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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    2 Corinzi

    Capitolo 2:4

    Paolo un amico degli erranti.7ACB 262.1

    L’apostolo Paolo ritenne necessario riprendere la chiesa, senza perdere il controllo di sé. Egli spiegò con ansia la ragione di quel rimprovero e con grande cura fece comprendere il perché fosse diventato amico degli erranti.7ACB 262.2

    Poiché vi ho scritto in grande afflizione e in angoscia di cuore con molte lacrime, non già per rattristarvi, ma per farvi conoscere l’amore grandissimo che ho per voi. (Letter 16°, 1895)7ACB 262.3

    11 - Non dare nessun vantaggio a Satana — (Efesini 6:12)7ACB 262.4

    Vedi commento di EGW al cap. 2 Corinzi 4:3-6; 13:57ACB 262.5

    Nel conflitto con le agenzie sataniche ci sono dei momenti decisivi che determinano che la vittoria sia di Dio, o sia del principe di questo mondo. Se chi è impegnato nella guerra, non si ravvede e non prega per la saggezza, Satana otterrà la vittoria su di loro, mentre avrebbe potuto essere sconfitto dagli eserciti del Signore. Le sentinelle fedeli del Signore sono sempre pronte a non dare alcun vantaggio alle potenze malvagie. Intorno a noi ci sono molti nemici invisibili. Essi sono le potenze delle tenebre contro le quali dobbiamo lottare. Senza un discernimento spirituale dell’anima, è facile cadere nelle trappole del nemico. Chi vuole vincere Satana non deve guardarsi indietro, ma volgere lo sguardo a Cristo. È necessario aggrapparsi al Mediatore divino per raggiungere la vittoria contro il maligno. Non si può entrare nei portali celesti avendo indulgenza contro le follie o egoismo, ma solo attraverso vigilanza costante e incessante preghiera. La vigilanza spirituale è il prezzo della nostra sicurezza.7ACB 262.6

    È estremamente importante non lasciarsi mai deviare, nemmeno di un solo centimetro verso Satana, per non lasciargli ottenere un vantaggio su di noi. (Letter 47, 1893)7ACB 262.7

    l4 -17 — L’audacia di una coscienza santificata7ACB 263.1

    Grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza. Noi siamo, infatti, davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione; per questi, un odore di morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce a vita. E chi è sufficiente a queste cose? Noi non siamo, infatti, come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo.7ACB 263.2

    Queste parole di Paolo non dimostrano il suo orgoglio spirituale ma, una profonda conoscenza di Cristo. Come uno dei messaggeri di Dio, egli conferma la Parola, perché conosceva la Verità e, con fiducia e con la coscienza santificata, si gloriava in quella conoscenza. Egli era consapevole di essere stato chiamato da Dio a predicare il Vangelo e lo fece con tutta la certezza e la fiducia nel messaggio che aveva ricevuto dal Signore. Egli era stato chiamato ad essere ambasciatore di Dio davanti al Suo popolo per testimoniare la Verità. (MS 43, 1907)7ACB 263.3

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