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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Giovanni

    Capitolo 1:1-3

    L’eternità di Cristo — (Proverbi 8:22-27; Romani 9:5; Filippesi 2:6; Colossesi 1:15-17; Ebrei l:8)7ACB 109.1

    Se Cristo ha creato tutte le cose, è perché esisteva prima di tutte le cose. Le parole pronunciate in relazione a questo, sono così decisive, che nessuno deve dubitare. Cristo era Dio nel senso più profondo. Egli era con Dio dall’eternità, benedetto per sempre. Il Signore Gesù Cristo, il Figlio divino di Dio, esisteva da sempre; anche se una persona distinta, Uno con il Padre. Egli era la gloria suprema del cielo. È stato il Comandante delle intelligenze celesti ed a Lui è stato fatto omaggio di adorazione da parte degli angeli. (Proverbi 8:22-27)7ACB 109.2

    Vi è luce e gloria nella verità che Cristo era Uno con il Padre ancor prima della creazione del mondo. Questa luce brilla nell’oscurità, per rendere splendente la gloria originale di Dio. Questa Verità, è di per sé infinitamente misteriosa e spiega altre verità misteriose, altrimenti indescrivibili, inaccessibili e incomprensibili. (RH 5 aprile 1906).7ACB 109.3

    1-3, 14 - Salvatore divino - umano - (Filippesi 2:5-8; Colossesi 2:9; Ebrei 1:6,8; 2:14-17)7ACB 109.4

    Vedi commento di EGW al cap. Marco 16:67ACB 109.5

    L’apostolo richiama la nostra attenzione sull’Autore della nostra salvezza. Egli presenta le due nature di Cristo: divina e umana. Ecco la descrizione della natura divina: Colui, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio. Egli era lo splendore della Sua gloria e l’impronta della Sua essenza. (Ebrei 1:3) E ora quella dell’essere umano: Egli annichilì sé stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini, ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte. (Filippesi 2: 7,8) Cristo ha assunto volontariamente la natura umana. Ha rivestito la Sua divinità con l’umanità.7ACB 109.6

    E anche se è rimasto Dio, non sembrava esserlo. Egli ha velato le manifestazioni della Divinità, la quale richiamava l’ammirazione di tutto l’universo. Cristo era Dio, ma nonostante questo, sulla terra si spogliò della forma divina, per assumere quella umana. Egli, per renderci ricchi, si è fatto povero. Ha messo da parte la Sua gloria e la Sua maestà. Egli era Dio, ma durante la vita terrena ha rinunciato alla gloria divina. Egli camminava in mezzo agli uomini in condizioni di povertà e ovunque si trovava benediva tutti; era attorniato da legioni di angeli che gli rendevano omaggio. Egli non è stato riconosciuto dagli uomini, perché, a parte poche eccezioni, non ha confessato chi fosse veramente. Il mondo, al posto di essere un inno di lode, era inquinato dal peccato e dalla maledizione. Gesù ha sofferto povertà e umiliazioni. Durante la Sua missione di misericordia, mentre risanava i malati o portava sollievo ai depressi, pochi l’hanno chiamato beato, anzi la maggior parte degli uomini lo hanno disprezzato.7ACB 110.1

    In contrasto con la ricchezza della gloria e delle lodi da parte delle lingue immortali, milioni di voci dell’universo di Dio esprimevano inni di adorazione. Cristo abbassò sé stesso per prendere la mortalità su di sé. Come membro della famiglia umana, diventò mortale e, pur rimanendo sempre Dio, era la fonte della vita per il mondo. Nella Sua persona divina avrebbe potuto resistere alla morte, tuttavia, offrì la Sua vita volontariamente per portare alla luce l’immortalità. Egli portò i peccati del mondo e subì le conseguenze sulla Sua anima divina. Sacrificò la Sua vita perché l’uomo non dovesse subire la morte eterna. Egli è morto, e non perché era costretto, ma lo fece per libera scelta. Il tesoro del cielo è stato effuso in un dono per salvare l’uomo caduto. Egli ha portato nella Sua natura umana tutte le energie vivificanti di cui gli esseri umani hanno bisogno.7ACB 110.2

    Quale meravigliosa unione del divino con l’umano. Egli, facendo intervenire la divina vitalità e il vigore incorruttibile, avrebbe potuto aiutare la Sua natura umana, per potere resistere alle sofferenze umane, ma abbassò sé stesso totalmente alla natura dell’uomo. Il Suo sacrificio era necessario, affinché la Scrittura e il piano di salvezza stipulato dal Figlio di Dio fossero adempiuti. Quale grande umiltà era questa! Nessuna lingua saprà mai descriverla, nessuno potrà mai immaginarlo! L’eterna Parola ha consentito di diventare carne.7ACB 110.3

    Dio si è fatto uomo! La Sua è stata una meravigliosa umiltà! Però, Egli fece un altro passo ancora più basso; come uomo, si umiliò e sopportò insulti, rimproveri, accuse vergognose e abusi. Sembrava che non ci fosse un posto sicuro per lui su questa terra. Per salvare la propria vita, doveva fuggire da un luogo all’altro. Fu tradito da uno dei Suoi discepoli, fu rinnegato da uno dei Suoi seguaci più zelanti. Fu ingiuriato. Fu incoronato con una corona di spine. Fu flagellato e costretto a sopportare il peso della croce. Cristo non era insensibile a quel disprezzo ed a quella ignominia, ma oh, Egli stesso lo ha affermato. Sentiva l’amarezza come nessun’altro essere ha mai provato. Egli era puro, santo, senza macchia, ma nello stesso tempo veniva citato a comparire al processo come un criminale. L’adorabile Redentore si era dimesso dalla massima adorazione celeste. Continuava passo dopo passo nell’umiltà fino alla morte, e che morte! La morte sulla croce era la più vergognosa, la più crudele. Agli occhi del mondo Gesù non è morto come un eroe, carico di onori, come muoiono gli uomini in battaglia. È morto come un malfattore, come un delinquente, sospeso tra il cielo e la terra; è morto di una morte lenta, di vergogna, esposto a beffe e oltraggi da parte di una moltitudine dissoluta e degradata. Chiunque mi vede si fa beffe di me; mi deridono, mi disprezzano, scuotono il capo. (Salmo 22:07)7ACB 111.1

    Cristo è stato incluso fra gli empi e spirò tra la derisione della moltitudine e dei propri parenti. Sua madre vide l’umiliazione del Figlio, e fu costretta a vedere la spada trafiggere il cuore di Gesù. Egli si lasciò crocifiggere nel disprezzo e nella vergogna, e lo fece in considerazione della Sua missione, non solo per salvare gli abitanti del posto, ma per tutti i popoli di questa terra. Cristo doveva morire come sostituto dell’uomo.7ACB 111.2

    L’uomo, era un criminale condannato a morte come traditore e ribelle a causa della trasgressione della legge di Dio, invece Cristo prese il suo posto per morire come un malfattore. Egli prese sulla Sua preziosa anima tutti i peccati del mondo. Non bastava che Gesù morisse per soddisfare pienamente le richieste della legge infranta, Egli subì una morte vergognosa. Il profeta si esprime a questo riguardo così: … io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance a chi mi strappava la barba: Io non ho nascosto il mio volto all’onta e agli sputi. (Isaia 50:6)7ACB 111.3

    In considerazione di ciò, gli uomini hanno forse di cui vantarsi? Mentre essi godono della sofferenza e dell’umiliazione di Cristo, possono essi alzare la testa con orgoglio senza provare alcuna vergogna? Voglio dire ai seguaci di Cristo questo: Guardate al Calvario e arrossite di vergogna per il vostro comportamento sconsiderato! Tutta l’umiliazione che la Maestà del cielo doveva sopportare era a causa della colpevolezza dell’uomo. Egli sprofondò sempre più in basso nella Sua umiliazione, fino a quando non vi erano più abissi da raggiungere, al fine di sollevare l’uomo dalla sua contaminazione morale. Tutto questo Egli subì per voi, che vi battete per supremazia, per ottenere la lode degli uomini, per esaltarlo; voi che avete paura di non ricevere tutto ciò che fa la differenza, che credete che vi è dovuto il rispetto incondizionato. Tutto questo è forse un fare cristiano?7ACB 112.1

    Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù. (Filippesi 2:5) Egli è morto per espiare al nostro posto, per essere il modello per chiunque vuole diventare un discepolo. L’egoismo deve forse avere posto nei vostri cuori? E coloro che non accettano il modello di Cristo, devono forse esaltare i propri meriti? Voi non avete nulla, a parte ciò che avete ottenuto per mezzo di Gesù Cristo. È giusto nutrire orgoglio dopo aver visto la Divinità umiliare sé stesso al punto degradante tale, che non si poteva scendere più in basso? O cieli, stupite di questo; inorridite e restate attoniti, dice l’Eterno. (Geremia 2:12) Siate stupiti, voi abitanti della terra, perché i rendimenti dovrebbero essere fatti per il nostro Signore. Che disprezzo! Quale cattiveria! Quale orgoglio! Quale sforzo per sollevare l’uomo e glorificare sé stesso, mentre il Signore della gloria si è abbassato, per morire la morte vergognosa sulla croce a suo favore. (UR 4 settembre 1900)7ACB 112.2

    Cristo non poteva venire su questa terra con la gloria dei tribunali celesti, altrimenti l’uomo peccatore non avrebbe potuto sopportare la Sua vista. Egli ha velato la Sua divinità con la veste di umanità. Il Salvatore divino-umano, è venuto per guidare gli uomini caduti, per condividere le loro esperienze cominciando dalla fanciullezza fino all’età adulta. (RH 15 giugno 1905)7ACB 112.3

    Cristo non ha scambiato la Sua divinità con l’umanità, ma rivestì la divinità nell’umanità. (RH 29 ottobre l895)7ACB 112.4

    Cap. 14:30; Luca 10 :31-35, 1 Corinzi 15:22,45; Ebrei, 4:157ACB 113.1

    Bisogna essere attenti a come interpretiamo la natura umana di Cristo. Non presentate Gesù davanti al popolo come un uomo con le propensioni al peccato. Egli è il secondo Adamo. Il primo Adamo è stato creato puro, senza peccato, senza macchia, fatto a immagine di Dio. Egli poteva cadere solo attraverso la trasgressione. A causa del peccato, la sua posterità è nata con tendenze intrinseche di disubbidienza. Gesù Cristo è invece Figlio Unigenito di Dio, ha preso su di sé la natura umana ed è stato tentato in tutti i punti come lo è stato ogni uomo. Egli avrebbe potuto peccare, avrebbe potuto cadere, ma nemmeno per un momento vi è stata in Lui la propensione al male. Cristo è stato tentato nel deserto, come Adamo è stato tentato nell’Eden. È necessario evitare ogni domanda in relazione all’umanità di Cristo che rischia di essere fraintesa. La Verità si trova al limite della presunzione. Durante lo studio sull’umanità di Cristo, è necessario fare attenzione ad ogni affermazione, perché ogni vostra parola potrebbe far intendere più di quello che essa significa veramente e in tal modo si perderebbe la chiara percezione riguardo alla Sua umanità che è unita con la divinità. La nascita di Cristo è stata un miracolo di Dio. L’angelo disse:7ACB 113.2

    Ecco, tu concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù; Egli sarà grande, e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore gli darà il trono di Davide; ed Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il Suo regno non avrà mai fine. Allora Maria disse all’angelo: Come avverrà questo? Perché io non conosco uomo. E l’angelo risponde: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua, perciò ancora il santo che nascerà, sarà chiamato Figliolo di Dio.7ACB 113.3

    Queste parole non si riferiscono a qualsiasi essere umano, se non al Figlio di Dio infinito. Non bisogna mai, in nessun modo lasciare la minima impressione sulla mente umana che alcuna macchia di corruzione si posò su Cristo, o che Egli abbia ceduto a tentazioni. Egli fu tentato in più punti, com’è tentato l’uomo, ma Egli fu chiamato “un essere santo”. Il fatto che Cristo è stato tentato come ogni uomo senza mai cadere, è un mistero inspiegabile per i mortali. L’incarnazione di Cristo è sempre stata e rimarrà per sempre un mistero. Questo è stato rivelato a noi e ai nostri figli; ma ogni altro essere umano deve essere avvertito che considerare Cristo completamente umano, come noi, è cosa che non può essere. A noi non è necessario sapere il momento esatto in cui l’umanità di Cristo è stata unita con la divinità. Secondo il comandamento di Dio, dobbiamo tenere i piedi fissi sulla Roccia che è Cristo Gesù.7ACB 113.4

    Mi accorgo che vi è un pericolo nell’avvicinarsi al tema che concerne l’umanità del Figlio di Dio. Come uomo, Gesù si umiliò al fine di comprendere la forza di tutte le tentazioni da cui l’uomo è circondato. Il primo Adamo è caduto; il secondo Adamo è saldamente legato a Dio e alla Sua Parola specialmente nelle circostanze più difficili. La Sua fede è basata sulla bontà del Padre; la Sua misericordia e l’amore non hanno vacillato nemmeno per un istante. STA SCRITTO era la Sua arma per resistere, ed era l’arma dello Spirito, che ogni essere umano dovrebbe utilizzare.7ACB 114.1

    D’ora in avanti Io non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo, ed esso non ha nulla in me …Giovanni 14:30), non ho nulla da rispondere riguardo alla tentazione. In più di un’occasione non c’era alcuna risposta da parte Sua alle molteplici tentazioni. Cristo non ha mai dato segni d’incoraggiamento a Satana. (Letter 8, 1895)7ACB 114.2

    (Matteo 27:54, Timoteo 3:16)7ACB 114.3

    Anche se la Gloria divina di Cristo era celata nella Sua umanità, tuttavia Egli non cessò di essere Dio. L’umanità di Cristo non prese il posto del divino né il divino dell’umano. In questo si nasconde il grande mistero della divinità. Le due espressioni: “umano” e “divino” di Cristo sono indissolubili e tuttavia hanno una individualità distinta. Anche se Cristo umiliò sé stesso per diventare uomo, la divinità era ancora in Lui. Per nessuna ragione essa poteva essere tolta, perché Egli rimase fedele alla Sua lealtà. Circondato dalla sofferenza, dall’immoralità, dal disprezzo, respinto dal popolo, al quale erano stati affidati gli oracoli del cielo, Gesù poteva ancora parlare di sé stesso come il Figlio dell’uomo nel cielo. Quando la Sua missione sulla terra sarebbe finita, Egli era pronto ancora una volta a riprendere la Sua Gloria divina.7ACB 114.4

    Ci sono state occasioni in cui Gesù quale Figlio di Dio rimase in carne umana. La divinità risplendeva attraverso l’umanità di Cristo ed era vista dai beffardi sacerdoti e governanti; ma essi l’hanno riconosciuta veramente? Alcuni hanno riconosciuto che Egli era il Cristo, ma la maggioranza, in alcune speciali occasioni sono stati costretti ad ammettere che Egli era il Figlio di Dio, tuttavia hanno rifiutato di accettarlo. La loro cecità corrispondeva ad una resistenza determinata. Quando la Gloria interiore di Cristo continuò a splendere, essa era troppo intensa perché la Sua umanità pura e perfetta potesse nasconderla. Gli scribi e i farisei non volevano riconoscerlo, ma la loro inimicizia e il loro odio erano sconcertati da quella luce sul volto della Maestà. La Verità era coperta da un velo di umiliazione, ma fu confermata da tutti i cuori che portavano prove inconfutabili. Questo ci conduce alle parole di Cristo: Voi sapete chi sono io. Allora, sia gli uomini sia i diavoli furono costretti ad ammettere la luce della Sua Gloria e confessare: In verità, questi è il Figlio di Dio. Così Dio si è rivelato, così Cristo è stato glorificato. (ST, 10 maggio, 1899)7ACB 115.1

    Cristo ha lasciato la Sua posizione nei tribunali celesti per venire su questa terra e vivere la vita degli esseri umani. Il Suo sacrificio è stato fatto al fine di dimostrare che l’accusa di Satana contro Dio era falsa e che è possibile per l’uomo obbedire alle leggi del regno di Dio. Uguale al Padre, onorato e adorato dagli angeli, Cristo umiliò sé stesso a nostro favore ed è venuto su questa terra per vivere una vita di umiltà e povertà, di essere un uomo dei dolori. Tuttavia, il timbro della divinità era sopra l’umanità. Egli venne come divino Maestro. Per elevare gli esseri umani, per aumentare la loro efficienza fisica, mentale e spirituale.7ACB 115.2

    Non vi è nessuno che possa spiegare il mistero dell’incarnazione di Cristo. Eppure sappiamo che Egli venne su questa terra e che visse come un uomo tra gli uomini. L’uomo, Cristo Gesù non era il Signore Dio Onnipotente, tuttavia Egli e il Padre sono UNO. La divinità non scomparve sotto la tortura straziante del Calvario, ma è pure vero che Dio ha tanto amato il mondo, da dare il Suo Unigenito Figlio, perché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna.7ACB 115.3

    Satana, cercò in tutti i modi possibili di impedire a Gesù di sviluppare un’infanzia perfetta, di sviluppare una virilità impeccabile, di sviluppare un ministero sacro e di vivere senza peccare. Ma fu sconfitto. Non riuscì a sconfiggerlo o impedire di avanzare la Sua missione su questa terra. Cominciando dal deserto fino al Calvario, l’ira di Satana si abbatté senza pietà su Cristo. Più Satana si avventava contro Gesù, più Egli si aggrappava alla mano del Padre, macchiando il Suo percorso di sangue. (MS 140, 1903)7ACB 116.1

    Quando Gesù prese la natura umana, divenne come uomo, il Suo corpo e le Sue necessità erano uguali a quelli di tutti gli esseri umani. Il Suo fisico aveva bisogno di riposo, come anche di soddisfare altre necessità per il corpo. Grazie alle costanti preghiere, Egli era rinvigorito sia per continuare il Suo lavoro, sia per essere sostenuto nelle prove. (Letter 32, 1899)7ACB 116.2

    4 - La vita di Cristo non è stata presa in prestito - (cap. 10:18; 17:3)7ACB 116.3

    In Lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. (Giovanni 1:4) Qui non si parla di una vita fisica, ma di vita eterna, la vita che appartiene esclusivamente a Dio. La Parola era con Dio, ed era Dio. La vita fisica è qualcosa che ogni individuo ha ricevuto. Essa non è eterna o immortale, perché Dio, donatore della vita può riprendersela. L’uomo non ha alcun controllo su di essa. Mentre la vita di Cristo non poteva essere presa in prestito. Nessuno può impadronirsi della vita di Cristo. Egli, infatti, disse: …Io la offro da me stesso. In Lui era la vita originale. Quella vita non è insita nell’uomo. Egli può riceverla solo per mezzo di Cristo. In nessun caso può guadagnarla, perché essa è un dono gratuito a condizione che l’uomo creda in Cristo come suo personale Salvatore. Questa è la vita eterna: che conoscano Te, il solo vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo. (Giovanni 17: 3) Egli è la sorgente della vita per il mondo. (ST, Feb. 13, l9l2).7ACB 116.4

    12,13 — Vedi commento di EGW al cap. 2 Corinzi 5:177ACB 116.5

    14 — (Filippesi 2:6-8; Colossesi 1:26, 27; 2:9; Ebrei 1:3; 2:14-18;7ACB 116.6

    Vedi commento di EGW al cap. Luca 2:40, 527ACB 116.7

    Il mistero d’incarnazione insondabile7ACB 117.1

    Nel contemplare l’incarnazione di Cristo, rimaniamo perplessi davanti ad un mistero insondabile, che la mente umana non può comprendere. Quanto più riflettiamo su questo, tanto più tutto ci appare sorprendente. Quanto è grande il contrasto tra la divinità di Cristo e il bambino indifeso nella mangiatoia di Betlemme. Come si può coprire la distanza tra il Dio potente e un bambino indifeso? E tuttavia il Creatore dei mondi, Colui nel quale era la pienezza della Deità, è stata manifestata nel bimbo bisognoso posto nella mangiatoia, di gran lunga superiore a tutti gli angeli, uguale al Padre in dignità e gloria, ma indossando l’abito di umanità. Divinità e umanità sono state misteriosamente unite, l’uomo e Dio sono diventati Uno. E proprio in quell’unione che troviamo la speranza per la nostra razza caduta. Guardando a Cristo come uomo, guardiamo a Dio e vediamo in Lui lo splendore della Sua gloria, l’impronta della Sua persona. (ST 30 luglio l896)7ACB 117.2

    Meravigliosa condiscendenza di Dio - (Ebrei 2:14; 3:3)7ACB 117.3

    La dottrina dell’incarnazione di Cristo nella carne è un mistero, il mistero che è stato occulto per tutti i secoli e per tutte le generazioni. (Colossesi 1:26) È il mistero profondo della pietà. E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi. (Giovanni 1:14) Cristo ha preso la natura umana, una natura inferiore a quella celeste. Null’altro testimonia simile condiscendenza dell’Iddio meraviglioso come questo.7ACB 117.4

    Per nessuna ragione si deve pensare che Cristo abbia preso la natura umana per finta. La Sua incarnazione umana era un fatto reale. Come i figli partecipano del sangue e della carne, anche Egli vi ha similmente partecipato. (Ebrei 2:14). Gesù era il Figlio di Maria, proveniva dalla stirpe di Davide, secondo la discendenza umana. Cristo dichiarò di essere uomo; Questo uomo, scrive Paolo, è stato reputato degno di maggior gloria che Mosè, di quanto è maggiore l’onore di Colui che fabbrica la casa, in confronto a quello della casa stessa. (Ebrei 3:3) (RH 5 aprile 1906)7ACB 117.5

    (Vedi commento di EGW al cap. Romani 5:12,19; 1 Timoteo 2:5; Ebrei 1:1-3)7ACB 117.6

    Le caratteristiche umane di Gesù7ACB 118.1

    Gesù era il Comandante del cielo, uguale a Dio ma, Egli lasciò da parte la Sua corona e la veste regale, e rivestì la Sua divinità con l’umanità. L’incarnazione di Cristo è un mistero. Egli sarebbe potuto venire sulla terra con un aspetto differente da quello degli esseri umani. Il Suo volto avrebbe potuto brillare di gloria e la Sua forma avrebbe potuto avere una grazia notevole. Egli avrebbe potuto presentare un fascino speciale, ma tutto questo non era secondo il piano di Dio. Cristo doveva portare le caratteristiche della famiglia umana e specialmente della razza ebraica.7ACB 118.2

    Il Figlio di Dio, a tutti gli affetti, doveva rivestire le stesse caratteristiche degli esseri umani. Egli non aveva bisogno di avere una specifica bellezza per differenziarsi dagli altri. Egli non aveva bisogno di un singolare fascino per attirare l’attenzione su di sé. Egli, venendo su questa terra doveva rappresentare la famiglia umana davanti al cielo e davanti a tutta la terra. Doveva presentarsi come sostituto e garante per tutti gli uomini. Doveva vivere la vita dell’umanità in modo tale da contraddire l’affermazione di Satana che l’umanità era sua proprietà perpetua e che Dio stesso non poteva liberarla dalle sue mani. (ST, July 30, 1896)7ACB 118.3

    La gloria velata di Cristo7ACB 118.4

    Se Cristo fosse venuto nella forma divina, l’umanità non avrebbe potuto sopportare la vista. Il contrasto sarebbe stato troppo doloroso a causa della Sua gloria tanto significante. L’umanità non avrebbe potuto sopportare la presenza di un essere puro. Egli non rivestì nemmeno lo splendore degli angeli per la stessa ragione. Trent’anni era tutto ciò che il mondo poteva sopportare della vista del Redentore. Per trent’anni Egli dimorò in un mondo segnato dal peccato, facendo il lavoro che nessun’altro avrebbe mai potuto compiere. (ST, Feb. 15, 1899).7ACB 118.5

    La perfetta vita di Cristo senza peccato — Genesi 3:15; Matteo 8:17; 2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15; 1 Pietro 1:197ACB 118.6

    Nel prendere su di sé la natura umana nella condizione decaduta del mondo, Cristo non ha mai ceduto alle tentazioni. Egli era soggetto alle infermità, alla debolezza a cui l’uomo è soggetto, affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: Egli stesso ha preso le nostre infermità, ed ha portato le nostre malattie. (Ebrei 8:17)7ACB 118.7

    Cristo è stato toccato dalle stesse infermità, ed è stato tentato in ogni cosa come noi. Eppure Egli non aveva mai conosciuto peccato. Egli è stato l’agnello senza difetto e senza macchia. Se Satana avesse avuto una particolare opportunità nel tentare Cristo, avrebbe schiacciato la testa del Salvatore; ma come Sta Scritto, poteva solo toccargli il calcagno. Se il capo di Cristo fosse stato toccato da Satana, il genere umano sarebbe rimasto senza alcuna speranza. Su Cristo sarebbe scesa l’ira di Dio, come era scesa su Adamo. La nostra fede deve essere una fede intelligente, i nostri occhi devono essere rivolti a Lui e al Suo sacrificio espiatorio con piena fiducia. (ST, June 9, 1898)7ACB 119.1

    16 - Vedi commento di EGW al cap. Colossesi 2:09, 107ACB 119.2

    18 - Manifestazione del Padre7ACB 119.3

    Come la parola viene dal pensiero, così Cristo viene da parte del Padre invisibile. Egli testimonia il Padre, e questa testimonianza si chiama la Parola di Dio. Dio ha mandato il Suo Figlio nel mondo, perché la Sua divinità potesse visitare l’umanità e affinché l’uomo potesse portare l’immagine del Dio invisibile. Egli ha fatto conoscere la Sua Parola, il Suo carattere, la Sua potenza e maestà, la Sua natura e i Suoi attributi. La divinità rinfranca la fragile umanità con la sua luce. Cristo è l’incarnazione della legge di Dio, ed è la copia del Suo carattere.7ACB 119.4

    19-23 — Vedi commento di EGW al cap. Luca 1:76,777ACB 119.5

    26, 27 — Vedi commento di EGW al cap. Luca 3:15,167ACB 119.6

    29 — Il tempo di purificazione - Levitico 14:4-8; Apocalisse 7:147ACB 119.7

    Vedi commento di EGW al cap. Giovanni 12:327ACB 119.8

    Dobbiamo ricordare che fintanto che ci troviamo nella nostra famiglia, così ci troviamo in chiesa. Così come trattate i vostri figli, così tratterete Cristo. Se nei vostri cuori regna uno spirito non cristiano, disonorate Dio. La tonaca non fa dell’uomo un monaco. È Cristo che ci rende degni di ricevere la corona della vita che non appassisce mai.7ACB 119.9

    Questo è il momento di purificare il nostro carattere nel sangue dell’Agnello. Giovanni scrive: Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Non dobbiamo forse permettere a Cristo di purificarci dai peccati? (GCB, April 6, 1903, p. 89)7ACB 120.1

    32,33 — Vedi commento di EGW al cap. Matteo 3:13-177ACB 120.2

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