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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 Nuovo Testamento

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    Capitolo 10:1-11

    L’angelo, impersona Cristo — (cap. 14:6-12; Daniele 12:4-13)7ACB 475.6

    Il possente angelo che istruì Giovanni era niente meno che Gesù Cristo, mentre il Suo piede destro poggiava sul mare e quello sinistro sulla terra asciutta, a dimostrare che Gesù partecipava nell’ultima scena della grande controversia. Tale posizione di Gesù denota il Suo potere assoluto e la Sua autorità su tutta la terra. La grande controversia che è in atto è sempre più determinata, cresce di età in età e continuerà a crescere ancora fino a quando il potere delle tenebre non raggiungerà il culmine.7ACB 475.7

    Satana, unito con gli uomini malvagi, ingannerà il mondo intero comprese quelle chiese che non hanno amato la Verità. Ma il potente angelo rimane sull’attenti e grida a gran voce con potenza ed autorità a coloro che, unendosi a Satana, si sono opposti alla Verità. Apocalisse 10: 3 “gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce. Dopo che i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che mi disse: Metti sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo”.7ACB 476.1

    Questi fatti si riferiscono a eventi futuri che saranno resi noti nel loro ordine stabilito. Riguardo a Daniele, la Bibbia si esprime nel modo seguente: Ma tu avviati verso la tua fine; tu ti riposerai e poi sorgerai per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei giorni. (Daniele 12;13) Questo significa che Daniele, prima di ricevere la ricompensa come sua eredità, doveva riposarsi per poi essere risvegliato dal sonno della morte Giovanni nella sua visione vide un libro non sigillato. Le profezie di Daniele hanno il loro giusto posto nel primo, secondo e terzo messaggio degli angeli, che devono essere proclamati al mondo. La rimozione dei sigilli del piccolo libro doveva aver luogo al tempo stabilito.7ACB 476.2

    I libri di Daniele e di Apocalisse compongono un’unità. Il primo rappresenta le profezie, l’altro è la rivelazione. Il primo è un libro sigillato, mentre il secondo è un libro rivelatore. Nonostante a Giovanni sia stato rivelato il senso delle profezie, tuttavia gli fu raccomandato di non scriverle. La divina luce che era stata data a Giovanni, espressa nei sette tuoni, era una delineazione di eventi che sarebbero stati rivelati per mezzo dei messaggi del primo e del secondo angelo. Il Signore non voleva rivelare tutte queste cose al popolo, al fine di poter provare la loro fede. Tutta la Verità sarà svelata agli uomini dietro preciso ordine di Dio e nel momento opportuno. I messaggi del primo e secondo angelo devono essere proclamati ma, prima che questo accada, nessun’altra luce sarà rivelata prima che questi messaggi non abbiano fatto il loro specifico lavoro. Ciò è rappresentato da un angelo che tiene un piede sul mare, proclamando con giuramento solenne che non era venuto ancora il tempo di tale rivelazione.7ACB 476.3

    Quella volta, l’angelo dichiarava con solenne giuramento che non era arrivata ancora la fine della storia di questo mondo, né del tempo di prova, ma del tempo profetico che avrebbe preceduto l’avvento del nostro Signore; ossia, che le persone non avrebbero un altro messaggio prima del tempo profetico. Dopo quel periodo, raggiungendo il 1842-1844, non avrebbe potuto essere tracciato altro tempo profetico. La resa dei conti più lunga raggiungeva l’autunno del 1844.7ACB 476.4

    La posizione dell’angelo con un piede sul mare e l’altro sulla terra, significa la vasta estensione della proclamazione del messaggio. Si attraverseranno le grandi acque perché la Verità possa arrivare in altri paesi, in tutto il mondo. La comprensione della verità e la ricezione del messaggio sono rappresentate nel divorare il piccolo libro. La Verità circa il tempo della venuta del nostro Signore è un messaggio prezioso per le nostre anime. (MS 59, 1900).7ACB 477.1

    7 - L’ultimo periodo di prova — (Cap. 22:10-12)7ACB 477.2

    La dispensazione del Vangelo concerne l’ultimo periodo di prova che sarà concesso agli uomini. Coloro che vivono di questa dispensazione di prova ma, che non sono ancora pentiti e non ubbidiscono alla legge del Signore, periranno come infedeli. In seguito non ci sarà una seconda possibilità. Il Vangelo deve essere predicato a tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli. La verità deve essere presentata ai popoli in modo molto chiaro, insegnando loro che l’ubbidienza è la condizione per ottenere la vita eterna. Cristo dispensa la Sua giustizia a coloro che acconsentono a fargli prendere i loro peccati. E se faranno ciò saranno in debito con Cristo per la Sua grazia che Egli ha conferito così generosamente. (MS 40, 1900)7ACB 477.3

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