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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Capitolo 1:5

    L’autore del libro degli Atti degli apostoli7ACB 166.5

    Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin dal principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. (Luca 1:1-4)7ACB 166.6

    Luca, lo scrittore del libro degli Atti, e Teofilo cui si rivolge, era un suo caro amico e compagno. Teofilo aveva ricevuto la grande luce da parte di Luca. Il compito di Luca era di istruirlo e sostenerlo nel suo lavoro. A quel tempo era consuetudine per uno scrittore di inviare il proprio manoscritto a qualcuno per la correzione e critica. Luca scelse quindi Teofilo perché era una persona di fiducia e quindi poteva effettuare quell’importante lavoro. In primo luogo Luca voleva sensibilizzare l’attenzione di Teofilo sulla vita di Cristo, come viene indicato nel libro di Luca, libro sottoposto anche quello alla correzione di Teofilo. (Atti 1:1-5)7ACB 167.1

    7, 8 - Predicate il Vangelo senza fare speculazioni7ACB 167.2

    I discepoli erano ansiosi di conoscere l’ora esatta della rivelazione del regno di Dio ma, Gesù rispose: Non sta a voi di sapere i tempi, o i momenti che il Padre ha riserbato alla Sua propria autorità. Per il momento quella non era la cosa più importante. In primo luogo essi dovevano seguire il Maestro e, in attesa di quell’evento, essi dovevano pregare, osservare e lavorare. Inoltre, dovevano diventare testimoni del carattere di Cristo per il mondo. Ciò che era essenziale per ottenere un successo nella vita degli apostoli allora, è essenziale anche ai nostri giorni. Gesù promise ai Suoi discepoli dicendo: Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi7ACB 167.3

    E lo Spirito Santo scese su di loro e insegnò loro ciò che dovevano fare. E mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra. Questo è il lavoro di cui siamo responsabili oggi anche noi. Invece di vivere in attesa di qualche tempo speciale nell’eccitazione, dobbiamo con saggezza migliorare le opportunità presenti, facendo ciò che deve essere fatto, in modo che le anime possano essere salvate. invece di esaurire i poteri della nostra mente in speculazioni per quanto riguarda i tempi e le stagioni che il Signore ha posto nel Suo proprio potere, senza rivelare all’uomo, noi stessi dobbiamo sottometterci al controllo dello Spirito Santo, per dare il pane della vita, non contaminato da opinioni umane, alle anime che periscono senza la Verità.7ACB 167.4

    Satana è sempre pronto a riempire la mente con teorie e calcoli che deviano gli uomini dalla Verità presente, impedendo loro di ricevere il messaggio del terzo angelo. Il nostro Salvatore spesso doveva usare il tono riprovevole per coloro che erano portati alle speculazioni, indagando sulle cose che il Signore non aveva rivelato. Gesù era venuto sulla terra per impartire importanti Verità agli uomini. Egli ha voluto imprimere nelle loro menti, l’importanza dell’ubbidienza ai Suoi precetti ed alle istruzioni. La comunicazione della legge di Dio doveva servire per essere messa in pratica quotidianamente.7ACB 168.1

    Gesù disse: Questa è la verità eterna: che conoscano te, l’unico Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo. (Giovanni 17: 3)7ACB 168.2

    Tutto ciò che è stato fatto o detto aveva l’unico obiettivo: divulgare la Verità alle genti affinché potessero raggiungere la vita eterna. Gesù non è venuto per stupire gli uomini con qualche evento speciale che avrebbe dovuto verificarsi ma, Egli è venuto per istruire e salvare i perduti. Egli non è venuto per suscitare e soddisfare la curiosità, perché sapeva che ciò avrebbe aumentato gli appetiti dei curiosi. Il Suo obiettivo, era diffondere la conoscenza di base, grazie alla quale gli uomini avrebbero potuto crescere in forza spirituale e progredire nell’ubbidienza e nella santità. Egli ha dato istruzioni su come affrontare le esigenze della vita quotidiana, oppure, come la verità avrebbe potuto essere divulgata agli altri. Gesù non è venuto per dare rivelazioni agli uomini, ma per presentar loro la Verità che per molto tempo era stata celata in mezzo ai falsi insegnamenti dei sacerdoti e degli educatori. Gesù ha ripristinato le gemme di Verità divina nella loro corretta impostazione, secondo l’ordine col quale erano state date a patriarchi e profeti. E dopo aver dato ai discepoli quel prezioso insegnamento, Egli aveva promesso di concedere loro lo Spirito Santo, che avrebbe ricordato loro tutti gli insegnamenti da Lui ricevuti.7ACB 168.3

    Siamo in pericolo continuo di ottenebrare la semplicità del Vangelo. Vi è un intenso desiderio, da parte di molti, di spaventare il mondo con qualcosa di originale, per indurre il popolo ad un’estasi spirituale e modificare l’ordine dell’esperienza riguardo alla sacralità della verità presente. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno è un cambiamento del cuore, che può essere ottenuto con una individuale ricerca di Dio, per ricevere la grazia, affinché i nostri caratteri possano essere trasformati. Di questo cambiamento abbiamo bisogno anche oggi e, per realizzare quest’esperienza, dovremo essere perseveranti nel manifestare un’autentica serietà. Dobbiamo domandarci con sincerità: Che cosa devo fare per essere salvato? Dobbiamo sapere quali passi intraprendere per raggiungere la vita eterna.7ACB 168.4

    Cristo diede ai suoi discepoli le Verità, la cui ampiezza, profondità e valori sono poco apprezzati, o addirittura poco compresi. La stessa condizione esiste tra il popolo di Dio oggi. Noi stessi non siamo riusciti a considerare la Verità nella sua grandezza o a percepire la sua bellezza. Dobbiamo progredire nella conoscenza spirituale, vedere nella Verità una via di espansione e di sviluppo in linee, di cui non abbiamo nemmeno sognato, ma che non potrà mai svilupparsi in qualsiasi altro modo, che ci porterebbe a conoscere i tempi e le stagioni che il Padre soltanto conosce. Sono stata avvertita più volte per quanto riguarda i tempi e l’ora della fine dei tempi. Non ci sarà mai un nuovo messaggio per il popolo di Dio che riguarda il tempo. Non tocca a noi conoscere l’ora precisa sia riguardo all’effusione dello Spirito Santo, sia alla venuta di Cristo. (RH, March 22, 1892)7ACB 169.1

    8 — Un dono incalcolabile - (Giovanni 15:26,27)7ACB 169.2

    Cristo, prima di salire in cielo, ha promesso un dono a tutti coloro che hanno creduto in Lui e a chi desidera conoscerlo. Quale regalo potrebbe essere più ricco della grazia e della Sua ascensione al trono mediatoriale? Questo dono è degno della Sua grandezza e della Sua regalità. Quale rappresentante divino, Egli aveva deciso di dare sé stesso e non può esistere un altro dono più eccelso. Egli avrebbe voluto dare tutti i doni in una volta, ma il dono dello Spirito Divino, in seguito alla conversione, era quello più speciale.7ACB 169.3

    Cristo desiderava essere in una posizione in cui potesse compiere l’importante opera per mezzo di pochi e semplici uomini. Il piano della redenzione è pronto ma breve, e ogni parte di esso dipende l’una dall’altra, e viene eseguito con la massima semplicità ed armonia. Cristo è rappresentato dallo Spirito Santo e quando lo Spirito è gradito, Egli influenza l’anima totalmente con un’invisibile intesa.7ACB 169.4

    Vorrei che tutti noi potessimo capire quanto sconfinate sono le risorse divine. (SW, Nov. 28, 1905)7ACB 170.1

    Lo Spirito Santo dà l’autorità divina7ACB 170.2

    Gesù ha detto:7ACB 170.3

    Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra. (Atti 1:8)7ACB 170.4

    Ciò vuol dire che vi è unione tra lo Spirito Santo e il testimone vivente che deve mettere in guardia il mondo. L’operaio del Signore è un agente attraverso il quale vengono dati i messaggi celesti, mentre lo Spirito Santo dà l’autorità divina della Parola di Verità. (UR, April 4, 1893)7ACB 170.5

    8, 9 - Vedi commento di EGW al cap. 2:1-47ACB 170.6

    9 - (Salmo 24:7-10; 47:5,6; 68:17, 18; Efesini 4:8)7ACB 170.7

    Cristo ascese al cielo come Re7ACB 170.8

    Cristo è venuto sulla terra come Dio rivestito di umanità, mentre è salito al cielo come il Re di tutti i santi. La Sua ascensione era degna del Suo carattere eccelso. Egli, dopo aver condotto una terribile battaglia, è tornato vincitore in cielo, dove era atteso dall’esercito celeste tra ovazioni, acclamazioni e canti. Nel momento in cui Gesù stava per ascendere al cielo, alzò le mani e benedisse i suoi discepoli e in quel momento gli apostoli poterono udire solo il canto degli angeli, mentre non potevano sentire le ovazioni dirette a Cristo. Tutto il cielo era onorato della Sua presenza. Il sigillo del cielo era stato stabilito grazie all’espiazione di Cristo. (MS, 134, 1897)7ACB 170.9

    9-11 — L’ascensione velata dalla gloria — (Luca 24:50, 5l)7ACB 170.10

    Il fatto più prezioso per i discepoli durante l’ascensione di Gesù fu quello che Egli tornava in cielo in forma tangibile come loro divino Maestro. I discepoli, non hanno visto solo il Signore ascendere, ma avevano la testimonianza degli angeli che Egli era tornato in cielo per occupare il trono di Suo padre. L’ultimo ricordo che essi avevano di Gesù era di un loro grande Amico, un Redentore glorificato. Come il viso di Mosè era velato per nascondere la gloria della legge riflessa su di lui, allo stesso modo la gloria dell’ascensione di Cristo fu velata alla vista umana. La luminosità della scorta celeste e l’apertura dei cancelli gloriosi di Dio per accogliere il Vincitore non dovevano essere visti dagli occhi degli esseri mortali.7ACB 170.11

    Se Cristo si fosse rivelato ai discepoli in tutto il suo splendore, essi non avrebbero potuto sopportare quella vista. Se essi avessero potuto vedere miriadi di angeli e udire il trionfo dei bastioni del cielo, se potessero vedere aprirsi le porte eterne, il contrasto tra tale gloria e la loro vita sarebbe stato così grande che difficilmente sarebbero stati in grado di riprendere la loro vita precedente, pronti a continuare con coraggio e fedeltà l’opera iniziata dal loro Maestro e Salvatore. Anche il Consolatore, lo Spirito Santo loro inviato, non sarebbe stato adeguatamente apprezzato, né avrebbe potuto rinfrancare i loro cuori a sufficienza per sopportare insulti, insolenze, prigionia o, se necessario, la morte.7ACB 171.1

    I loro sensi non dovevano essere ammaliati dalla gloria del cielo, perché altrimenti avrebbero perso di vista il carattere di Cristo sulla terra, che avrebbero potuto riflettere in sé stessi. Essi dovevano ricordare la bellezza e la maestosità della vita di Cristo, la perfetta armonia dei Suoi attributi e la misteriosa unione del divino e dell’umano nella Sua natura. Era meglio che la conoscenza terrena dei discepoli del Salvatore terminasse in modo solenne, tranquillo e sublime. L’ascesa visibile di Cristo era in armonia con la Sua mitezza e la tranquillità della Sua vita. (3SP 254, 255)7ACB 171.2

    11 — L’umanità santa di Gesù Santo fa parte del cielo7ACB 171.3

    Cristo, nella Sua ascesa, portò con Sé l’umanità santificata e questa Sua umanità rimarrà per sempre nelle coorti celesti, come Colui che ha redento ogni essere umano nella città di Dio. (RH, March 9, 1905)7ACB 171.4

    Un Salvatore personale — (Giovanni 12:45; Colossesi 1:15; Ebrei 1:3)7ACB 172.1

    Cristo è venuto come Salvatore del mondo in rappresentanza del Padre Suo. Poi, è salito in cielo e ritornerà come personale Salvatore di ciascuno di noi. (MS, 86, 1898)7ACB 172.2

    Nuova visione del cielo — Matteo 28:20; Giovanni 14:2,3; 16:24; Ebrei 9:247ACB 172.3

    Quale sorgente di gioia per i discepoli sapere che avevano un Amico in cielo, Colui che intercede a loro favore! Attraverso l’ascensione visibile di Cristo, tutte le loro opinioni, tutte le loro contemplazioni riguardo al cielo erano cambiate. Prima le loro menti si erano soffermate come su uno spazio illimitato, abitato da spiriti senza materia. Dopo, invece, quel cielo era stato collegato a loro attraverso il pensiero di Gesù, Colui, che amavano e veneravano più di ogni altro essere, col quale avevano conversato e viaggiato, Colui che pronunciava parole di conforto. Gesù era davanti ai loro occhi mentre udivano l’eco dei cori degli angeli nel riceverlo. Gesù disse ai discepoli: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.7ACB 172.4

    Da quel momento il cielo non appariva più loro come uno spazio indefinito, incomprensibile, pieno di spiriti senza materia, anzi lo consideravano come la loro casa futura, dove i palazzi venivano preparati per mano dell’amorevole Redentore. Le loro preghiere avevano ora un altro interesse, in quanto, si trattava di comunione con il loro Salvatore. Pieni di nuove emozioni e una ferma fiducia che la loro preghiera sarebbe stata esaudita, si erano riuniti nella camera alta per offrire le loro petizioni e reclamare la promessa del Salvatore, perché Gesù aveva detto: Chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa. Così i discepoli pregarono nel Suo nome.7ACB 172.5

    Da quel momento in avanti, il loro compito era predicare Cristo, l’uomo di dolori in forma umana, Cristo umiliato, preso da mani malvagie che lo avevano crocifisso; Cristo risorto e asceso al cielo alla presenza di Dio, diventando così l’Avvocato dell’uomo; Cristo che ritornerà con grande potenza e gloria sulle nuvole del cielo. (3SP 262, 263)7ACB 172.6

    14 - La fede dei fratelli di Gesù è ristabilita - (Atti 1:9-14)7ACB 173.1

    “E con i suoi fratelli”. Alcuni di loro, in un primo momento, a causa della loro incredulità perché dubitavano riguardo all’apparizione di Gesù in Galilea, avevano perso molto. Ma dopo, non ebbero dubbi sul fatto che Gesù era il Figlio di Dio, il Messia promesso, e la loro fede era stata ristabilita. (Letter 115, 1904)7ACB 173.2

    26 - La fede non si sorteggia — (Giosuè 7:16-18)7ACB 173.3

    Che nessuno pensi che i principi divini tracciati per noi quale guida, siano “lanciati” da qualche strana direzione, come quando si lancia una moneta. Tale corso delle cose è gradito al nemico, perché come egli controlla la moneta, controlla pure l’efficacia dei suoi piani. Che nessuno di voi si lasci ingannare con questo tipo di rischio. Che nessuno tenti di sminuire le proprie esperienze servendosi d’azzardo nell’opera di Dio.7ACB 173.4

    Il Signore non opera servendosi di tali sistemi. Dobbiamo cercare il Signore attraverso le nostre preghiere, affinché Egli possa influire sulle nostre menti e sul nostro parlare. Il popolo di Dio deve imparare a non fidarsi delle invenzioni umane, delle prove incerte, come fosse una prova per scoprire la volontà Dio nei loro riguardi. Satana e le sue agenzie sono sempre rapidi ad intervenire in qualsiasi momento propizio per allontanare le anime dai principi puri della Parola di Dio. Le persone che si lasciano guidare da Dio, non hanno alcun interesse per le cose che non provengono da COSÌ DICE IL SIGNORE. (SpT, Ser. B, 17, p. 28)7ACB 173.5

    Io non ho fiducia delle cose che provengono dal gioco d’azzardo. La Scrittura ci guida in tutti i nostri doveri come chiesa dicendo: COSÌ DICE IL SIGNORE. Leggiamo quindi la Bibbia con molte preghiere. Non cercate di umiliare gli altri, ma umiliate voi stessi davanti a Dio e siate gentili verso il prossimo. Che nessun ministro della chiesa operi, servendosi dell’azzardo, perché questo non è la volontà del Signore. (Lettera 37, 1900)7ACB 173.6

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