminentemente capace di salvare al massimo tutti quelli che vanno a Dio per mezzo di lui, poiché vive per intercedere per loro. (Manuscript 92, 1899).7ACB 574.1

    Cristo come Sommo Sacerdote dietro il velo rende immortale il Calvario, che, anche se vive per Dio, muore costantemente al peccato, e in questo modo, se qualcuno pecca, ha un Avvocato davanti al Padre. Uscì dalla tomba circondato da una nuvola di angeli, rivestito di potenza e gloria meravigliosi: quella della Divinità e dell’umanità unite. Prese tra le sue mani il mondo su cui Satana intendeva presiedere, come fosse il suo territorio legittimo, e attraverso l’opera meravigliosa nel dare la sua vita, ristabilì il favore di Dio all’intera razza degli uomini. L’eco degli inni di trionfo raggiunsero tutti i mondi non caduti. Angeli, arcangeli, cherubini e serafini intonarono un inno di trionfo per quell’incredibile evento. (Manuscript 50, 1900) 7ACB 574.2

    Questo è il grande giorno dell’espiazione, e il nostro Avvocato è di fronte al Padre, che lo implora come nostro intercessore. Invece di vestirci con le vesti della propria giustizia, ogni giorno dovremmo umiliarci davanti a Dio, confessando i nostri peccati individuali, cercando il perdono delle nostre trasgressioni e cooperando con Cristo nell’opera di preparare le nostre anime affinché riflettano l’immagine divina. Manuscript 168, 1898 (SDA Bible Commentary, vol. 7, Ellen G. White Comments, on Hebrews 10:19-21)7ACB 574.3

    Come nostro Mediatore, Gesù era pienamente capace di portare avanti la sua opera di redenzione, ma, oh, a quale prezzo! L’immacolato Figlio di Dio fu condannato per i peccati ai quali non aveva partecipato, in modo che il peccatore, attraverso il pentimento e la fede, potesse essere giustificato dalla giustizia di Cristo, per la quale non aveva alcun merito personale. I peccati di tutti coloro che sono vissuti sulla terra furono depositati su Cristo, per dare testimonianza del fatto che nessuno ha bisogno di perdere nel conflitto con Satana.7ACB 574.4

    Sono stati predisposti provvedimenti affinché tutti possano attingere alla forza di colui che può salvare al massimo coloro che vanno a Dio per mezzo di Lui. Cristo ricevette su di sé la colpa della trasgressione dell’uomo, mentre deposita su tutti quelli che lo accettano per fede, quelli che tornano a essere leali a Dio, la propria giustizia immacolata. (The Review and Herald, May 23, 1899)7ACB 575.1

    Sostiene davanti al Padre l’incensiere dei suoi meriti in cui non c’è macchia di contaminazione terrena. Nell’incensiere aggiunge le preghiere, le lodi e le confessioni del suo popolo, e con esse pone la sua immacolata giustizia. Quindi l’incenso profumato con i meriti della propiziazione di Cristo, sale davanti a Dio che viene accettato completamente e interamente. Poi Cristo riceve buone risposte ... Il profumo di quella giustizia sale come una nuvola attorno al propiziatorio. Manuscript 50, 1900 (SDA Bible Commentary, vol. 6, on Roman 8:26,34) 7ACB 575.2

    8. Cristo è nostro Amico davanti al tribunale7ACB 575.3

    Il nostro grande Sommo Sacerdote sta supplicando di fronte al propiziatorio in favore del suo popolo redento ... Satana è alla nostra destra per accusarci, e il nostro Avvocato è alla destra di Dio per chiedere in nostro favore. Non ha mai perso un caso che gli è stato affidato. Possiamo fidarci del nostro Avvocato; perché presenta i suoi meriti a nostro favore. (The Review and Herald, Aug. 15, 1893) 7ACB 575.4

    Cristo non ha glorificato sé stesso diventando un Sommo Sacerdote. Dio lo ha designato sacerdote. Doveva essere un esempio per tutta la famiglia umana. Si è qualificato per essere, non solo il rappresentante della specie, ma il suo Avvocato, in modo che ogni anima possa dire, se lo desidera, ho un Amico in tribunale. È un Sommo Sacerdote sensibile alle nostre debolezze. (Manuscript 101, 1897)7ACB 575.5

    Gesù sta officiando alla presenza di Dio, offrendo il suo sangue versato, come se fosse stato un agnello [letterale] sacrificato. Gesù presenta l’oblazione offerta per ogni colpa e per ogni mancanza del peccatore... Cristo, il nostro Mediatore e lo Spirito Santo intercedono costantemente in favore dell’uomo; ma lo Spirito non prega per noi come fa Cristo, che presenta il suo sangue versato dalla fondazione del mondo; lo Spirito agisce nei nostri cuori, estraendo preghiere e pentimenti, lodi e ringraziamenti. Manuscript 50, 1900 (SDA Bible Commentary, vol. 6, on Roman 8:26, 347ACB 575.6

    Quando Cristo è asceso al cielo, lo ha fatto come nostro Avvocato. Abbiamo sempre un Amico nel tribunale celeste. E dall’alto, Cristo invia il suo rappresentante in ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Lo Spirito Santo dà l’unzione divina a tutti coloro che ricevono Cristo. (The Christian Educator - August 1897, p. 22) 7ACB 576.1

    Ha pagato il riscatto per tutti. Tutti si possono salvare per mezzo di lui. Presenterà davanti a Dio coloro che credono in lui come se fossero i leali sudditi del suo regno. Sarà il loro Mediatore come anche il loro Redentore. (Manuscript 41, 1896)7ACB 576.2

    Quando Cristo morì sulla croce del Calvario, fu aperto un cammino nuovo e vivente sia per gli ebrei che per i gentili. Da quel momento in poi il Salvatore avrebbe officiato come Sacerdote e Avvocato nel cielo dei cieli. Da allora il sangue degli animali offerti perse il suo valore, perché l’Agnello di Dio era morto per i peccati del mondo. Und. Manuscript 1277ACB 576.3

    La mano che ha strappato il genere umano alla rovina causata dalle tentazioni di Satana è la stessa mano che ha protetto dal peccato gli abitanti di altri mondi. Il Padre e il Figlio si prendono cura di tutti quei mondi che si estendono nell’immensità dell’universo. Le stesse attenzioni vengono accordate all’umanità caduta. Il Cristo intercede prendendo le difese dell’uomo e la sua azione mediatrice garantisce l’ordine dei mondi a noi invisibili. Questi argomenti non sono forse sufficientemente importanti da occupare la nostra mente, suscitare la nostra gratitudine e la nostra adorazione nei confronti di Dio? (Messages to Young People, p. 254) 7ACB 576.4

    9. Se fece uomo per diventare il Mediatore7ACB 576.5

    Gesù divenne uomo per poter mediare tra l’uomo e Dio. Rivestì la sua divinità con l’umanità, si unì alla specie umana, perché attraverso il suo lungo braccio umano potesse afferrarsi al trono della Divinità. E tutto questo, per restituire all’uomo la posizione originaria che perse in Eden grazie alle attraenti tentazioni di Satana; in modo che l’uomo potesse capire che obbedire alle richieste di Dio sono per il suo bene presente ed eterno.7ACB 576.6

    La disobbedienza non è in accordo con la natura che Dio ha dato all’uomo nell’Eden. (Letter 121, 1897) 7ACB 577.1

    La pienezza della sua umanità, la perfezione della sua divinità costituiscono una solida base sulla quale possiamo riconciliarci con Dio. Quando eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Abbiamo la redenzione grazie al suo sangue: il perdono dei peccati. Le sue mani forate dai chiodi si estendono verso il cielo e la terra. Con una si aggrappa ai peccatori della terra, e con l’altra al trono dell’Infinito, e così ottiene la riconciliazione in nostro favore. Cristo è davanti al Padre come nostro Avvocato. È l’unico mediatore tra Dio e l’uomo. Poiché porta i segni della crocifissione, difende le cause delle nostre anime.(Letter 35, 1894) 7ACB 577.2

    10. Il celeste Avvocato conserverà per sempre la natura umana7ACB 577.3

    Cristo è asceso al cielo con un’umanità santificata. Ha portato con sé la sua umanità nelle corti celesti, e la conserverà per l’eternità, come Colui che ha redento ogni essere umano della città di Dio.(The Review and Herald, March 9, 1905) 7ACB 577.4

    Per questo, nella sua provvidenza, ha posto presso il suo altare un Avvocato rivestito della nostra natura. La sua opera come intercessore consiste nel presentarci a Dio come suoi figli e figlie. Cristo intercede in favore di coloro che lo hanno accettato e permette loro, in virtù dei suoi meriti, di diventare membri della famiglia reale, figli del Re del cielo. (6T, pp. 363, 364)7ACB 577.5

    Abbiamo il privilegio di contemplare Gesù per fede, lo vediamo in piedi tra l’umanità e il trono eterno. Lui è il nostro avvocato, che presenta le nostre preghiere e offerte come sacrifici spirituali a Dio. Gesù è la grande e immacolata propiziazione, e con i suoi meriti Dio e l’uomo possono essere in comunione. Cristo ha introdotto la sua umanità nell’eternità. Egli sta davanti a Dio come rappresentante della nostra razza. (The Youth’s Instructor, Oct. 28, 1897)7ACB 577.6

    Solo Gesù poteva dare a Dio sicurezza; perché era uguale a lui. Lui solo può mediare tra Dio e l’uomo; perché possiede la divinità e l’umanità.7ACB 577.7

    In questo modo Gesù può dare sicurezza a entrambe le parti riguardo all’adempimento delle condizioni prescritte. Come Figlio di Dio dà sicurezza a Dio rispetto a noi come Parola Eterna, e come Qualcuno uguale al Padre, ci dà sicurezza circa l’amore di Dio per noi, e noi crediamo alla parola che Lui ha impegnato. Quando Dio ha voluto darci la certezza del suo immutabile consiglio di pace, ha dato il suo unigenito Figlio affinché facesse parte della famiglia umana, in modo da preservare la sua natura umana, come prova che Dio avrebbe adempiuto la sua parola. (The Review and Herald, April 3, 1894)7ACB 578.1

    La riconciliazione dell’uomo con Dio poteva essere realizzata solo da un mediatore che fosse uguale a Dio, che possedeva gli attributi che lo avrebbero distinto e lo avrebbero dichiarato degno di trattare col Dio Infinito in favore dell’uomo, e anche di rappresentare Dio davanti a un mondo caduto. Il sostituto e garante dell’uomo doveva avere la natura dell’uomo, un legame con la famiglia umana che doveva rappresentare e, come ambasciatore di Dio, partecipare alla natura divina, doveva avere un’unione con l’Infinito per manifestare Dio davanti al mondo ed essere il mediatore tra Dio e l’uomo.(The Review and Herald, Dec. 22, 1891) 7ACB 578.2

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